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Film della settimana di Euronews Culture: 'Resident Evil', come resuscitare una saga morta

Il film della settimana: Resident Evil
Film della settimana: Resident Evil Diritti d'autore  Sony Pictures Releasing - Canva
Diritti d'autore Sony Pictures Releasing - Canva
Di David Mouriquand
Pubblicato il
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Ci sono voluti sei tentativi, un reboot e una serie Netflix naufragata. Ma ora, dopo 24 anni, finalmente abbiamo un buon film di Resident Evil.

Non è facile essere appassionati di videogiochi quando si parla di adattamenti cinematografici. Fatta eccezione per le recenti serie tv come "The Last Of Us" e "Fallout", il passaggio dalla console allo schermo ha prodotto storicamente autentici disastri al cinema.

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Fra le saghe videoludiche più maltrattate c'è "Resident Evil" di Capcom, perseguitata da sei film live action, un disastroso reboot del 2021 e una serie Netflix naufragata in fretta, cancellata così rapidamente che una vera infezione virale sarebbe sembrata preferibile a una seconda stagione.

Quando è arrivata la notizia che l'enfant prodige dell'horror indipendente Zach Cregger avrebbe firmato un nuovo reboot di questa proprietà maltrattata, c'erano tutti i motivi per essere scettici, o depressi. O entrambe le cose. Dopo due film acclamati dalla critica (Barbarian e l'oscarizzato Weapons), sembrava che Cregger volesse già capitalizzare il successo, felice di incassare qualche assegno Playstation / Sony in cambio di mettere a tacere la sua voce autoriale.

Invece avremmo dovuto fidarci: il regista sapeva benissimo cosa stava facendo. Ci sono voluti 24 anni, ma grazie a Cregger i fan di "Resident Evil" hanno finalmente un adattamento di cui possono andare fieri.

Resident Evil
Resident Evil Sony Pictures Releasing

La trama del film del 2026 abbandona la mitologia complessa e gli eventi dei videogiochi, rinuncia all'Alice interpretata da Milla Jovovich e torna alle basi. Conosciamo Bryan (Austin Abrams), un fattorino medico sfortunato che sta per tornare a casa dalla fidanzata, la quale gli ha appena detto di essere incinta. Invece di staccare, accetta un turno extra pagato il doppio che prevede il trasporto di un pacco ad alta priorità al Raccoon City General Hospital.

È convinto di consegnare un organo vitale. Non è così.

Durante il tragitto investe con l'auto una donna, viva ma apparentemente in stato di shock. Anche questo non è proprio vero.

Da qui inizia la notte più lunga della vita di Bryan, in cui dovrà fare i conti con l'assenza di segnale sul cellulare, con armi che non sa nemmeno ricaricare e con una quantità esagerata di lucchetti fastidiosi.

Ah, già: c'è anche un virus che riscrive il DNA, priva gli infetti della loro umanità e li trasforma in zombie famelici, mostri acrobatici multi-articolati, mutanti tentacolati e sacche di carne kamikaze. Anche quelli non aiuteranno.

Resident Evil
Resident Evil Sony Pictures Releasing

Cregger qui azzecca quasi tutto, al punto da sfiorare l'eroico se si pensa ai precedenti adattamenti. Dosando alla perfezione lo splatter, la tensione da mangiarsi le unghie e qualche jump scare ben piazzato, mai gratuito, aggiunge inoltre una dose sorprendente di humour. Questo elemento comico si rivela fondamentale: Cregger e il co-sceneggiatore Shay Hatten hanno capito l'importanza di inserire un po' di riconoscibilità in un cocktail che include livelli di body horror da Brian Yuzna e creature che sembrano scappate da "La cosa" di John Carpenter.

Il risultato è possibile in gran parte grazie ad Austin Abrams, già interprete del senzatetto tossicodipendente in Weapons. Il suo personaggio è un uomo qualunque che urla e pasticcia, privo di qualsiasi qualità eroica o competenza da action hero che ci si aspetterebbe da un protagonista. È solo un ragazzo qualunque in una missione da punto A a punto B, che cerca di sopravvivere a qualunque cosa stia cercando di ucciderlo. Abrams ha capito alla perfezione il compito e lo svolge in modo impeccabile.

Resident Evil
Resident Evil Sony Pictures Releasing

La prima metà di Resident Evil è senza dubbio la più riuscita, perché quando Bryan incrocia uno scienziato della Umbrella Corporation e un agente di sicurezza (Paul Walter Hauser e Kali Reis), la corsa al cardiopalma comincia gradualmente a diventare un po' ripetitiva. È in questa seconda parte che ci si ricorda di trovarsi davanti a un adattamento di Resident Evil: l'inclusione inevitabile della losca azienda biotech e di alcune inquadrature soggettive pensate per compiacere i gamer risulta leggermente stonata rispetto alla lotta per la sopravvivenza di un uomo qualunque. Il film però resta sempre delirantemente divertente, fino a un finale posticcio che lo penalizza. Non per la sua brutalità e l'interruzione quasi comicamente brusca: quell'aspetto è in linea con il tono via via più folle del film. È il modo in cui taglia le gambe all'arco narrativo di Bryan e lo riduce a una punchline in stile Society, lasciando la chiusura con una nota un po' stonata.

Nonostante tutto, per buona parte della durata di Resident Evil Cregger firma non solo il miglior film tratto da Resident Evil, ma anche la prima grande trasposizione cinematografica da videogioco. È vero, entrambe sono asticelle molto basse da superare, ma i meriti vanno comunque riconosciuti a un reboot gestito con intelligenza. A dimostrazione che, quando si scelgono i talenti giusti dietro e davanti alla macchina da presa, anche una proprietà apparentemente condannata può rinascere.

Resident Evil è ora nelle sale.

Video editor • Amber Louise Bryce

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