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L'Ue dice stop alle mutiliazioni genitali femminili

L'Ue dice stop alle mutiliazioni genitali femminili
Diritti d'autore Arşiv / Sayyid Azim / AP
Diritti d'autore Arşiv / Sayyid Azim / AP
Di Susan DabbousAna Lazaro, Isabel Silva
Pubblicato il
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Una nuova risoluzione votata dal parlamento europeo, mira ad attuare tutta la legislazione esistente contro la pratica ancora non debellata. A rischio anche le bambine europee

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Le foto mostrate in questo video sono della fotografa Simona Ghizzoni che ha lavorato insieme a Emanuela Zuccalà per il progetto Zona.

Gli scatti fanno parte l'esibizione "Uncut" ospitata all'Espace des Femmes di Parigi fino al 29 febbraio.

Ancora troppe donne e bambine nel mondo sono vittime delle mutilazioni genitali femminili.

L'infibulazione o la circoncisione femminile vengono praticate con arnesi di fortuna e senza anestesia privando le donne di una sessualità normale per sempre.

Khady Koita, è una sopravvissuta e un'attivista. Con la sua organizzazione "La Palabre" si batte per sottrarre nuove bambine alle mutilazioni.

"Ho deciso di fare una campagna contro le mutilazioni genitali femminili - spiega l'attivista perché negli anni '80, in Francia, esattamente nell'82, ci sono state troppe morti. E in particolare una bambina di tre mesi morta d'emorragia dopo l'escissione del clitoride che mi ha davvero scioccata".

Le Nazioni Unite stimano che solo nell'Unione europea vivono 600.000 donne che hanno subito questa pratica e sono 180.000 le bambine sono a rischio.

Koita va nelle scuole europee per parlare agli studenti di prevenzione delle violenze in generale, toccando anche il tema delle mutilazioni genitali femminili.

"Ci sono alcune ragazze che vengono da me per condividere la loro esperienza - racconta Khady Koita de La Palabre - a volte mi chiedono consigli o aiuto. Soprattutto se hanno sentito i loro genitori pianificare un viaggio in Africa, per incoraggiarle a partire le dicono:" Stiamo organizzando una festa per te durante le vacanze."

L'ospedale che aiuta le donne

In Belgio c'è un ospedale che offre assistenza psicologia e chirurgica alle donne che hannosubito questa pratica e dove è possibile riparare o ricostruire le parti intime.

Le donne che arrivano nella struttura versano in condizioni critiche.

"La rimozione del clitoride causa molto dolore - spiega il ginecologo Martin Caillet dell'ospedale Saint Pierre di Bruxelles - Spesso si sviluppano piccoli tumori intorno al nervo principale. Poi c'è la pratica dell'infibulazione che consiste nella cucitura della zona vaginale, lasciando solo un buco di pochi millimetri per il flusso del sangue mestruale e delle urine e che rende le relazioni sessuali estremamente complicate."

Il voto al parlamento europeo a Strasburgo

Con 612 voti a favore su 651, il 12 febbraio scorso i membri del Parlamento europeo hanno votato una nuova risoluzione che invita a rafforzare la battaglia contro le mutilazioni genitali femminili e a fornire assistenza alle sopravvissute.

"I politici devono assolutamente prendere questo problema sul serio - dichiarato l'eurodeputata irlandese conservatrice Frances Fitzgerald - si tratta di un terribile crimine con degli effetti irreversibili sulle donne che lo subiscono."

Senza una vera mobilitazione si stima che 68 milioni di bambine rischiano di essere sottoposte alla pratica entro il 2030.

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