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Al via la 75esima Fiera del Libro di Francorte tra le polemiche

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Di Michela Morsa
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Gli animi si accendono a causa del conflitto israelo-palestinese. Ospite d'onore la Slovenia, atteso lo scrittore indiano-britannico Salman Rushdie

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La Fiera del Libro di Francoforte apre le porte al pubblico questo mercoledì. L'agenda della 75a edizione, che si chiuderà il 22 ottobre, vuole riflettere le crisi attuali del mondo, dalla guerra in Ucraina al conflitto israelo-palestinese. Tra i grandi temi della fiera figurano anche l'intelligenza artificiale, il cambiamento climatico e la lotta contro il populismo e l'estremismo.

La Slovenia è l'ospite d'onore di quest'anno, con un proprio padiglione. Uno spazio che mostra come la storia influenzi la letteratura. Nel caso del Paese balcanico, spiega la scrittrice slovena Miljana Cunta, il variare nel corso dei secoli dei confini nazionali e l'appartenenza a diversi Stati ha esposto il Paese a diverse influenze, soprattutto tedesche, mediterrane e slave, che "hanno lasciato il loro impatto sulla vita quodiana, sulla cultura e sulle arti slovene". 

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha annullato la sua partecipazione alla cerimonia di apertura a causa di un breve viaggio in Israele e in Egitto. Al suo posto, ha inaugurato la fiera la ministra della Cultura e i Media Claudia Roth, che ha sottolineato l'importanza della diversità e della libertà di pensiero.

In apertura, il direttore della Fiera Juergen Boos ha condannato il terrorismo di Hamas contro Israele. "Condanniamo anche coloro che finanziano il terrore", ha detto. Ha poi espresso solidarietà a tutte le persone in Israele in Palestina che soffrono per la guerra. "La Fiera del Libro ha a che fare con l'umanità e può svolgere un piccolo ruolo nella risoluzione del conflitto", ha aggiunto. 

Hanno partecipato alla cerimonia anche la presidente della Slovenia, Natasa Pirc Musar e il filosofo sloveno Slavoj Zizek. Il suo discorso inaugurale ha fatto scalpore, ed è stato interrotto più volte dal pubblico. Dopo aver condannato gli attacchi di Hamas in territorio israeliano, Zizek ha mosso una forte critica a Israele, sottlineando il disinteresse di Tel Aviv per la situazione palestinese. 

Parteciperanno all'evento numerosi autori famosi, che presenteranno i loro libri al pubblico. Tra questi lo scrittore indiano-britannico Salman Rushdie, che ha ricevuto il Premio per la pace del lommercio librario tedesco. 

Cerimonia mancata

Non sarà presente invece la scrittrice palestinese Adania Shibli, che il 20 ottobre avrebbe dovuto ricevere un premio letterario per la sua opera "Un dettaglio minore". Qualche giorno fa, infatti, la cerimonia di premiazione è stata posticipata a data da destinarsi "a causa della guerra iniziata da Hamas per cui milioni di persone in Israele e Palestina stanno soffrendo". 

La notizia ha attirato sulla fiera le critiche di diversi addetti ai lavori dell'editoria e della cultura e sia la harjah Book Authority, l’ente degli Emirati Arabi Uniti che si occupa di promozione della cultura letteraria araba, che l’Associazione degli editori turchi hanno annullato la propria partecipazione all’evento in protesta. 

Diversi editori internazionali hanno criticato la decisione di Litprom, l'associazione che assegna il premio, riservato alle scrittrici del "sud del mondo" per promuoverne il lavoro e accrescerne la visibilità. Tra le case editrici che hanno espresso il proprio sostegno a Shibli, che finora non ha commentato la vicenda, l'italiana La Nave di Teseo, che ha pubblicato "Un dettaglio minore" nel 2021. 

In risposta alle critiche, il direttore della fiera Boos ha detto che la responsabilità della cerimonia di premiazione è di Litprom. Ma Boos, che comunque è anche membro del consiglio di amministrazione di Litprom, ha anche detto che per via della situazione in Israele l’organizzazione della fiera vuole "rendere particolarmente visibili le voci ebraiche e israeliane" durante l’evento.

Nei giorni precedenti si era già creato un dibattito su alcuni giornali di lingua tedesca, che avevano giudicato poco opportuna la premiazione di Shibli per via del contenuto del romanzo, pubblicato per la prima volta nel 2017. 

La prima parte del libro racconta lo stupro e l’omicidio di una ragazza beduina palestinese compiuto realmente da un gruppo di soldati israeliani nel 1949. La seconda parte è la storia (inventata) di una giornalista di Ramallah che decide di indagare sulla vicenda ai giorni nostri e alla fine del libro viene uccisa da alcuni soldati israeliani dopo essersi avventurata in una zona militare senza permesso.

Alcuni opinionisti hanno definito il romanzo ideologicamente anti-israeliano e anti-semita. "Un'opera che ritrae lo stato di Israele come una macchina di morte", in cui "tutti gli israeliani sono anonimi stupratori e assassini, mentre i palestinesi sono vittime di invasori col grilletto facile", ha scritto su Die Tageszeitung il giornalista Carsten Otte. 

Non tutti i giornali tedeschi hanno espresso commenti negativi nei confronti di Shibli e del premio assegnatole. Su Frankfurter Allgemeine Zeitung, il critico Andreas Platthaus ha ricordato che le letture di un romanzo "sono interpretazioni, non fatti" e ha paragonato le richieste di annullamento del premio alle richieste di divieti sulla diffusione di arte russa dopo l’invasione russa dell’Ucraina.

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