Cop28 a Dubai, nell'agenda (non ufficiale) non c'è l'ambiente ma il business di petrolio e gas

Al via la COP28 a Dubai
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Di Stefania De Michele
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Secondo un'inchiesta giornalistica della BBC, esiste un documento riservato nel quale si parla di incontri con 27 governi stranieri per fare affari su petrolio e gas, prima e durante la Cop28 a Dubai

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È l'agenda non ufficiale a minare la credibilità della Cop28, in programma dal 30 novembre a Dubai: a margine della conferenza sul clima, il suo presidente, Sultan Al Jaber, avrebbe organizzato degli incontri con 27 governi stranieri per promuovere accordi per le proprie compagnie petrolifere e del gas. 

La nomina di Al Jaber aveva già sollevato un vespaio di polemiche per il suo ruolo ai vertici del gigante petrolifero statale degli Emirati Arabi Uniti, Adnoc. Un conflitto di interessi che - secondo l'inchiesta giornalistica alla base delle accuse - si sarebbe delineato nell'organizzazione di incontri privati che vanno nella direzione opposta rispetto agli obiettivi della Conferenza sul Clima.

L'inchiesta giornalistica che getta ombre sulla Cop28

Realpolitik, forse. Grave violazione degli standard di condotta, più probabile. Perché sfruttare il ruolo di Paese organizzatore della Cop28 per promuovere accordi per le proprie compagnie petrolifere e del gas, potrebbe configurarsi come un enorme e pernicioso conflitto di interessi.

L'inchiesta giornalistica, condotta da Bbc e The Guardian, getta un'ombra sulla Cop28 in programma dal 30 novembre sino al 12 dicembre, negli Emirati Arabi Uniti a Dubai
Secondo la tv britannica esiste un documento riservato nel quale si parla di incontri con 27 governi stranieri per fare affari su petrolio e gas, prima e durante la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.

Al centro delle accuse il presidente della prossima conferenza Cop28 a Dubai, Sultan Al Jaber, già sotto i riflettori per il fatto di essere allo stesso tempo presidente del gigante petrolifero statale degli Emirati Arabi Uniti, Adnoc.
La nomina aveva sollevato più di una critica tra gli ambientalisti e il documento, svelato dalla Bbc, ha alimentato le polemiche.

Secondo le carte rese pubbliche, in agenda, negli incontri a margine della Cop28, c'erano le discussioni sulla possibilità da parte della Adnoc di sfruttare il gas naturale liquefatto di Mozambico, Canada e Australia, così come i combustibili fossili della Colombia e di altri 13 Paesi, tra cui Germania ed Egitto.

Secondo il Guardian, invece, esisterebbe un piano d’investimenti dell’Arabia Saudita per incrementare l'uso di automobili, autobus e aerei alimentati da combustibili fossili nei Paesi in via di sviluppo, in particolare in Africa.

Clima, obiettivi della Cop28

Gli incontri di affari sarebbero dunque in assoluta contrapposizione con gli obiettivi della Cop28 da cui ci si attendono più decisi passi in avanti per limitare l’aumento della temperatura globale agli 1,5°C, misura necessaria accostata - per il suo esito positivo -alla diminuzione del consumo di combustibili fossili di almeno il 43% entro il 2030.

Secondo l'ex presidente irlandese Mary Robinson, una delle figure di spicco che parteciperà alla Cop28, si tratta di una vicenda preoccupante: "C'era già la percezione che la Presidenza fosse un po' compromessa e questo potrebbe rendere la situazione ancora più difficile. Non abbiamo tempo per una brutta Cop - aggiunge Robinson - Dobbiamo compiere il maggior numero possibile di progressi perché il tempo a nostra disposizione sta per scadere".

Il tweet di Guterres: "È profondamente scioccante trovarsi sul ghiaccio dell'Antartide e sentire direttamente dagli scienziati la velocità con cui il ghiaccio si sta sciogliendo. La causa è chiara: l'inquinamento da combustibili fossiliI leader della #Cop28 non devono lasciare che le speranze delle persone di tutto il mondo per un pianeta sostenibile si sciolgano".

Il capo delle Nazioni Unite Antonio Guterres sottolinea l'urgenza e la necessità che nulla comprometta la conferenza sul clima: "I leader devono agire per limitare l'aumento della temperatura globale a 1,5 gradi, proteggere le persone dal caos climatico e porre fine all'era dei combustibili fossili".

Il team della Cop di Dubai ha respinto qualsiasi implicazione di conflitto di interessi e ha dichiarato che "Sultan Al Jaber è concentrato esclusivamente sull'attività della Cop e sulla realizzazione di risultati ambiziosi e trasformativi per il clima".

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