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Contro gli incendi, il centro UE di coordinamento della risposta alle emergenze

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Di Christopher Pitchers  & Euronews
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Il centro di coordinamento della risposta alle emergenze (ERCC) è il fulcro del meccanismo di protezione civile dell'UE.
Il centro di coordinamento della risposta alle emergenze (ERCC) è il fulcro del meccanismo di protezione civile dell'UE.   -   Diritti d'autore  European Union, 2022

L'anno scorso il Nord Europa è stato colpito da alluvioni mortali. Quest'anno sono gli incendi a causare una devastazione senza precedenti in tutto il continente.

È in questi momenti che viene spesso chiesto l'aiuto dell'UE, dal momento che i singoli Paesi non sono in grado di farcela da soli.

Il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze (ERCC), a Bruxelles, è il luogo in cui il team dell'Unione si occupa delle richieste di assistenza, attivando il cosiddetto meccanismo di protezione civile.

La domanda che, a metà estate, viene da porsi è se con le temperature record già registrate, le cose stiano gradualmente peggiorando. 

"Due anni fa la situazione era relativamente calma, ma è stata una specie di sorpresa. Se vogliamo, non è la norma", ha dichiarato ad Euronews il Direttore dell'ERCCAntoine Lemasson. "Negli ultimi cinque anni, dal 2017, si è avuto un forte aumento in termini di attivazioni del meccanismo di protezione civile per gli incendi boschivi e non solo per l'Europa, ma anche per i Paesi limitrofi, per il Nord Africa, con richieste anche dalla Georgia e altri", ha sottolineato. 

Tutti i 27 Stati membri dell'UE e sei Paesi terzi partecipano al meccanismo, che comprende una riserva di attrezzature strategiche come aerei antincendio, elicotteri e forniture mediche. Tutti strumenti pronti ad entrare subito in scena lì dove viene richiesto ed anche le squadre di soccorso. così come quelle mediche, sono pronte a intervenire con breve preavviso.

Secondo il direttore dell'ERCC, l'UE è in grado di far fronte alla crescente quantità di disastri causati dai cambiamenti climatici, ma dovremo abituarci a un numero maggiore di eventi simili.

"Noi poniamo a giugno l'inizio della stagione ufficiale degli incendi boschivi. Ma in realtà, nella fascia maggiore meridionale della Corsica, avviene già a febbraio. Ci sono gli incendi già a gennaio e febbraio, perché è secco", ha spiegato ancora Lemasson. "La vegetazione è molto secca in primavera. Non c'è abbastanza pioggia in primavera. Quindi, quando si arriva all'inizio dell'estate, la situazione è già molto difficile. Si tratta di uno schema e penso che dovremo conviverci ogni anno d'ora in poi", ha specificato.

Intanto, nelle ultime ore, gli incendi hanno colpito l'isola di Tenerife in Spagna e il nord della Grecia. La situazione in Friuli Venezia Giulia, invece, appare essere stata riportata sotto controllo. 

In generale, però, secondo Coldiretti, l'Italia nel 2022 ha già registrato il 170% in più di incendi rispetto alla media e ci vorranno almeno 15 anni per ripristinare le aree verdi distrutte.