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L'asino polacco che ha sedotto Cannes

L'asinello protagonista del film EO
L'asinello protagonista del film EO Diritti d'autore ARP Sélection
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Di Frédéric PonsardEuronews
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"EO", storia di un film da pronunciarsi come il raglio dell'asino che con il suo periplo ha conquistato il Premio della Giuria al Festival di Cannes. Il regista Jerzy Skolimovski: "È un messaggio sul trattamento che riserviamo agli animali. Basta considerarli oggetti, stop alla sofferenza"

L'asino polacco che con il suo raglio ha sedotto la giuria di Cannes

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È stato uno dei film più discussi dell'ultimo Festival di Cannes dove ha vinto, ex- aequo, il Premio della Giuria. EO, da pronunciarsi come il raglio dell'asino di cui si racconta la storia, è l'ultima opera di Jerzy Skolimovski. Ottantaquattro anni e più di trenta opere all'attivo, il regista polacco sposa questa volta il punto di vista dell'animale, per abbracciarne prospettiva e sofferenze.

Il ciuco portabandiera delle sofferenze animali

A spingerlo a realizzare questo film, ci dice, il fatto che il destino di EO sia quello di milioni di animali. "Ho un messaggio da trasmettere - dice Jerzy Skolimovski -. È un messaggio sul trattamento che riserviamo agli animali. Gli esseri umani hanno generalmente un atteggiamento sbagliato nei confronti degli animali. Sono molto gentili con gli animali domestici, ma in generale trattiamo gli animali come oggetti, non come creature viventi". 

Il film è una coproduzione tra Polonia e Italia, dove EO terminerà il suo viaggio dopo aver attraversato l'Europa centrale e le Alpi. Interrogativo che anima il regista è se il povero ciuco, portabandiera delle sofferenze di tanti altri suoi simili, riuscirà a sfuggire al al macello che gli è destinato.

La lunga marcia di EO: dalla Croisette alla corsa per gli Oscar

"Mi sento ancora in colpa per non essere riuscito a diventare pienamente vegano - dice ancora Skolimovski -. Mangio ancora un po' di carne, ma l'ho ridotta ad almeno 2/3. Se questo film riuscisse a far presa sulle persone, se tutti iniziassimo a mangiare meno carne, allora la tortura degli animali non sarebbe forse più necessaria. Incrocio le dita e spero che questo film venga visto dal più gran numero di persone. Per fare appello ai loro cuori, per sensibilizzarli a un migliore trattamento degli animali. Cerchiamo di essere buoni con i nostri piccoli fratelli". 

Uscito in patria a settembre, EO rappresenterà la Polonia nella corsa per la cinquina dei film stranieri che saranno in lizza per gli Oscar.

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