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Il pluripremiato documentario "20 Days in Mariupol" sull'assedio russo proiettato all'Onu

Daisy Veerasingham, presidente e CEO di Ap, e la vicepresidente senior e redattrice esecutiva di AP Julie Pace guardano il documentario presso la sede dell'ONU
Daisy Veerasingham, presidente e CEO di Ap, e la vicepresidente senior e redattrice esecutiva di AP Julie Pace guardano il documentario presso la sede dell'ONU Diritti d'autore Eduardo Munoz Alvarez/AP
Diritti d'autore Eduardo Munoz Alvarez/AP
Di David MouriquandAP
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

"Vogliamo riaffermare il nostro impegno nei confronti dei valori delle Nazioni Unite, ed è per questo che abbiamo scelto di mostrare questo importante documentario". Lo ha detto l'Ambasciatrice britannica all'Onu, in occasione della proiezione di "20 Days in Mariupol", girato da tre cronisti dell'AP

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Più di cento ambasciatori, giornalisti e rappresentanti della politica e della cultura hanno assistito lunedì sera 11 settembre 2023 alle Nazioni Unite alla proiezione del pluripremiato documentario "20 Days in Mariupol", che segue un trio di giornalisti dell'Associated Press durante l'assedio della Russia alla città portuale ucraina nei primi giorni di guerra.

L'Ambasciatrice del Regno Unito, Barbara Woodward, che ha ospitato la proiezione, ha dichiarato che il film è importante perché "l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia minaccia ciò che le Nazioni Unite rappresentano: un ordine internazionale in cui la sovranità e l'integrità territoriale di tutti i Paesi sono fondamentali".

"Vogliamo riaffermare il nostro impegno nei confronti dei valori delle Nazioni Unite, ed è per questo che abbiamo scelto di proiettare questo importantissimo documentario", ha dichiarato nel dare il benvenuto al pubblico presso la sede delle Nazioni Unite a New York.

La proiezione avviene all'inizio della 78esima sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e una settimana prima che i leader mondiali arrivino per il loro incontro annuale, dove si prevede che la guerra in Ucraina, che dura già da oltre 18 mesi, sarà ancora sotto i riflettori, soprattutto alla presenza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che dovrebbe parlare di persona all'ONU per la prima volta.

Eduardo Munoz Alvarez/AP
Il giornalista Mstyslav Chernov presenta il documentario "20 Days in Mariupol". (New York, 11.9.2023)Eduardo Munoz Alvarez/AP

L'Ambasciatrice statunitense presso le Nazioni Unite, Linda Thomas-Greenfield, l'altra co-conduttrice, ha detto che "20 Days in Mariupol" documenta "gli orrori della guerra di aggressione del presidente russo Vladimir Putin".

"Siamo qui stasera per testimoniare questi orrori e per riaffermare il nostro impegno per la giustizia e la pace", ha detto l'Ambasciatrice Linda Thomas-Greenfield. "Dobbiamo continuare a chiedere conto alla Russia delle sue atrocità. Dobbiamo continuare a sostenere il popolo ucraino nel momento del bisogno".

Eduardo Munoz Alvarez/AP
Sergiy Kyslytsya (Ambasciatore Ucraina all'ONU), Linda Thomas-Greenfield (Ambasciatrice Usa) e Barbara Woodward (Ambasciatrice Regno Unito) guardano il documentario.Eduardo Munoz Alvarez/AP

Il documentario è tratto da 30 ore di filmati che il giornalista dell'Associated Press Mstyslav Chernov e i suoi colleghi hanno girato a Mariupol dopo l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia il 24 febbraio 2022 e l'assedio della città. 

Il filmato documenta i combattimenti per le strade, la pressione schiacciante sui residenti di Mariupol e sulle squadre di soccorso, e gli attacchi che hanno ucciso donne incinte, bambini e molti altri civili.

È il primo lungometraggio di Mstyslav Chernov: un pezzo essenziale di grande giornalismo. 

Il film è stato presentato in anteprima quest'anno al "Sundance Film Festival" negli Stati Uniti, dove ha vinto il premio del pubblico nella categoria World Cinema Documentary.
Da allora ha fatto il giro di diversi importanti festival cinematografici, come il danese CPH DOX, il canadese Hot Docs Festival e l'ucraino Docudays UA International Documentary Human Rights Film Festival, dove si è aggiudicato il premio principale.

AP Photo
La locandina di "20 Days in Mariupol".AP Photo

Il reportage dell'AP da Mariupol ha attirato le ire del Cremlino, il cui Ambasciatore alle Nazioni Unite, Vasily Nebenzia, ha affermato, durante una riunione del Consiglio di Sicurezza nei primi giorni dell'assedio, che le foto che mostravano le conseguenze del famoso un attacco missilistico su un ospedale pediatrico di Mariupol erano tutte una messinscena.  

L'assedio, che si è concluso il 20 maggio 2022, con la resa di un piccolo gruppo di combattenti ucraini, in inferiorità di armi e di uomini, presso l'acciaieria Azovstal, ha lasciato la città in rovina, provocando circa 25.000 morti.

La Commissione ucraina per gli Oscar prenderà in considerazione la candidatura di 20 Days in Mariupol per nominare un concorrente ucraino alla 96ª edizione degli Academy Awards nella categoria "Miglior film internazionale".

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