Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

Film della settimana di Euronews Culture: 'Father Mother Sister Brother', Leone d'Oro per Jarmusch

Il film della settimana: Father Mother Sister Brother
Film della settimana: Father Mother Sister Brother Diritti d'autore  MUBI - Les Films du Losange
Diritti d'autore MUBI - Les Films du Losange
Di David Mouriquand
Pubblicato il
Condividi Commenti
Condividi Close Button

Leone d’Oro per Jim Jarmusch: il regista torna al film antologico. Indaga relazioni familiari tese ed esplora l’inconoscibilità di chi crediamo più vicino.

Jim Jarmusch ha sempre saputo estrarre l’straordinario da situazioni apparentemente ordinarie. Lo dimostra al meglio il suo splendido film antologico del 2003 Coffee And Cigarettes, una raccolta insospettabilmente poetica di sketch che trasforma incontri goffi e conversazioni mancate in qualcosa di risonante e profondamente umano.

Torna quest’anno con Father Mother Sister Brother, un nuovo tentativo con il formato antologico poco apprezzato che gli è valso il Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia lo scorso anno. Stavolta, meno caffeina e nicotina. Più acqua e orologi. E i rapporti logori tra genitori e figli adulti.

Il primo capitolo, “Padre”, vede i fratelli Jeff (Adam Driver) ed Emily (Mayim Bialik) mettersi in macchina per andare dal padre (Tom Waits) nella sua baita isolata nel New Jersey innevato. Non lo vedono dall’“episodio” avvenuto al funerale della madre, e salute e soldi sono motivo di preoccupazione. Pare che in casa abbia avuto vari problemi, tra cui un muro che crolla e una fossa settica difettosa. Jeff lo aiuta economicamente e arriva all’incontro familiare con una cassetta di provviste per il frigo. Seguono silenzi pesanti e il peso di ciò che resta non detto.

MUBI - Les Films du Losange

Il secondo segmento, “Madre”, ruota attorno a un altro, altrettanto breve, ritrovo familiare. Una madre (Charlotte Rampling) parla con la sua terapeuta nella sua elegante casa a Dublino, preparandosi all’arrivo delle figlie agli antipodi: la studiosa Timothea (Cate Blanchett) e la punk Lilith (Vicky Krieps). Hanno instaurato una sorta di tradizione annuale: un incontro formale, con tè del pomeriggio e una impeccabile selezione di stuzzichini. Tornano i silenzi carichi di significato, mentre il trio indossa i ruoli di facciata del nucleo familiare e naviga emozioni espresse a metà.

MUBI - Les Films du Losange

La terza e ultima vignetta, “Sorella Fratello”, rompe la dinamica stabilita spostandosi a Parigi, dove i gemelli Skye (Indya Moore) e Billy (Luka Sabbat) fanno i conti con l’assenza dei genitori. Si ritrovano per visitare l’appartamento dei loro genitori, morti da poco: un ultimo saluto, durante il quale Billy, che ha messo le cose dei genitori in deposito, mostra alla sorella una serie di foto e documenti che rivelano quanto poco sapessero di loro.

MUBI - Les Films du Losange

Ogni istantanea è autonoma, ma si apre allo stesso modo: due fratelli in auto che vanno a casa dei genitori. Non solo. Altri punti di contatto arrivano sotto forma di immagini ricorrenti ed echi di conversazione: skater al rallentatore, orologi Rolex, coordinamento cromatico involontario, bicchieri d’acqua, il modo di dire britannico "Bob's your uncle" e la menzione di "Nowheresville".

Per quanto piacevole, dalle simmetrie e dai motivi che si intersecano non scaturisce molto, rendendo Father Mother Sister Brother un film affascinante che accenna a una profondità nascosta nella semplicità, ma che inciampa sul traguardo.

Certo, la loro ricorrenza suggerisce che, per quanto le famiglie siano complicate in modi unici, tutti possono riconoscersi nel logorarsi della comunicazione con il passare del tempo. Eppure, sul piano emotivo, può condurre a Nowheresville. Mentre Coffee And Cigarettes (con Waits e Blanchett), un omnibus più ironico e divertito, colpiva nel profondo senza clamore, Jarmusch manca di poco il bersaglio nell’esplorare la complessità, l’assurdo e talvolta la tenerezza di dinamiche familiari tese.

Ciò non significa che non ci sia molto da apprezzare in questo ritratto dell’allontanamento familiare, soprattutto nei primi due capitoli. Tom Waits – una presenza sullo schermo sottovalutata – eccelle in un ruolo perfettamente cucito sulla sua persona da trickster. Waits ha detto una volta: "Alla maggior parte delle persone non importa se stai dicendo la verità o una bugia, purché siano intrattenute", e il padre volutamente trasandato si diverte di sicuro. Il segmento “Padre” si avvale anche di una chiosa ammiccante che starebbe benissimo in una delle storie esagerate e maliziose del cantante.

In “Madre”, Charlotte Rampling brilla in quella che è probabilmente la migliore vignetta. Che sia ignara o sottilmente osservatrice, è perfetta nel ruolo di matriarca rigida che si preoccupa delle apparenze in modo simile al padre interpretato da Waits, ma per ragioni completamente diverse. La seconda vignetta contiene anche i momenti migliori di Father Mother Sister Brother. Dal bouquet che copre la visuale sul tavolo, alla figlia tutta compìta di Blanchett che imita "mummy" fino al modo in cui affonda la forchetta in una fetta di torta Battenberg, fino a quel breve momento di mani intrecciate tra le due sorelle al cancello: “Madre” mantiene la promessa di “Padre” nel trattare l’inganno e ciò che aleggia sulle conversazioni senza essere mai affrontato.

Purtroppo, il capitolo conclusivo non ricompone il tutto. “Sorella Fratello”, pur sincero e ben recitato, sfiora la risonanza emotiva senza raggiungere la commozione. Lascia il film su una nota fredda che, come i precedenti due incontri con i genitori, suona come un’occasione mancata.

MUBI - Les Films du Losange

Nell’assenza si può trovare una presenza. Emozioni stratificate possono nascondersi e restare inespresse nel silenzio. Tutti abbiamo i nostri bozzoli, i nostri segreti, le nostre finzioni, costruite per custodire la privacy e proteggere il senso di sé. E forse, con l’età, raggiungeremo la comprensione non detta che la maggior parte di noi lascerà questo mondo lasciando fotografie, senza aver mai davvero conosciuto coloro che pensiamo ci siano più vicini. Non è un caso che nessuno dei genitori in Father Mother Sister Brother abbia un nome.

Jarmusch ci arriva quasi. La sua volontà di esplorare ciò che separa l’intimità dall’estraniamento non è scontata, come non lo è la sua avversione alle frasi fatte troppo ornate quando si parla di famiglie in crisi. Ma se Father Mother Sister Brother funziona come un grazioso dittico che sfiora la profondità, naufraga come un trittico malinconico in cerca di risonanza.

Father Mother Sister Brother è uscito in Italia, in Spagna e in Francia. Prosegue la distribuzione nelle sale europee a gennaio e febbraio, prima di arrivare sulla piattaforma di streaming MUBI.

Video editor • Amber Louise Bryce

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti

Notizie correlate

I migliori film del 2025: peccatori, incidenti e battaglie

Prossimo James Bond: sappiamo finalmente chi sarà?

Leonardo DiCaprio: l'importanza di fare cinema, non contenuti