Microsoft e Apple aumentano i prezzi di console Xbox, Mac e iPad, perché il boom dell’IA fa impennare il costo dei chip di memoria: rincari fino a 300 dollari (circa 265 euro) e al 25%, a seconda del prodotto.
Microsoft ha annunciato giovedì che dal 1º agosto aumenterà in tutto il mondo il prezzo delle sue console per videogiochi Xbox, con rincari compresi tra 100 e 150 dollari, attribuendo la decisione all’impennata dei costi di memoria e archiviazione spinta dalla domanda legata all’intelligenza artificiale.
Nota della redazione: le cifre in euro sono conversioni approssimative in base al tasso di cambio odierno e non riflettono i prezzi ufficiali comunicati dalle aziende.
Negli Stati Uniti, il modello Xbox più economico, la Series S, salirà a 500 dollari (circa 440 euro) quest’estate, mentre la Series X arriverà fino a 800 dollari (circa 705 euro). L’azienda non ha ancora comunicato i nuovi listini per l’Europa, dove al momento la Series X è venduta a circa 600 euro.
Il modello da 2 TB sarà ritirato dal mercato.
Per Xbox si tratta del terzo aumento di prezzo, dopo quello globale del maggio 2025 e un ulteriore rincaro, limitato agli Stati Uniti, lo scorso ottobre.
L’aumento del costo dei componenti ha colpito tutti i produttori di elettronica di consumo. Negli ultimi mesi anche Sony e Nintendo hanno ritoccato al rialzo i prezzi delle loro console, e giovedì Apple ha annunciato rincari significativi per i suoi Mac e iPad.
Apple avvia gli aumenti di prezzo legati all’IA dopo il precedente avvertimento
Giovedì Apple ha dato seguito all’avvertimento lanciato a inizio mese dall’amministratore delegato Tim Cook, secondo cui gli aumenti di prezzo erano diventati «inevitabili», annunciando nuovi rincari per Mac e iPad mentre la domanda di chip di memoria alimentata dall’IA continua a far lievitare i costi.
Nel comunicato di giovedì, il gruppo di Cupertino ha definito questo boom della domanda una «sfida senza precedenti» per l’industria dell’elettronica di consumo.
In una dichiarazione scritta citata dall’AP, Apple ha affermato: «La rapida espansione dei data center per l’intelligenza artificiale ha creato un aumento straordinario della domanda di memoria e capacità di archiviazione. Non abbiamo mai visto i prezzi dei componenti crescere così tanto, in così poco tempo».
Il nuovo MacBook Neo d’ingresso costerà 100 dollari in più (circa 90 euro), mentre il MacBook Air da 512 GB e l’iPad Pro Wi‑Fi da 256 GB aumenteranno ciascuno di 200 dollari (circa 175 euro). Il MacBook Pro da 1 TB diventerà più caro di 300 dollari (circa 265 euro) e l’iPad Air da 128 GB salirà di altri 150 dollari (circa 130 euro).
Gli analisti prevedono aumenti di prezzo per gli iPhone più avanti nel corso dell’anno.
Secondo l’analista IDC Nabila Popal, gli ultimi rincari sono stati più forti del previsto, il che lascia pensare che anche i prezzi degli iPhone possano salire più del previsto, forse fino a 200 dollari in più (circa 175 euro) per i modelli iPhone Pro e Pro Max.
«Penso che i tempi degli aumenti da 50 dollari siano finiti», ha commentato.
Nella stessa dichiarazione scritta citata da AP, Apple ha spiegato che finora aveva protetto i clienti dall’impennata dei prezzi dei componenti, ma «siamo ormai giunti a un punto in cui dobbiamo iniziare ad aumentare i prezzi di diversi prodotti, compresi i rincari annunciati oggi per iPad e Mac. Sappiamo che non è una buona notizia e stiamo lavorando senza sosta per trovare delle soluzioni».
Nel pomeriggio di giovedì il titolo Apple a Wall Street ha perso 13,29 dollari, pari al 4,5%, scendendo a 279,88 dollari.
Il boom dell’IA ridisegna l’economia dell’elettronica di consumo
La corsa alla costruzione di data center per l’addestramento e le applicazioni di intelligenza artificiale ha fatto schizzare verso l’alto il costo dei chip di memoria e archiviazione. Questi componenti sono presenti praticamente in ogni dispositivo elettronico.
Questo mercato, dominato da colossi come le sudcoreane Samsung e SK Hynix e l’americana Micron, è alle prese da diversi mesi con forti carenze di offerta, che spingono ulteriormente i prezzi.
Il costo dei chip di memoria e archiviazione è più che raddoppiato e, secondo Microsoft, è destinato a raddoppiare di nuovo entro la fine del 2027.
Il gruppo di Redmond ha inoltre ricordato che le console, a differenza di telefoni e computer, «di norma non vengono vendute in utile, ma a un prezzo inferiore al costo di produzione».
La rivale giapponese Sony ha aumentato a inizio aprile in Europa il prezzo della PlayStation 5 di 100 euro, portando la versione standard a 650 euro.
Nintendo ha annunciato per la sua Switch 2 un aumento di prezzo di oltre il 6% a partire dal 1º settembre. Lunedì la statunitense Valve ha lanciato la nuova Steam Machine a oltre 1.000 dollari (circa 880 euro) per la versione base, rendendola più costosa del previsto.
Terzo produttore di console dopo Sony e Nintendo, Microsoft ad aprile aveva invece ridotto il prezzo dell’abbonamento Xbox Game Pass, considerato troppo caro dai giocatori.
La divisione videogiochi di Microsoft, che nell’esercizio 2025 ha generato circa l’8% dei ricavi del gruppo, è stata sottoposta a una profonda ristrutturazione in febbraio, a fronte del calo delle entrate, in particolare dalle vendite di Xbox, e delle prestazioni deludenti dei nuovi titoli.