Omaggio ad Averroè, pensatore universale della Spagna delle Tre Culture, nell'Anno a lui consacrato a nove secoli dalla sua nascita. Celebrato rito simbolico nella Caja de las Letras dell'Istituto Cervantes a Madrid, ex forziere di quello che fu il Banco Español del Río de la Plata
L'Istituto Cervantes rende omaggio al filosofo andaluso Averroè depositando un legato simbolico nelle camere di sicurezza dell'istituto Cervantes di Madrid, centro nevralgico della diffusione e del controllo della cultura spagnola nel mondo.
La cerimonia si è svolta per consacrare ufficialmente le celebrazione dell'Anno Internazionale di Averroè (fonte in spagnolo), a nove secoli dalla nascita del grande filosofo, medico, scienziato e giurista arabo-andaluso, un osservatore della natura e del reale con una passione per la logica aristotelica.
Il legato depositato comprende diversi libri pubblicati di recente (quindi privi del valore dei manoscritti antichi) sull'opera del pensatore, tra cui una ristampa dellaRefutazione della Refutazione, scritta nel XII secolo per difendere la filosofia aristotelica dalle critiche del teologo islamico Al-Ghazali.
Gli autentici manoscritti medievali che riportano le opere di Averroè sono custoditi in archivi di università e musei in varie città europee e mediorientali, come Londra, Parigi e Istanbul.
Al-Ghazali sosteneva infatti che la logica aristotelica difesa da Averroè reppresentasse la ragion pura, une devianza rispetto al dettato coranico e all' "autentica" fede in un solo Dio.
Anche la Chiesa dell'epoca condannò Averroè per le sue interpretazioni radicali dell'aristotelismo perché apriva ai dubbi sull'immortalità dell'anima e poneva la genenesi di Dio e della materia sulla stessa linea temporale.
Averroismo divenne infatti per i dottori della Chiesa sinonimo di ateismo, sebbene Tommaso d'Aquino operò affinchè i principi aristoltelici potessero essere integrati e utilizzati dalla stessa teologia cristiana.
Averroè simbolo della Spagna delle tre culture
Al-Andalus contribuì a trasmettere l'Aristotelismo, proveniente da Bisanzio, nella Cristianità Latina.
In un evento della scorsa settimana, il direttore del Cervantes, Luis García Montero, ha definito Averroè "un punto di riferimento decisivo nel pensiero antidogmatico".
García Montero ha sottolineato che il grande studioso arabo-islamico "seppe confutare coloro che mettevano in discussione le idee dei pensatori e costruì ponti tra la propria identità e la cultura classica greca e latina".
All'omaggio hanno partecipato anche la Presidente del Consiglio di Stato, Carmen Calvo, e l'editore Daniel Valdivieso.
Calvo ha evidenziato la figura di Averroè come "un trionfo della ragione" e ne ha sottolineato il "coraggio", considerandolo "capace di mettere la testa fuori dalle acque agitate, rivendicando la ragione come unica bussola del nostro viaggio".
L'omaggio fa parte di un programma più ampio promosso dall'Istituto Cervantes per tutto il 2026, che prevede conferenze, tavole rotonde e attività accademiche incentrate sull'attualità del pensiero di Averroè e sulla sua influenza nel dibattito contemporaneo sul rapporto tra ragione, scienza e religione.
Anno Averroè 2026
L'Istituto Cervantes sottolinea che Averroè è stato "una figura chiave del pensiero medievale". Il pensiero del filosofo andaluso, "noto per la sua riflessione sul rapporto tra filosofia e religione", è stato caratterizzato dalla difesa dell'uso della ragione. La sua eredità è associata a una visione della conoscenza basata sul dialogo tra le culture.
Nato a Cordova nel 1126, Averroè, noto in arabo come Ibn Rushd, fu anche medico e giurista euno dei principali commentatori di Aristotele nel Medioevo. Il suo lavoro intellettuale contribuì alla trasmissione del pensiero classico al mondo europeo attraverso le traduzioni latine delle sue opere.
La sua influenza si estese oltre il mondo islamico e segnò lo sviluppo del Tomismo e delal filosofia Scolastica (una delle colonne portanti delle teologia cristiana)
Le interpretazioni di Aristotele da parte di Averroè alimentarono dibattiti fondamentali sul rapporto tra filosofia e teologia nelle università medievali come Parigi.
Il programma commemorativo ha una dimensione internazionale, con attività legate alla proiezione globale dell'eredità del pensatore andaluso, previste a Parigi e a Marrakech.
A Parigi, il programma proseguirà a giugno con una conferenza organizzata presso l'Ambasciata di Spagna, tenuta dall'islamologo Mohammed Ali Amir-Moezzi. Il dibattito riunirà il teologo e imam Kahina Bahlul e il professor Ali Mostfa.
A Marrakech, la città marocchina dove il filosofo trascorse i suoi ultimi anni dopo l'esilio, si terrà un incontro a dicembre con la partecipazione di esperti come Maravillas Aguiar Aguilar, Latifa Bouhsini e Zouhir Louassini.
È possibile consultare il programma completo qui: https://xn--aoaverroes-t9a.org/