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Cinema: la classifica dei migliori film del 2023 (fino ad ora)

Ecco i film che non avreste dovuto perdere nel 2023 fino ad ora
Ecco i film che non avreste dovuto perdere nel 2023 fino ad ora Diritti d'autore Sony Pictures Releasing, A24, Universal Pictures
Diritti d'autore Sony Pictures Releasing, A24, Universal Pictures
Di David Mouriquand
Pubblicato il
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

E tu quanti ne hai visti?

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Siamo solo a metà del 2023, ma l'anno ha già regalato alcuni capolavori cinematografici e molti altri sono in arrivo.

Prima dell'inizio della stagione dei festival autunnali e del dibattito sugli Oscar, ecco i film del 2023 già usciti che dovreste inserire nella vostra lista di film da vedere, se non l'avete ancora fatto.

NB: Lo straordinario studio psicologico di Todd Field, Tár, non è stato incluso nell'elenco, perché si è già parlato a lungo di quanto sia sensazionale e del fatto che l'interpretazione di Cate Blanchett, la migliore della sua carriera, non avrebbe dovuto essere ignorata dall'Academy. 

10) Reality

Adattamento dell'opera teatrale "Is This A Room", Reality di Tina Satter è un'istantanea sconvolgente della storia recente degli Stati Uniti sottoforma di una tesa opera da camera. La regista esordiente ha utilizzato dialoghi originali inediti tratti da registrazioni e trascrizioni dell'Fbi per ricostruire l'arresto della 25enne Reality Winner, appaltatrice dell'Nsa, diventata informatrice (interpretata alla perfezione da Sydney Sweeney di Euphoria). L'ex linguista dell'aeronautica, dal nome incredibile, ha stampato documenti riservati sulle interferenze russe nelle elezioni americane del 2016 e li ha spediti alla redazione di The Intercept. Arrestata nel 2017 dall'Fbi nella sua casa in Georgia, le è stata inflitta la pena detentiva più lunga mai comminata per la diffusione non autorizzata di informazioni governative ai media: cinque anni e tre mesi di carcere federale. Ambientato quasi interamente nell'unica location della casa di Winner per la durata di 82 minuti, questo trionfo minimalista di un docudramma è claustrofobico, inquietante e avvincente. La scelta stilistica di utilizzare glitch visivi, e la letterale rielaborazione sullo schermo che sostituisce i "bleep" con inquietanti e improvvise sparizioni di fotogrammi quando Winner dice qualcosa che è stato cancellato dalla trascrizione originale, funziona a meraviglia. Queste scelte formali avrebbero potuto risultare un espediente, ma non fanno altro che accentuare i temi della verità narrativa e di quanto terrore si possa nascondere dietro la banalità.

**9) Roter Himmel (**Afire – Cielo rosso)

Seconda parte della cosiddetta "trilogia dei fantasmi" del regista tedesco Christian Petzold, iniziata nel 2020 con Undine, _Roter Himmel (__Afire – Cielo rosso)_segue l'irascibile giovane scrittore Leon (Thomas Schubert che cerca di finire il suo libro durante una fuga sulla spiaggia con l'amico Felix (Langston Uibel). Gli incendi boschivi nelle vicinanze sono una minaccia incombente e la presenza inaspettata di Nadja (l'abituale Paula Beer di Petzold) si rivela una grande distrazione per l'aspirante scriba. È una commedia rohmeriana delle buone maniere che introduce gradualmente una meditazione su come la miopia e l'egocentrismo siano i veri nemici della creatività. Il personaggio di Leon potrebbe addirittura rappresentare il ruolo dei social media nella vita moderna: l'ossessione per se stessi mentre il mondo brucia, e come - parafrasando George Orwell - vedere ciò che si ha davanti al naso sia una lotta costante. È probabilmente il miglior film di Petzold dopo Phoenix del 2014 e la giuria della Berlinale di quest'anno sembra essere d'accordo, visto che il regista si è aggiudicato il secondo posto, l'Orso d'argento del Gran Premio della Giuria.

