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Commozione al museo ebraico di Bruxelles per l'inizio del processo all'attentatore

Commozione al museo ebraico di Bruxelles per l'inizio del processo all'attentatore
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Di Elena CavalloneMéabh Mc Mahon
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Un giorno pieno di ricordi ed emozioni per chi lavora nel museo nel quale sono state uccise quattro persone il 24 maggio 2014

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Sono trascorsi quasi cinque anni dall'attacco al museo ebraico di Bruxelles, dove all' ingresso sono stati esplosi i primi colpi di arma da fuoco: una sequenza durata 82 secondi che ha causato 4 vittime.

Per commemorare le quattro vittime di quell'attentato è stata apposta una placca d'oro che riporta: "quattro vittime furono uccise da un vigliacco terrorista il 24 maggio 2014 alle 15:39".

L'attentatore spara i colpi all'ingresso del museo ebraico di Bruxelles il 24 maggio 2014

Proprio in questi giorni si apre nella capitale belga il processo al principale sospettato, Mehdi Nemmouche: è un momento emozionante per chi lavora qui, spiega la portavoce del museo, Chouna Lomponda.

"È una giornata piena di emozioni ma è anche il giorno in cui possiamo dire che ci stiamo avvicinando alla verità, alla giustizia, in cui verranno determinate le responsabilità per questo crimine".

L'attacco ha messo in evidenza un crescente antisemitismo nel paese, nonché i problemi di integrazione tra le diverse comunità. Il museo ha cercato di voltare la pagina, puntando sulla cultura e sul dialogo per affrontare le differenze.

"Dopo l'attacco, abbiamo avuto un periodo di lutto, il museo è stato chiuso e quando abbiamo riaperto, le prime persone a visitare erano dei curiosi, poi le persone venivano per solidarietà. Ora mettiamo l'enfasi sull'apertura. Volevamo che questo museo fosse un luogo in cui le comunità possono riunirsi".

L'ultima mostra ospitata dal museo espone le immagini fotografo ebreo americano, Leonard Freed, dal titolo "Fotografare il mondo in disordine". Un titolo più attuale che mai.

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