Le autorità cercano di rassicurare i messicani: la collezione di opere d’arte tornerà entro il 2028. Ma i critici del trasferimento in Spagna restano scettici.
È esplosa una disputa sul patrimonio nazionale tra Messico e Spagna per 18 opere di Frida Kahlo, destinate a essere trasferite in Spagna. La decisione arriva dopo che la banca spagnola Santander ha assunto il controllo di 160 delle 300 opere di grandi artisti messicani della Collezione Gelman.
Il trasferimento delle opere della celebre pittrice messicana ha suscitato forti reazioni nel mondo dell’arte del Paese, perché la misura contrasterebbe con la legge nazionale: le opere dichiarate monumento artistico nazionale non possono essere esportate definitivamente dal Messico.
Le preoccupazioni sono aumentate quando Daniel Vega Pérez, direttore del museo Faro Santander, ha dichiarato al quotidiano spagnolo El País (fonte in inglese) che la legislazione messicana è «flessibile» e consente un facile rinnovo delle licenze di esportazione. Il direttore ha persino lasciato intendere che le opere di Frida Kahlo potrebbero avere una collocazione permanente nel museo.
Quasi 400 artisti, storici e curatori messicani hanno firmato una lettera aperta (fonte in inglese) in cui chiedono conto al governo della mancanza di trasparenza sull’operazione. In particolare vogliono sapere perché per le opere di Kahlo sia stata consentita, di fatto, un’esportazione permanente, mentre per altri artisti con la stessa classificazione giuridica è previsto solo il prestito temporaneo all’estero.
La lettera chiede che il governo messicano chiarisca la propria posizione sul trasferimento delle opere di Kahlo e avvii una consultazione pubblica sul loro futuro, per promuovere un «uso responsabile del patrimonio artistico» ed evitare vuoti normativi e incertezza nell’opinione pubblica.
La presidente del Messico, Claudia Sheinbaum Pardo, ha difeso l’accordo, affermando che le autorità stanno agendo nel rispetto della legge. La ministra della Cultura, Claudia Curiel de Icaza, ha a sua volta sottolineato che la collezione «non è stata venduta ed è solo in esposizione temporanea». «La collezione è messicana, non è stata venduta, sta uscendo solo temporaneamente», ha dichiarato.
Anche Santander ha diffuso un comunicato (fonte in inglese) in cui precisa che l’intesa «non comporta in nessun caso né l’acquisizione della collezione né la sua rimozione permanente dal Messico» e che le opere «torneranno in Messico alla fine del periodo di esportazione temporanea».
La banca ha inoltre annunciato che, su richiesta del governo messicano, l’inaugurazione del Faro Santander sarà rinviata da giugno a settembre.
I critici restano però scettici. Il rinvio non risolve infatti il contenzioso e, secondo la stampa, l’accordo con Santander resterà in vigore fino al 2030 e potrà essere prorogato di comune accordo.
Tutte e 18 le opere di Kahlo restano comunque destinate a essere inviate in Spagna a settembre. Il rientro in Messico è previsto per il 2028.