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Firenze, anche Euronews nella "stanza segreta" di Michelangelo

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Image Diritti d'autore Sylvie Corbet/Copyright 2023 The AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Sylvie Corbet/Copyright 2023 The AP. All rights reserved.
Di Euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Per secoli due strati di intonaco in un piccolo ambiente sotterraneo della basilica di San Lorenzo, dove il celebre artista si era rifugiato per due mesi nel 1530, hanno nascosto i suoi disegni preparatori

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Un piccolo ambiente di 30 metri quadri e alcuni schizzi a carboncino di quasi 500 anni fa. È la stanza segreta di Michelangelo, che il 15 novembre apre per la prima volta al pubblico. Per secoli, questa stanza è stata solo un deposito all’interno del complesso della basilica di San Lorenzo a Firenze (che ora ospita il Museo delle Cappelle medicee). Poi, nel 1975, durante dei lavori di pulitura, sotto due strati di intonaco, sono emersi questi disegni.

Michelangelo si nascose in questa stanza per almeno due mesi nel 1530, per sfuggire alle possibili persecuzioni di Papa Clemente VII per aver sostenuto la Repubblica di Firenze contro i Medici e contro il papato. E anche qui lasciò il suo segno.

Rinchiuso in questa piccola stanza, Michelangelo trovò il modo di non annoiarsi e di portarsi anche avanti con il lavoro, utilizzando per i suoi disegni l’unica superficie disponibile: le pareti del suo nascondiglio. 

Alcuni di questi disegni potrebbero non essere di Michelangelo, ma di suoi allievi o altri artisti, ma per altri il tratto della mano del genio del Rinascimento sembra inconfondibile.

“Questi sono disegni che sono proprio esercizi della mente, del progetto mentale dell’artista, che lo traduce in disegno. Ce ne sono alcuni che hanno proprio una manualità e un’energia nel segno che li rendono qualitativamente superiori agli altri", spiega la curatrice del Museo delle Cappelle medicee Francesca de Luca. 

Lo studio del corpo e dei volti, le tracce nere delle torce che servivano a fare luce, la complicata composizione dei corpi intrecciati e sovrapposti sulle parteti raccontano di un artista che non smetteva mai di studiare attraverso i suoi disegni.

“Sono stati messi in relazione in genere con le pitture della Sistina. In qualche modo ricordano anche un po’ la creazione con Dio Padre che proprio vola nell’aria e che quindi, anche se non identico, lo ricorda molto", aggiunge de Luca.

La stanza sarà aperta per le visite dal 15 novembre al 30 marzo 2024, esclusivamente su prenotazione. Per via dell’ambiente angusto e per la tutela delle opere, potranno accedervi gruppi di un massimo di quattro persone alla volta, accompagnati dal personale del museo, per un totale di massimo 100 persone alla settimana. Nella stanza si potrà stare al massimo 15 minuti.

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