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Corea del Sud, Lee difende l’alleanza con gli Usa dopo l’annuncio di Trump

Soldati dell'esercito statunitense svolgono un'esercitazione su un fiume a Yeoncheon, il 18 agosto 2026
Soldati dell'esercito statunitense svolgono un'esercitazione su un fiume a Yeoncheon, il 18 agosto 2026 Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Gavin Blackburn
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Trump ha annunciato a sorpresa la riduzione delle truppe in un post sui social, poco prima dell'avvio lunedì delle annuali esercitazioni Ulchi Freedom Shield con soldati USA e sudcoreani

Il presidente della Corea del Sud, Lee Jae Myung, ha ribadito martedì che una solida alleanza militare con gli Stati Uniti rappresenta uno dei pilastri della sicurezza nazionale. Le dichiarazioni arrivano dopo l’annuncio a sorpresa del presidente americano Donald Trump, che ha ordinato di "ridurre in modo sostanziale" le esercitazioni militari congiunte tra Washington e Seul.

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La decisione ha alimentato interrogativi e preoccupazioni in Corea del Sud, dove l’alleanza con gli Stati Uniti è considerata essenziale per contenere la minaccia della Corea del Nord.

Durante una riunione del governo, Lee ha sottolineato che "la sicurezza nazionale sarà ulteriormente rafforzata quando l’alleanza è solida". Il presidente sudcoreano ha inoltre sostenuto la necessità per Seul di rafforzare le proprie capacità militari.

"Quando rafforziamo le nostre capacità, il nostro valore e la nostra importanza come alleato cresceranno ulteriormente", ha detto Lee, che punta a una politica di difesa più autonoma pur mantenendo stretti rapporti con Washington.

Cosa cambierà nelle esercitazioni militari

Non è ancora chiaro quali componenti delle esercitazioni congiunte tra Corea del Sud e Stati Uniti verranno ridimensionate.

Le forze armate dei due Paesi avevano precedentemente annunciato che le manovre di quest’anno, della durata prevista di 11 giorni, sarebbero state simili per ampiezza a quelle degli anni precedenti. Le esercitazioni avrebbero inoltre integrato le lezioni apprese dai conflitti più recenti, compresa l’esperienza maturata dalla Corea del Nord sul campo di battaglia al fianco della Russia nella guerra in Ucraina.

Washington e Seul hanno sempre descritto le manovre come esercitazioni di carattere difensivo, finalizzate soprattutto a rafforzare la capacità di risposta alle minacce nordcoreane.

Pyongyang, però, le considera una provocazione. Il ministero degli Esteri nordcoreano ha accusato Corea del Sud e Stati Uniti di preparare esercitazioni ancora più aggressive e ha promesso una risposta attraverso "un nuovo livello di deterrenza".

Il presidente sudcoreano Lee Jae Myung parla durante una riunione di gabinetto presso l'ufficio presidenziale a Seul, 18 agosto 2026
Il presidente sudcoreano Lee Jae Myung parla durante una riunione di gabinetto presso l'ufficio presidenziale a Seul, 18 agosto 2026 AP Photo

Il Giappone sostiene la cooperazione con Washington e Seul

Il sostegno all’alleanza tra Stati Uniti e Corea del Sud è arrivato anche dal Giappone.

Il ministro della Difesa giapponese Shinjiro Koizumi, in visita in Australia, ha sottolineato l’importanza della cooperazione tra Tokyo, Washington e Seul.

"Poiché il Giappone affronta l’ambiente di sicurezza più grave e complesso del dopoguerra, la cooperazione tra Giappone, Stati Uniti e Corea del Sud è fondamentale per la pace e la stabilità della regione", ha dichiarato ai giornalisti.

L’annuncio di Trump sul ridimensionamento delle esercitazioni è arrivato attraverso un post sui social media, poco prima dell’avvio delle manovre annuali Ulchi Freedom Shield. Secondo il presidente americano, le esercitazioni sono troppo costose e inviano alla Corea del Nord "un segnale totalmente inappropriato e ostile".

Trump ha inoltre motivato la sua decisione facendo riferimento ai suoi rapporti con Kim Jong-un e al mancato coinvolgimento della Corea del Sud nella guerra contro l’Iran.

