In Russia è stata approvata una legge che limita i diritti dei russi all’estero perseguiti in patria. La portata dei divieti - tra cui blocco dei beni e dei conti bancari - equivale, secondo i giuristi, a una “revoca di fatto della cittadinanza”
I deputati della Duma di Stato russa hanno approvato mercoledì, in seconda e terza lettura, un disegno di legge che limita drasticamente i diritti dei cittadini russi che vivono all'estero e sono perseguiti in patria per motivi politici. Il numero dei dissidenti è aumentato in modo significativo dopo l'inizio della piena invasione dell'Ucraina da parte della Russia nel 2022.
I rappresentanti del potere legislativo non nascondono contro chi siano dirette queste misure. Prima del voto, lo speaker della Duma di Stato Vjacheslav Volodin ha dichiarato: "Si tratta di chi reca danno al nostro Paese. Degli estremisti, dei traditori della nostra patria. Di quelli che da anni cercano in ogni modo di distruggere il nostro Stato. Giustificano il nazismo, insultano i nostri soldati e ufficiali. E al tempo stesso si sottraggono alla punizione in altri Stati".
In base alla legge quadro approvata, le misure saranno applicate alle persone che eludono l'esecuzione di una condanna penale e si trovano fuori dalla Russia. Le restrizioni riguarderanno anche i cittadini già sottoposti a responsabilità amministrativa per violazioni della legge sugli "agenti stranieri", per appelli alla violazione dell'integrità territoriale della Federazione russa, per richieste di introdurre sanzioni contro la Russia, per la "screditazione" delle Forze armate della Federazione russa o per la partecipazione alle attività di un'organizzazione dichiarata indesiderabile.
Misure restrittive: niente casa, conti o auto
Ai cittadini russi rientranti nella categoria degli indesiderabili e residenti all'estero saranno applicate in patria le seguenti misure restrittive: blocco dei conti bancari, divieto di vendere i propri immobili e i propri mezzi di trasporto, divieto di concludere operazioni tramite procura, sospensione di tutte le licenze, autorizzazioni e accreditamenti precedentemente concessi, diniego nella concessione di servizi statali e municipali, divieto per le banche di fornire a tali persone l'accesso al sito o alle applicazioni bancarie per il trasferimento di fondi, rifiuto di erogare servizi consolari all'estero (divieto di ottenere un passaporto per l'espatrio e di autenticare contratti, testamenti e procure).
L'ampiezza di questi divieti è tale che, secondo i giuristi di "Pervyj otdel" (una comunità aperta di avvocati, difensori dei diritti umani e giornalisti), si tratta di una "revoca di cittadinanza di fatto".
"Una persona che è partita per motivi politici e viene riconosciuta come “sfuggita alla giustizia” ottiene lo status di un “cittadino cancellato” all'interno del sistema. Tutto ciò che è legato alla Federazione russa (beni, conti, attività economiche, servizi consolari) può essere utilizzato contro di lui, mentre lui è quasi del tutto privato della possibilità di utilizzarlo in qualche modo a proprio favore", osservano gli avvocati.
L'avvocata Anna Burakova ha osservato che il disegno di legge è innanzitutto volto a intimidire coloro verso i quali lo Stato non può fisicamente "allungare la mano". A suo avviso, espresso a Novaya-Evropa, le autorità russe cercano di limitare i diritti di chi non può essere perseguito penalmente in modo reale sul territorio della Federazione russa e, allo stesso tempo, di "tappare la bocca" agli oppositori della guerra e diffondere un clima di paura tra gli emigrati.
Chi è a rischio con le nuove misure
La legge colpirà innanzitutto i russi in disaccordo con la politica del Cremlino che si sono espressi contro la guerra in Ucraina e nei confronti dei quali esiste già una condanna definitiva in base a qualsiasi articolo del codice penale o una decisione del tribunale ai sensi di specifici articoli amministrativi di natura "politica".
Come ha sottolineato OVD-Info (un progetto mediatico indipendente per la difesa dei diritti umani), nella zona di rischio elevato rientrano: i cittadini inseriti nel registro degli "agenti stranieri", le persone coinvolte in qualsiasi procedimento penale, i destinatari di procedimenti amministrativi a motivazione politica, gli attivisti politici, i rappresentanti della società civile, i dipendenti dei media, gli avvocati, i partecipanti a progetti che in Russia sono stati dichiarati "agenti stranieri", nonché organizzazioni etichettate come "estremiste", "indesiderabili" o "terroristiche".
La nuova legge entrerà in vigore dopo la pubblicazione ufficiale, senza alcun periodo transitorio.