Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

Il cervello non si 'spegne' durante l'anestesia: ecco cosa succede

Il cervello continua a elaborare il linguaggio anche quando non è cosciente.
Il cervello continua a elaborare il linguaggio anche quando non è cosciente. Diritti d'autore  Cleared/Canva
Diritti d'autore Cleared/Canva
Di Marta Iraola Iribarren
Pubblicato il
Condividi Commenti
Condividi Close Button

Secondo un nuovo studio, mentre il corpo è sotto anestesia, il cervello non è completamente inattivo: continua a elaborare il linguaggio anche quando non è cosciente

Anche durante l’anestesia generale il cervello umano continua a elaborare suoni e linguaggio. È quanto emerge da un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature, secondo cui alcune aree cerebrali rimangono sorprendentemente attive anche in assenza di coscienza.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

La ricerca ha mostrato che i circuiti neurali continuano a codificare e a rispondere agli stimoli esterni mentre il paziente è anestetizzato, suggerendo che il cervello mantenga capacità di elaborazione molto più avanzate di quanto ipotizzato finora.

“I nostri risultati dimostrano che il cervello è molto più attivo e capace durante l’incoscienza di quanto si pensasse in precedenza”, ha spiegato Sameer Sheth, coautore dello studio.

“Anche quando i pazienti sono completamente anestetizzati, il loro cervello continua ad analizzare il mondo che li circonda”, ha aggiunto.

Come i ricercatori hanno osservato l’attività cerebrale

Lo studio ha coinvolto sette pazienti sottoposti a un intervento chirurgico per l’epilessia finalizzato alla rimozione di una parte del lobo temporale per controllare le crisi epilettiche.

Per monitorare l’attività cerebrale, il team del Baylor College of Medicine ha utilizzato le sonde Neuropixels, sottilissimi aghi di silicio in grado di registrare l’attività dei neuroni con grande precisione.

I ricercatori hanno così analizzato il modo in cui il cervello elaborava suoni e linguaggio in assenza di consapevolezza.

Il cervello reagisce anche ai suoni inattesi

Nel primo esperimento, i pazienti hanno ascoltato una sequenza di toni identici, interrotti occasionalmente da un suono differente.

Circa il 71 per cento dei neuroni monitorati ha reagito ai toni ripetuti, segno che il cervello continuava a registrare gli stimoli sonori. Il 25 per cento dei neuroni ha invece risposto in modo specifico ai suoni “anomali”.

Secondo gli autori, il dato più sorprendente è che la capacità del cervello di individuare questi suoni inattesi migliorava progressivamente nel tempo, nonostante lo stato di anestesia.

Sotto anestesia il cervello riesce anche ad anticipare le parole

In un secondo esperimento, quattro pazienti hanno ascoltato alcuni podcast mentre erano anestetizzati.

I ricercatori hanno osservato che il cervello elaborava il linguaggio in tempo reale, reagendo non solo alle singole parole ma anche alla struttura del discorso.

Lo studio ha inoltre evidenziato che il cervello era capace di prevedere le parole successive sulla base del contesto precedente, un meccanismo noto come “codifica predittiva”.

“Questo tipo di codifica predittiva è qualcosa che associamo normalmente alla veglia e all’attenzione, ma qui avviene in uno stato di incoscienza”, ha spiegato Benjamin Hayden.

Serviranno ulteriori studi

Gli autori sottolineano che saranno necessarie ulteriori ricerche per comprendere meglio il funzionamento del cervello durante l’anestesia.

In particolare, gli scienziati vogliono verificare se livelli simili di attività neurale possano essere osservati anche durante il sonno o in altri stati di incoscienza.

La scoperta potrebbe avere importanti implicazioni per la comprensione della coscienza umana e per il monitoraggio neurologico dei pazienti sottoposti ad anestesia generale.

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti

Notizie correlate

Viagra falso, steroidi e farmaci per la perdita di peso sequestrati in un'operazione Interpol da 13,1 milioni di euro

Perché un trattamento per il Parkinson può non funzionare per tutti i pazienti

Cena, sonno e colazione: lo studio sul legame bidirezionale tra ciò che mangiamo e come dormiamo