8) Spider-Man: Across the Spider-Verse

Quest'anno non è stato un grande anno per i blockbuster. Da Shazam! La furia degli dei, Ant-Man and the Wasp: Quantumania, La sirenetta, Fast X, The Flash, Indiana Jones e il quadrante del destino e Mission: Impossible - Dead Reckoning Part One, le uscite di alto profilo hanno tutte deluso. L'unica eccezione alla regola è stata Spider-Man: Across the Spider-Verse, l'atteso sequel di Into the Spider-Verse del 2018. Si basa sullo stile di animazione mash-up che ha reso il suo predecessore non solo impressionantemente vibrante, ma anche il miglior film di Spider-Man fino a oggi. Questa volta l'animazione è altrettanto fantasiosa e la trama riesce in qualche modo ad avere una dimensione personale all'interno della posta in gioco universale. I registi Joaquim Dos Santos, Justin K. Thompson e Kemp Powers mantengono la vivacità e l'irriverenza, senza mai dimenticare che i grandi temi e l'animazione roboante hanno bisogno di momenti più piccoli, e le emozioni non vengono meno. Questo ambizioso sequel è il film di supereroi di cui il genere aveva disperatamente bisogno quest'anno.

7) Godland

Il racconto fittizio di Hlynur Pálmason su un sacerdote danese inviato in una remota regione dell'Islanda nel XIX secolo è un'opera cruda e inquietante. Paesaggi desolati, ambienti duri, che conducono il nostro protagonista in un viaggio straziante verso una cupa meditazione sulla fede, il colonialismo e la mortalità. È difficile parlare del film senza dissuadere le persone dal volerlo vedere, perché il titolo che promette un disagio esistenziale e uno stato d'animo palesemente austero non promettono un tempo spensierato al cinema. Tuttavia, coloro che sono disposti a fare il salto e a riporre fiducia in Godland saranno ricompensati da un gioiello che si muove a fuoco lento. Il film cattura l'Islanda in modo brillante e la fotografia assicura immagine epiche!

6) Suzume

L'acclamato animatore e regista giapponese Makoto Shinkai è tornato con un vibrante film sul disastro ambientale, dopo i suoi successi internazionali Weathering With You e Your Name. Suzume è la storia di una studentessa liceale che incontra un misterioso sconosciuto mentre si reca a sigillare una porta magica in una città abbandonata, al fine di prevenire un terremoto catastrofico. Lei lo assiste, ma accidentalmente libera una chiave di volta che dovrebbe prevenire disastri più grandi. Inizia così una surreale avventura attraverso il paese per alla scopert di magici vasi di Pandora, ognuno dei quali ha il potenziale di innescare ulteriori disastri naturali. Lo sceneggiatore e regista si confronta con il grande terremoto del Giappone orientale del 2011, che ha ucciso quasi 20.000 persone; per questo Suzume si colloca a metà strada tra il fantasy YA coming-of-age e una corsa apocalittica emotivamente coinvolgente, e ha qualcosa da dire sul modo in cui si guarisce dai disastri e su come il dolore sia inevitabile, per quanto si cerchi di combatterlo. E come se non bastasse, l'umorismo e i giochi visivi tengono incollati alla poltrona per tutta la durata del film. Uno dei migliori film d'animazione del 2023 insieme a Spider-Man: Across the Spider-Verse.

5) Polite Society

Dopo il suo pluripremiato spettacolo comico We Are Lady Parts, la scrittrice e regista britannica Nida Manzoor ha fatto un salto incredibile sul grande schermo, con quella che è la commedia dell'anno (finora). Polite Society segue l'adolescente britannico-pakistana Ria Khan (Priya Kansara) che cerca di salvare sua sorella Lena (Ritu Arya) dalle braccia di un giovane medico (Akhshay Khanna) che ha in mente il matrimonio, soprattutto a causa della prepotente madre cattiva Disney (una Nimra Bucha che ruba la scena). Ria, che intuisce che c'è in gioco qualcosa di più nefasto, intende dare un calcio alla sottomissione patriarcale... Il risultato finale è una rivisitazione satirica dell'Asia meridionale di Scott Pilgrim e Get Out, divertente e folle. Ma è anche pieno di cuore e le sue osservazioni sulle divisioni generazionali nelle famiglie pakistane sono affrontate con sensibilità. Anche se gli elementi stravaganti minacciano di deragliare verso la fine, sarete troppo impegnati a godervi l'esuberanza punk del film e a divertirvi per preoccuparvene.

