The Brief From Brussels: L'emergenza ebola in Congo

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Di Isabel Marques da Silvamaria irene giuntella
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L'ebola resta un'emergenza nella Repubblica Democratica del Congo, l'Organizzazione Mondiale della Sanità invita l'Europa a investire nelle strutture sanitarie locali e nella prevenzione.

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Il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha tentato di attirare l'attenzione del mondo sulla diffusione dell'epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo durante la sua visita, domenica scorsa, nella provincia del Nord Kivu, una regione devastata dal conflitto.

L'epidemia di questa malattia fortemente contagiosa è iniziata un anno fa e ha già ucciso oltre 2000 persone, due terzi dei casi totali registrati. Nei prossimi sei mesi è necessario stanziare 400 milioni di euro per l'assistenza sanitaria e sociale.

L'aiuto è necessario anche per la sperimentazione in corso per la vaccinazione e per la formazione del personale sanitario, ha affermato un rappresentante dell'Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) nella sua relazione davanti alla commissione per lo sviluppo del Parlamento Europeo.

"Abbiamo iniziato con 50 vaccinatori internazionali e ora abbiamo formato 450 congolesi. Abbiamo oltre 200 medici e infermieri formati per il trattamento dell'ebola. Al netto di ciò, il sistema sanitario è debole e deve essere rafforzato. Quindi,possiamo fermare l'epidemia, ma tornerà di nuovo e il Congo ha il morbillo, il monkeypox, il chikungunya e tante altre sfide. Dunque affrontare l'Ebola e andarsene è inaccettabile"afferma Michael Ryan direttore del programma per le emergenze sanitarie dell'OMS.

Gli esperti sostengono che sia fondamentale che l'Europa investa nelle strutture sanitarie locali e nelle campagne di prevenzione.

"Discuteremo per vedere come possiamo fare per i finanziamenti; come possiamo coinvolgere altri settori come quello privato e altre fonti di finanziamento. Soprattutto, dobbiamo guadagnarci la fiducia della popolazione, in modo che quando andranno nei centri sanitari, si fidino anche del personale qualificato " dichiara Pierrette Herzberger-Fofana, eurodeputata dei Verdi.

Le Nazioni Unite stanno anche svolgendo attività di prevenzione in nove paesi vicini alla Repubblica Democratica del Congo, in particolare Uganda, Ruanda e Burundi.

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