Il vicepremier australiano Richard Marles con il ministro della Difesa giapponese Koizumi Shinjiro a Canberra, 18 agosto 2026
Il vicepremier australiano Richard Marles con il ministro della Difesa giapponese Koizumi Shinjiro a Canberra, 18 agosto 2026 AP Photo

I timori sulla protezione americana

La decisione americana ha riacceso il dibattito sulla solidità dell’alleanza tra Washington e Seul, costruita durante e dopo la guerra di Corea del 1950-1953.

La Corea del Sud non dispone di armi nucleari e basa una parte fondamentale della propria deterrenza sull’alleanza con gli Stati Uniti e sul cosiddetto "ombrello nucleare" americano. In caso di attacco nordcoreano, Washington si impegna a garantire una risposta attraverso l’intero spettro delle proprie capacità militari.

Gli Stati Uniti mantengono circa 28.500 soldati in Corea del Sud, una presenza militare che rappresenta uno dei principali elementi della strategia di deterrenza nella penisola.

La fiducia nell’alleanza, tuttavia, è stata messa alla prova anche da altri recenti episodi. In Corea del Sud hanno suscitato malcontento sia la politica commerciale di Trump sia il blitz sull’immigrazione condotto lo scorso anno nello Stato americano della Georgia, durante il quale furono detenuti centinaia di lavoratori sudcoreani.

Il quotidiano sudcoreano Hankook Ilbo ha scritto in un editoriale che l’annuncio di Trump "rivela la cruda realtà di un’alleanza Corea-Stati Uniti in difficoltà", alimentando l’ansia dell’opinione pubblica.

Trump punta nuovamente sul rapporto con Kim

L’annuncio sulle esercitazioni si inserisce nel tentativo di Trump di riaprire un canale con Kim Jong-un.

Lunedì il presidente americano ha sostenuto che i suoi rapporti con il leader nordcoreano rendono la situazione "molto più sicura". Trump ha ricordato i tre incontri avuti con Kim durante il suo primo mandato alla Casa Bianca e ha sottolineato il rapporto personale costruito con il leader nordcoreano.

"Kim Jong-un mi ha sempre trattato con grande rispetto", ha detto Trump. "Io lo capisco. Lui capisce me".

Screenshot di un post sull'account Truth Social del presidente statunitense Donald Trump, 18 agosto 2026
Screenshot di un post sull'account Truth Social del presidente statunitense Donald Trump, 18 agosto 2026 @realDonaldTrump

Kim, però, non ha mostrato finora interesse a riprendere i negoziati con Washington o Seul. La precedente diplomazia tra Trump e il leader nordcoreano si era interrotta nel 2019, senza un accordo sulla denuclearizzazione.

Secondo diversi esperti, una nuova apertura diplomatica appare improbabile nel breve periodo senza concessioni significative da parte degli Stati Uniti. Nel frattempo, Pyongyang ha continuato a rafforzare il proprio arsenale nucleare e i rapporti con la Russia, anche attraverso il sostegno alla guerra contro l’Ucraina.

Seul cerca un equilibrio

L’ufficio presidenziale sudcoreano ha espresso la speranza che il "rapporto amichevole" tra Trump e Kim possa favorire un nuovo dialogo e contribuire alla stabilità della penisola.

Una posizione che ha provocato la reazione dei conservatori sudcoreani, secondo i quali il governo di Lee rischia di mettere il rilancio della diplomazia con Pyongyang davanti alle esigenze di sicurezza nazionale.

Parallelamente, Seul e Washington stanno discutendo anche del possibile contributo sudcoreano agli sforzi per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, nel quadro della crisi con l’Iran.

Per gli analisti, la situazione riflette una trasformazione più ampia dei rapporti tra Stati Uniti e Corea del Sud. Secondo Leif-Eric Easley, professore alla Ewha University di Seul, l’amministrazione Trump tende a considerare le alleanze anche in termini economici e di reciproci vantaggi.

Seul si trova quindi davanti a un difficile equilibrio: da una parte deve preservare il legame strategico con Washington, dall’altra deve rafforzare la propria capacità di difesa e gestire le crescenti incertezze legate alla politica americana verso la Corea del Nord.

Risorse addizionali per questo articolo • AP, AFP

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