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L'Oceanario di Lisbona dice addio alle "Foreste sottomarine"

Foreste sommerse
Foreste sommerse Diritti d'autore  Oceanário de Lisboa/ Pedro Pina
Diritti d'autore Oceanário de Lisboa/ Pedro Pina
Di Diana Rosa Rodrigues
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All’Oceanário de Lisboa subacquei specializzati lavorano ogni giorno nell’acquario “Florestas Submersas” di Takashi Amano. Dopo 11 anni e 11.000 ore di immersioni, si chiude una delle installazioni naturali più grandi al mondo

Precisione millimetrica, immersioni quotidiane e un acquario lungo 40 metri da mantenere identico all’idea originale del suo creatore. All’Oceanário di Lisbona, la mostra “Florestas Submersas” è molto più di un’installazione: è un ecosistema vivente che richiede cura costante.

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Ogni giorno, prima dell’apertura al pubblico, acquariofili specializzati si immergono per levigare la sabbia, potare le piante e rimuovere ogni traccia di alterazione. Un lavoro lento e metodico, fatto per preservare la visione del progettista giapponese Takashi Amano.

Maria Silva, responsabile della mostra "Foreste sommerse", si immerge nell'acquario per effettuare le potature per i visitatori
Maria Silva, responsabile della mostra "Foreste sommerse", si immerge nell'acquario per effettuare alcune potature per i visitatori. Euronews/Bruno Figueiredo

11.000 ore sott’acqua per mantenere un’opera viva

Dal 2015, anno di apertura della mostra, sono state accumulate circa 11.000 ore di immersioni tecniche. Un dato che rende l’idea della complessità di gestione dell’acquario, che contiene 160.000 litri di acqua dolce, 40 metri di lunghezza e decine di specie vegetali e animali.

La struttura ospita circa 40 specie di pesci tropicali, 46 specie di piante e oltre 10.000 organismi viventi, oltre a tonnellate di sabbia, roccia vulcanica e tronchi utilizzati per ricreare un ambiente naturale immersivo.

Le fotografie nell'allestimento dell'acquario aiutano a mantenere l'estetica originale
Le fotografie nell'allestimento dell'acquario aiutano a mantenere l'estetica originale Euronews

Il progetto di Takashi Amano e la filosofia del Wabi-Sabi

L’acquario è una delle opere più importanti del fotografo e designer giapponese Takashi Amano, scomparso poco dopo l’apertura della mostra. La sua idea era ricreare un ecosistema in equilibrio, dove piante e organismi interagiscono come in natura.

Alla base del progetto c’è anche la filosofia giapponese del Wabi-Sabi, che accetta la natura temporanea delle cose: nulla è destinato a durare per sempre, nemmeno un’opera pensata come perfetta.

La fine del ciclo dopo 11 anni e milioni di visitatori

Dopo oltre 11 anni e più di 10 milioni di visitatori, la mostra si avvia alla chiusura definitiva. Una scelta legata anche alla volontà di rispettare la visione originale dell’autore, evitando di trasformare nel tempo l’equilibrio dell’acquario.

Dal 30 giugno “Florestas Submersas” non sarà più accessibile al pubblico, segnando la fine di un ciclo unico nel suo genere..

Euronews
Euronews Até ao final de junho poderá assistir a podas durante o horário de visita

Il futuro delle specie e l’eredità dell’opera

Gli animali ospitati verranno trasferiti in altre strutture specializzate, mentre l’acquario continuerà a essere studiato e mantenuto in funzione tecnica fino al completamento delle operazioni.

Restano le visite dietro le quinte e i percorsi educativi, che permettono di osservare da vicino il lavoro quotidiano degli acquariofili e l’eredità di un progetto considerato uno dei più innovativi al mondo nel campo degli acquari naturali.

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