Cipro instiste sulle sanzioni alla Turchia: l'intervista al ministro degli esteri Nikos Christodouli

Cipro instiste sulle sanzioni alla Turchia: l'intervista al ministro degli esteri Nikos Christodouli
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Di Efi Koutsokosta
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L'astensione di Cipro in seno al consiglio europeo sull'imposizione di sanzioni al regime bielorusso suona come un ricatto. Cipro si difende: l'UE aveva concordato che avrebbe imposto sanzioni anche alla Turchia per le sua attività illegali nel mediterraneo orientale

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Il Consiglio Affari esteri dell'UE non è riuscito a concordare l’imposizione di sanzioni contro la Bielorussia per via del mancato voto di uno stato membro: Cipro.

Una decisione giustificata dal ministro degli esteri cipriota, Nikos Christodoulides, che afferma che i 27 dovrebbero sanzionare anche la Turchia per le sue attività di esplorazione illegali nel Mediterraneo orientale.

“Al Consiglio Affari esteri informale di Berlino, dopo lunghe discussioni sulle attività illegali bielorusse e turche nella zona economica di Cipro, è stato deciso che le proposte riguardanti la Bielorussia e le proposte presentate dalla Repubblica di Cipro a giugno procedessero parallelamente con l’obiettivo della loro immediata adozione. Quindi è chiaro che la Repubblica di Cipro sostiene le sanzioni riguardanti la Bielorussia. In nessun modo siamo contrari all'adozione di misure contro il regime di Lukashenko. Cipro è stato uno dei paesi che ha sempre sostenuto l'adozione di sanzioni in risposta agli eventi in Bielorussia”, afferma a euronews.

Cipro dunque darà via libera alle sanzioni contro la Bielorussia solo nel caso in cui le sanzioni per le attività illegali turche nella zona economica cipriota andranno avanti?

“Insistiamo sull'attuazione dell'accordo politico raggiunto a Berlino. Non colleghiamo le due sanzioni e lo sottolineo perché non è una nostra interpretazione. Lo ha affermato lo stesso signor Borrell in pubblico e davanti al Parlamento europeo, ma anche davanti ai Rappresentanti permanenti e ha invitato tutti gli Stati ad attuare l'accordo raggiunto in Berlino”.

Ursula von der Leyen ha affermato che gli Stati membri dovrebbero accelerare il processo decisionale e che in alcune questioni di politica estera le decisioni dovrebbero essere prese a maggioranza rafforzata e non all'unanimità come avviene ora.

Per il ministro cipriota però è necessario prima far chiarezza.

“Quello che gioca il ruolo più importante nel processo decisionale dovrebbe essere l'interesse europeo e non l'interesse nazionale di alcuni stati. Se non determiniamo prima qual è l'interesse dell'UE, sarà molto difficile per Cipro e molti altri Stati membri accettare un tale processo decisionale a maggioranza rafforzata sulle decisioni di politica estera”.

Journalist • Elena Cavallone

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