Un mistero lungo quasi quattro secoli riaccende la caccia a un carico reale: tra i beni perduti anche un prezioso servizio da 280 pezzi
Potrebbe essere una delle più clamorose scoperte archeologiche degli ultimi decenni: dopo quasi 400 anni, la "Blessing of Burntisland", la nave affondata nel 1633 con a bordo un enorme carico di beni appartenenti a re Carlo I, potrebbe essere stata finalmente individuata nelle acque della Scozia.
Il condizionale, però, è d'obbligo. I ricercatori di Burntisland Heritage credono di aver localizzato il relitto nel Firth of Forth, l'ampio estuario che separa le coste del Fife da Edimburgo, ma l'identificazione definitiva non è ancora arrivata.
Una caccia al tesoro durata 30 anni
La ricerca va avanti da circa trent'anni e negli anni sono stati utilizzati sonar, magnetometri, immersioni e tecnologie sempre più sofisticate. Il fondale del Firth of Forth, inoltre, non rende certo la caccia semplice: nell'area si trovano centinaia di relitti e molti resti sono nascosti sotto strati di sedimenti.
Le nuove scansioni hanno però individuato una struttura sepolta sotto il fondale e compatibile con un'imbarcazione. Dal sito è stato inoltre recuperato un campione di legno, che dovrà essere analizzato e sottoposto a datazione al carbonio per capire se risale effettivamente al XVII secolo.
Ian Archibald, che da anni coordina la ricerca di Burntisland Heritage, ha invitato alla prudenza: il ritrovamento potrebbe corrispondere a un relitto storico, ma non è ancora possibile dire con certezza che si tratti della "Blessing of Burntisland".
La nave che affondò con il tesoro del re
La storia sembra uscita direttamente da un film.
Era il 10 luglio 1633 quando la "Blessing of Burntisland" stava attraversando il Firth of Forth, diretta da Burntisland a Leith. La nave trasportava parte dei bagagli e delle proprietà della corte di Carlo I, impegnato nel suo viaggio per l'incoronazione scozzese.
Poi arrivò la tempesta. La nave si capovolse e affondò. Delle 35 persone presenti a bordo, soltanto due sopravvissero.
Ma la tragedia aveva anche un altro elemento destinato ad alimentare per secoli la leggenda: nella stiva c'era un vero tesoro reale.
Secondo le ricostruzioni storiche, il carico comprendeva gioielli, tessuti e oggetti preziosi, oltre a un servizio da tavola composto da 280 pezzi, commissionato secoli prima da Enrico VIII. Il valore complessivo del carico era stimato all'epoca in circa 100 mila sterline, una cifra enorme per il Seicento. Le stime moderne sul valore dei beni arrivano oggi a diverse centinaia di milioni di sterline, anche se la valutazione dipenderebbe naturalmente dai reperti effettivamente recuperati e dal loro stato di conservazione.
E se fosse davvero lei?
È questa la domanda che tiene con il fiato sospeso i ricercatori. La struttura individuata potrebbe infatti essere la nave scomparsa nel 1633, ma servono ancora prove definitive.
La scoperta è stata segnalata alle autorità britanniche competenti per i relitti e gli accertamenti proseguiranno con l'analisi dei campioni e ulteriori indagini subacquee.
Se l'identificazione sarà confermata, si aprirebbe un capitolo completamente nuovo. Non soltanto per la quantità e il valore dei reperti, ma anche perché il relitto potrebbe conservare sotto il fango una fotografia praticamente intatta della vita della corte di Carlo I.
E a Burntisland già si guarda oltre la scoperta: l'ipotesi è quella di creare un futuro museo dedicato alla nave e agli oggetti eventualmente recuperati.
Dopo quasi quattro secoli, insomma, il tesoro del re potrebbe essere ancora lì sotto il fango. E la caccia al relitto che ha appassionato generazioni di ricercatori potrebbe essere arrivata finalmente al suo momento decisivo.