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L'Ue prepara uno scudo per difendersi da attacchi informatici

L'Ue prepara uno scudo per difendersi da attacchi informatici
Diritti d'autore Kenzo Tribouillard/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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Di Jack Parrock
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Nel 2019 ci sono stati 450 infiltrazioni che hanno coinvolto infrastrutture sensibili, come il settore energetico e finanziario

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Uno scudo contro gli attacchi alla rete e la criminalità informatica. La Commissione europea ha lanciato oggi un nuovo piano, aggiornato, per proteggere i siti istituzionali ma non solo dalle interferenze straniere.

"Abbiamo registrato un numero crescente di attacchi hacker negli ultimi tempi – ha affermato il vicepresidente della Commissione europea Margaritis Schinas - che hanno dei target molto sensibili come infrastrutture sanitarie, e istituzioni dell'Unione europea e altre agenzie. C'è ormai consapevolezza che siamo sotto costante attacco e dobbiamo sviluppare le armi giuste per difenderci".

Solo la scorsa settimana, ad essere colpita da un grave attacco informatico è stata l'Agenzia europea per i medicinali che a giorni approverà i vaccini contro il COVID-19.

Più in generale nel 2019 si sono registrati 450 infiltrazioni che hanno coinvolto infrastrutture sensibili, come il settore energetico e finanziario".

La Commissione propone quindi di avviare un network di centri per la sicurezza informatica, supportati dall'intelligenza artificiale, per creare uno scudo di sicurezza in grado di prevenire e rispondere tempestivamente agli attacchi.

Secondo Alessandro Gropelli dell'European Telecommunications Network Operators Association: “Queste nuove regole si applicheranno ai dei settori molto importanti al momento, basti pensare a quanto è importante proteggere i nostri dati contenuti negli archivi digitali, nel cloud e più in generale nei sistemi informatici dei governi. Sarà vitale proteggersi da eventuali attacchi durante questa fase di vaccinazione e tracciamento per tenere sotto controllo la pandemia. Questo passo in avanti è segno che ormai c'è consapevolezza".

Per entrare in vigore, il nuovo regolamento sulla protezione delle reti dovrà essere approvato dal Parlamento europeo e poi dalle singole assemblee nazionali.

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