**4)**Sick of Myself

Caustico, divertente e a tratti profondamente triste per il modo in cui racconta la solitudine, Sick of Myself è la satira più feroce di quest'anno. Questo primo lungometraggio del regista norvegese Kristoffer Borgli, prodotto dallo stesso team che ha realizzato La peggior persona del mondo di Joachim Trier, segue Signe (Kristine Kujath Thorp) e il suo pretenzioso partner artista concettuale Thomas (Eirik Sæther). Due persone ipercompetitive e autocelebrative che cercano di uscire dalla loro vita perlopiù mediocre. Quando ciò accade a Thomas, Signe diventa intensamente gelosa e reclama le luci della ribalta a cui sente di avere diritto, impegnandosi in un gioco tossico di rivalità, compresa la produzione e lo sfruttamento spudorato di una "malattia misteriosa" per ottenere capitale sociale. Sick of Myself è una diabolica commedia nera che mette a fuoco le dilaganti ossessioni della società moderna. Mentre film come questi possono cadere in una ripetitiva critica ai mali del moderno mondo online, il film si guadagna il proprio cinismo senza mai essere astuto o cadere in una routine troppo semplice del tipo "Ma non sono terribili questi Internet? Borgli esplora in modo convincente il falso fascino della fama, il tutto con un grado di riconoscibilità che si insinua nel disagio. Non saprete se rabbrividire o ridere, e il film è più forte per questo.

3) Come far saltare un oleodotto

Ispirato al controverso libro di Andreas Malm del 2021, How To Blow Up A Pipeline di Daniel Goldhaber è un eco-thriller indipendente che cattura dall'inizio alla fine. Il film segue un gruppo di eco-attivisti che si uniscono per distruggere un oleodotto in Texas. Il titolo dice tutto. Tuttavia, ciò che non rivela è che non si tratta di una chiamata alle armi o di una propaganda radicale che si nasconde dietro l'etichetta di thriller... Il film è troppo intelligente per cadere nel didascalismo e non sacrifica mai la tensione alla politica, preferendo un ritratto riflessivo e al limite del possibile di quello che potrebbe essere l'ecoattivismo moderno. Come bonus aggiuntivo, How To Blow Up A Pipeline è una rivisitazione cineletteraria del genere heist movie. Un gioiello perfettamente calibrato.

2) Tutta la bellezza e il dolore

La vittoria di Tutta la bellezza e il dolore (All the Beauty and the Bloodshed)a Venezia l'anno scorso è stata storica, non solo perché è stata la seconda volta nei 79 anni di storia del festival che un documentario ha vinto il Leone d'oro (dopo Sacro GRA del regista italiano Gianfranco Rosi, dieci anni fa), ma anche perché è stata la terza volta consecutiva che una regista donna ha vinto il Leone d'oro, dopo Chloé Zhao nel 2020 per Nomadland e Audrey Diwan nel 2021 per il dramma sull'aborto **Happening**. Il film ha meritato pienamente il Leone d'oro e rimane uno dei più significativi di quest'anno. Presenta il ritratto dell'artista Nan Goldin, una delle più importanti fotografe americane viventi e documentarista della storia LGBTQ+ degli Stati Uniti e della controcultura newyorkese degli anni '70. Segue la sua campagna contro la dinastia farmaceutica dei Sackler, la famiglia responsabile dell'epidemia di OxyContin in America. La Poitras, giornalista investigativa che ha già vinto l'Oscar per il miglior documentario nel 2015 per il suo potente film Citizenfour su Edward Snowden, riesce a bilanciare con destrezza il personale e il politico, mentre segue Goldin, ex tossicodipendente, nella sua appassionata ricerca contro i ricchi mecenati dell'arte che hanno tratto profitto dalla sofferenza di altri. È un film commovente, appassionante, esasperante e decisamente da vedere.

1) Past Lives

Il film del 2023 (finora) è Past Lives, un film silenziosamente devastante che farà stringere il cuore. Per la sua pellicola d'esordio, Celine Song, regista canadese di origine coreana, ha regalato una storia sfumata e semi-autobiografica di due amici d'infanzia che si incontrano più tardi nella vita, dopo essere stati separati quando una delle loro famiglie è emigrata dalla Corea del Sud. Hae Sung (Teo Yoo) e Nora (Greta Lee) si ritrovano sui social media e poi a New York, dove affrontano le nozioni di amore, amicizia, tempo e destino. In particolare, affrontano il concetto coreano di "In-Yun", un senso di provvidenza che tocca i momenti che collegano le persone nelle loro vite passate. Potrebbe essere quasi una storia multiverso e finisce per essere un viaggio romantico risonante, raccontato con maestria e sceneggiato in modo impeccabile. Soprattutto, però, Past Lives rifugge da tutti i cliché legati ai triangoli amorosi e ai lieto fine romantici che ci si potrebbe aspettare, brillando ulteriormente per le sue profonde osservazioni sulle complessità della vita e sulle questioni di identità culturale. È uno dei debutti più accattivanti degli ultimi anni, una meditazione toccante sulla crescita di una persona e su come le scelte che facciamo plasmano la nostra vita, anche se la loro importanza si rivela solo con il necessario passare del tempo.

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