Il vertice intergovernativo e l'incontro ufficiale tra i due leader era atteso dopo i disaccordi in politica internazionale e il ruolo dei rispettivi Paesi. Macron e Meloni negano "relazioni glaciali" e lanciano intese. La più importante sul Libano, ma si lavora a un campione europeo dei satelliti
Il primo bilaterale ufficiale tra Emmanuel Macron e Giorgia Meloni era atteso da quattro anni e così il primo vertice intergovernativo tra Italia e Francia, dopo il trattato che nel 2021 rafforzava la tradizionale cooperazione bilaterale.
L'attesa era soprattutto per un miglioramento dei rapporti, finora volubili tra il presidente francese e la premier italiana, sui maggiori temi di politica internazionale, dall'Ucraina al Medio Oriente.
Il summit di giovedì ad Antibes ha lasciato parole di intesa da parte dei due leader sui punti principali, ma si dovrà vedere nei prossimi vertici internazionali che li attendono.
Di sicuro ci sono gli accordi firmati tra i due Paesi in diversi settori, a partire da difesa e spazio.
Cosa hanno concordato Italia e Francia su difesa, Ucraina e Libano
Alla prima domanda della conferenza stampa finale sui "rapporti glaciali" tra i due leader, Macron ha opposto "l'approccio comune" raggiunto "che si tratti dell'Ucraina, del Libano, dello stretto di Hormuz del bilancio europeo.
"Siamo risusciti a costruire delle convergenze", ha commentato il presidente francese.
Più dritta al punto la premier italiana. "Siamo due persone che difendono i propri interessi nazionali ma che lavorano insieme. Si può non essere d'accordo", ha replicato Meloni, "non sono relazioni glaciali, ma tra persone serie che parlano di politica".
"Continueremo a lavorare insieme, possibilmente anche meglio di quanto fatto finora", ha aggiunto.
Dribblando le divergenze sull'Ucraina ("ci deve essere spazio nei negoziati per l'Europa, perché il futuro assetto post-conflitto sia in linea con gli interessi europei") perché se ne è parlato a Berlino, i due leader hanno insistito invece sui punti maggiori d'intesa.
Sul Libano "abbiamo deciso di lanciare una coalizione con UE e ONU per un meccanismo post- UNIFIL" ha garantito Meloni, "per evitare di lasciare un vuoto a dicembre" quando terminerà la missione d'interposizione Onu, "con un mandato chiaro e strutturato che è quello che è mancato in questi anni".
Quanto alla difesa, vale a dire riarmo europeo e autonomia strategica dagli Stati Uniti, "siamo d'accordo con Macron, dobbiamo fare passi avanti in Europa", ha concesso la premier, secondo cui "siamo stati distratti in passato" e ora "dobbiamo essere all'altezza di questo tempo" con riferimento anche il ritardo sui satelliti.
Messaggio chiaro però sul prossimo bilancio europeo di prossima discussione. "Le nuove priorità", dunque il riamo, "non possono andare a carico di coesione e politica agricola comune, perché sono precondizioni di competitività e autonomia strategica dell'Europa", ha detto la premier ai media.
Quali accordi sono stati firmati: satelliti, nucleare, trasporti
Via libera dunque alle aziende private, pur con il sostegno statale, per creare dei "campioni europei della difesa". Italia e Francia hanno dato il via libera al progetto Bromo, firmato lo scorso anno, con cui la francese Thales, Airbus e Leonardo, puntano all'integrazione delle principali attività satellitari dei tre gruppi all'interno di una nuova società.
Piena cooperazione anche sul sistema di difesa aerea Samp-T, produzione italo-francese su cui l'Europa punta come alternativa ai Patriot made in Usa. "Vogliamo renderlo sempre più forte, si è visto in Ucraina e nel Golfo quanto questo sistema sia all'avanguardia", ha detto Meloni.
I due Paesi hanno firmato in tutto sette accordi, tra il vertice intergovernativo di Antibes. e il Forum Economico che si è svolto in parallelo. Tra questi la dichiarazione per rafforzare il collegamento ferroviario Marsiglia-Genova e quelle a supporto della riapertura della seconda canna del traforo del Colle di Tenda e dei lavori per l'espansione di quello Frejus.
Inoltre, Edison ha sottoscritto insieme a EDF, Nuward e agli operatori della filiera nucleare italiana una Dichiarazione di Intenti per lo sviluppo congiunto di un impianto nucleare europeo di terza generazione basato sulla tecnologia Small Modular Reactor con l'obiettivo di avere i primi impianti operativi nel 2035.
L'Italia incassa dalla Francia infine un’intesa amministrativa relativa alla creazione e all’organizzazione di una squadra mista in materia di contrasto all’immigrazione clandestina per quanto con toni diversi tra i due leader.
Macron, che ha parlato per primo, ha annunciato una "commissione congiunta di sicurezza" in materia, mentre per la leader italiana "è fondamentale per due nazioni come le nostre per affrontare il traffico di esseri umani".
"Con le nuove regole europee potremmo farlo con risultati ancora migliori", ha concluso Meloni, "nel 2026 ha visto una riduzione del 40% degli attraversamenti dei confini esterni dell'UE".