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Venezuela in ginocchio: l'ONU chiede una mobilitazione internazionale senza precedenti

Un'auto rimasta intrappolata in una crepa provocata dai terremoti in Venezuela.
Un’auto rimasta incastrata in una crepa provocata dai terremoti in Venezuela. Diritti d'autore  Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved
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Di Rafael Salido Agenzie: AP, AFP
Pubblicato il
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Oltre 160 persone sono morte e circa un migliaio sono rimaste ferite dopo due forti terremoti che hanno aggravato la crisi umanitaria nel Paese. L’ONU chiede aiuto alla comunità internazionale. Stati Uniti, Spagna e Colombia, tra gli altri, hanno già offerto assistenza

Le Nazioni Unite hanno lanciato un appello urgente alla comunità internazionale e si sono offerte di coordinare qualsiasi intervento con l’obiettivo di rafforzare la risposta umanitaria dopo i devastanti terremoti che hanno colpito il Venezuela, dove si contano già almeno 164 morti e oltre 1.000 feriti, secondo gli ultimi dati ufficiali.

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"Siamo pienamente mobilitati per sostenere il popolo del Venezuela dopo i mortali e devastanti terremoti che hanno colpito il Paese», ha dichiarato giovedì il capo degli aiuti umanitari dell’ONU, Tom Fletcher, attraverso un comunicato diffuso dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA).

I due sismi, di magnitudo 7,2 e 7,5, si sono verificati a un minuto di distanza l’uno dall’altro e hanno provocato il crollo di edifici, interruzioni di corrente elettrica e la chiusura del principale aeroporto del Paese. La popolazione denuncia la mancanza di mezzi con cui devono fare i conti i servizi di emergenza, in un contesto già segnato da una profonda crisi sociale ed economica.

Sul terreno, i soccorritori continuano a cercare sopravvissuti tra le macerie, mentre l’OCHA coordina il dispiegamento internazionale di squadre di ricerca e salvataggio in ambiente urbano. Le autorità venezuelane hanno dichiarato lo stato di emergenza, sospeso le lezioni e adibito i centri educativi a rifugi temporanei e punti di raccolta delle donazioni nelle zone più colpite.

L’impatto dei terremoti si è fatto sentire con particolare intensità a Caracas e negli Stati costieri come Falcón, dove ci sono ancora persone intrappolate sotto gli edifici crollati. L’ONU ha ribadito l’urgenza di garantire un sostegno internazionale continuativo alle organizzazioni umanitarie che operano nel Paese, soprattutto considerando che il bilancio delle vittime potrebbe continuare a salire nelle prossime ore.

In questo momento, soccorritori certificati dalle Nazioni Unite sono in viaggio verso il Venezuela per aiutare nella ricerca dei sopravvissuti, come ha annunciato la presidente ad interim, Delcy Rodríguez, in un messaggio televisivo.

Spagna e Francia si sono impegnate a inviare decine di specialisti, mentre la Germania ha promesso sei aerei da trasporto militare. La Svizzera, da parte sua, ha mobilitato 80 persone, otto cani da ricerca e 18 tonnellate di attrezzature da inviare in Venezuela «il prima possibile».

Il ministro del Commercio estero dei Paesi Bassi, Sjoerd Sjoerdsma, ha annunciato un pacchetto di aiuti da 2 milioni di euro per dispiegare una squadra di ricerca e soccorso sul posto, mentre la Repubblica Ceca ha fatto sapere che il proprio team si sta preparando a partire.

La comunità internazionale esprime il proprio sostegno

A nome del suo Paese, il segretario di Stato degli Stati Uniti, Marco Rubio, ha espresso "le sue più sentite condoglianze al popolo del Venezuela" attraverso il social X. «Per ordine del presidente Trump, il Dipartimento di Stato sta dispiegando immediatamente squadre di ricerca e soccorso, risorse mediche e assistenza umanitaria in Venezuela».

Papa Leone XIV, da parte sua, ha inviato 100.000 euro al Venezuela, ha riportato la pubblicazione “Vatican News”. Il denaro proviene dal fondo dell’Elemosineria Apostolica, l’ufficio incaricato di gestire le opere di carità del Santo Padre.

Da Madrid, il presidente del governo, Pedro Sánchez, ha trasmesso «al popolo venezuelano» tutto il suo sostegno, così come «quello della Spagna», e ha assicurato che, "dopo i devastanti terremoti di questa notte, il popolo spagnolo è al fianco delle vittime e delle loro famiglie".

Il presidente eletto della vicina Colombia, Abelardo de la Espriella, ha espresso tramite un messaggio su X tutta la sua solidarietà "al fratello popolo venezuelano". "La Colombia vi accompagna in quest’ora difficile con affetto, rispetto e speranza. Le mie preghiere sono con le vittime e le loro famiglie. Dio provvederà".

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha a sua volta fatto ricorso a questo social per annunciare di aver parlato con la presidente Rodríguez e che una squadra di 85 professionisti francesi specializzati in operazioni di ricerca e soccorso sta partendo «immediatamente» per il Paese sudamericano. "La Francia è pronta, insieme ai suoi partner europei, a fornire assistenza alle popolazioni colpite in risposta ai bisogni individuati dalle autorità venezuelane", ha scritto.

Perfino dall’Iran, Paese che è sprofondato in una guerra contro gli Stati Uniti e Israele, è arrivata a Caracas la disponibilità ad aiutare dopo il terremoto più forte che ha colpito il Paese da oltre un secolo. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, in un comunicato ha offerto "tutta l’assistenza necessaria" per le operazioni di ricerca e soccorso ed ha espresso la propria solidarietà al governo e al popolo del Venezuela.

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