I rendimenti dei Treasury Usa a lunga scadenza sono risaliti sopra i livelli pre-buyback, azzerando il sollievo e spingendo il segretario al Tesoro Scott Bessent a indicare che Washington è pronta a interventi più aggressivi.
Meno di 24 ore dopo aver raddoppiato l'entità dei riacquisti di debito, il Tesoro statunitense si è ritrovato di nuovo a dover rassicurare i mercati. I rendimenti dei titoli a 10 e 30 anni hanno infatti cancellato il calo di mercoledì e sono saliti oltre i livelli precedenti all'annuncio.
La mossa ha costretto il segretario al Tesoro USA Scott Bessent a intervenire in pubblico, per fugare ogni dubbio: il tetto di 4 miliardi di dollari (3,4 miliardi di euro) per operazione fissato mercoledì va inteso come un livello minimo, non come un limite rigido.
"Effettuiamo regolarmente riacquisti e aumenteremo le dimensioni di queste operazioni [...] Vorrei sottolineare che potrebbero superare i 4 miliardi di dollari per singola emissione", ha dichiarato Bessent.
Incalzato sulle motivazioni, il segretario al Tesoro USA ha aggiunto: "In parte si tratta di un segnale, per mostrare che riteniamo che i rendimenti non riflettano i fondamentali dell'economia. Questo conflitto con l'Iran lo supereremo [...] non sappiamo quando".
Bessent ha indicato la scarsa liquidità sul tratto a 30 anni come principale fonte di tensione. Non si è però sbilanciato su cifre precise, limitandosi a dire che il Tesoro continuerà a monitorare l'evoluzione delle condizioni di mercato.
"Tutto ciò che cerchiamo di fare è spingere gli operatori a concentrarsi sui fondamentali e a non inseguire i titoli dei giornali in un periodo tranquillo e su un mercato poco liquido", ha concluso.
Al momento della stesura di questo articolo, il rendimento trentennale è al 5,25% dopo aver toccato un massimo del 5,33% martedì, mentre il decennale si attesta al 4,7% dopo aver superato il 4,75% nello stesso giorno.
Un piano di bilancio dopo che il debito pubblico USA ha raggiunto i 40.000 miliardi di dollari
Bessent ha inoltre sfruttato l'intervista per anticipare un ulteriore annuncio.
"Probabilmente annunceremo tra la fine di questa settimana e l'inizio della prossima una maggiore attenzione al consolidamento fiscale [...] ed è un'iniziativa del presidente Trump [...] esamineremo sia il lato delle entrate sia quello della spesa [...] per capire cosa possiamo fare", ha affermato Bessent, aggiungendo che il Tesoro USA dispone "di un ampio ventaglio di strumenti" oltre ai soli riacquisti.
Di fronte al superamento del livello record di 40.000 miliardi di dollari (34,4 mila miliardi di euro) di debito pubblico, Bessent ha minimizzato la portata dell'evento, affermando che "non c'è nulla di magico nella soglia dei 40.000 miliardi [...] possiamo uscirne grazie alla crescita".
Ha inoltre addossato la responsabilità all'amministrazione precedente, sottolineando che gli Stati Uniti hanno registrato sotto Biden il più alto rapporto deficit/PIL della loro storia, mentre l'amministrazione Trump lo ha ridotto di un punto percentuale lo scorso anno.
In contrasto con queste dichiarazioni, la spesa pubblica statunitense, e di conseguenza l'indebitamento del governo, è aumentata bruscamente quest'anno a causa della guerra con l'Iran e di altre decisioni di politica interna, nonostante la promessa del presidente Donald Trump di stabilizzare i conti americani.
Non tutti però si sono sentiti rassicurati, e diversi investitori hanno commentato pubblicamente le parole del segretario al Tesoro USA.
Krishna Guha di Evercore ISI ha liquidato il piano come "una forma debole di 'Operation Twist'" che rischia di ritorcersi contro Washington se dovesse essere interpretato come il segnale di difficoltà a finanziarsi a basso costo, aggiungendo che la stessa apparizione di Bessent ha avuto un impatto minimo sul mercato obbligazionario.
L'Operation Twist è uno strumento di politica monetaria non convenzionale utilizzato dalle banche centrali, in particolare dalla Federal Reserve statunitense, che prevede l'acquisto simultaneo di titoli di Stato a lunga scadenza e la vendita di titoli del Tesoro a breve termine, con l'obiettivo di riequilibrare la curva dei rendimenti.
Maia Crook di JPMorgan è stata ancora più esplicita, avvertendo che l'intervento "maschera le sfide strutturali di fondo e non fa nulla per affrontarle" e che rischia di avere un costo duraturo: un Tesoro USA percepito come pronto ad abbandonare il suo impegno di lunga data a un'emissione di debito stabile e prevedibile, in favore di una gestione del mercato caso per caso.