Secondo i dati Istat, oltre il 30% delle famiglie italiane non può permettersi una settimana di vacanza lontano da casa, quota che supera il 53% per i nuclei con tre o più figli. L'aumento delle difficoltà economiche e la fragilità del monoreddito negano il riposo a milioni di giovani
Le vacanze estive possono rappresentare un importante periodo per lo sviluppo cognitivo e sociale di bambini e ragazzi.
Ma le difficoltà economiche vissute dalle famiglie italiane potrebbero impedire ai giovani di vivere esperienze che stimolano la crescita psicofisica e relazionale.
Circa la metà dei nuclei familiari italiani ha dichiarato di non potersi permettere almeno una settimana di vacanza lontano da casa.
Quante famiglie rinunciano alle ferie
Secondo i dati Istat elaborati nell'ambito dell'indagine sulle condizioni di vita, nel 2025 oltre il 30% di famiglie italiane non ha potuto godere di un periodo di ferie lontano dai propri contesti quotidiani.
Il dato più alto, pari al 53,3%, è stato registrato per i nuclei con tre o più figli. Sono invece il 33,2% delle famiglie con un solo figlio minore e il 31,5% le famiglie con due figli a carico a non potersi permettere una vacanza.
I dati mostrano un incremento generale rispetto all'anno precedente:
- +5,1 punti percentuali per le famiglie con 1 figlio;
- +1,5 punti percentuali per i nuclei con 2 figli;
- +8,9 punti percentuali per le famiglie con 3 o più figli.
I nuclei più numerosi presentano storicamente le difficoltà maggiori. Il valore più alto si è registrato nel 2012, quando la quota ha raggiunto il 61%.
Nello stesso anno si sono stati registrati picchi massimi anche per i nuclei di famiglie meno numerose: 50,2% per le famiglie con un figlio minore e 49% per le famiglie con due.
L'impatto sui nuclei monoreddito con figli piccoli
Le famiglie con almeno un figlio piccolo a carico sostenute da un'unica fonte di reddito sono quelle che vivono situazioni di maggiore fragilità economica.
Secondo lo studio Istat effettuato in comuni con almeno cinquemila abitanti tra il 2015 e il 2022 su 2.340 realtà comunali, emergono andamenti differenziati.
Le famiglie monoreddito con figli piccoli sono diminuite in 1.098 comuni, di cui 73 capoluoghi, mentre risultano in aumento in altri 1.242, di cui 36 capoluoghi.
I cali più ampi si evidenziano a:
- Andria: dall'incidenza del 45,5% al 42,8%;
- Bologna: dal 45,2% al 43%;
- Pescara: dal 49,7% al 47,8%.
Al contrario, gli incrementi maggiori si riscontrano a:
- Nuoro: dal 46,8% al 48,9%;
- Oristano: dal 47,0% al 48,9%;
- Potenza: dal 43,9% al 45,5%.
Bisogna, però, tenere in considerazione alcuni fattori. Il calo della natalità degli ultimi anni influisce sulla contrazione della quota di famiglie con figli. Questo fenomeno riflette anche la scelta crescente da parte dei nuclei più giovani in condizioni economiche non stabili di non avere figli.
Le rilevazioni non tengono conto delle famiglie con due redditi che potrebbero comunque trovarsi in difficoltà economica.
La condizione di monoreddito non è l'unica legata alla deprivazione economica, ma figura tra le più critiche.