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La cinese Byd interessata a comprare stabilimenti automobilistici in Europa: Italia in prima linea

Uno stand della BYD al Salone dell'Auto di Pechino lo scorso 25 aprile
Uno stand della BYD al Salone dell'Auto di Pechino lo scorso 25 aprile Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Gabriele Barbati
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La vicepresidente del produttore cinese, Stella Li, ha confermato a Bloomberg l'intenzione di investire in fabbriche sottoutilizzate in Europa. Tra queste figurano Cassino e Mirafiori

Il marchio cinese BYD (Build Your Dreams) punta all'acquisizione di stabilimenti produttivi sottoutilizzati ed è in trattativa con diversi gruppi automobilistici europei.

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"Stiamo parlando non solo con Stellantis, ma anche con altre aziende", ha dichiarato la vicepresidente della casa cinese, Stella Li, in un'intervista a Bloomberg durante un evento a Londra mercoledì.

BYD sta "cercando qualsiasi stabilimento disponibile in Europa, perché vogliamo utilizzare la capacità produttiva in eccesso", ha detto Li aggiungendo che sono stati visitati "numerosi stabilimenti" e che "l'Italia è nella rosa dei Paesi di interesse".

Tra quelli non impiegati a piena capacità figurano Cassino, in provincia di Frosinone, e la stessa Mirafiori di Torino. Secondo il rapporto sul primo trimestre 2026 della Fim-Cisl, citato dal Sole24ore, l'impianto di Cassino ha prodotto appena 2.916 auto (-37,4%), con l’attività ridotta a 5-6 giorni al mese, mentre lo storico stabilimento torinese è occupato ormai dalla sole 500 ibrida ed elettrica.

La Borsa ha reagito positivamente alla possibile dismissione di impianti premiando Stellantis con un buon rialzo, ma l'ipotesi non trova d'accordo i sindacati. "Quanti soldi pubblici abbiamo investito nell'industria dell'auto e non altrove, per fare di quella struttura industriale la storia industriale del nostro Paese", ha commentato il segretario generale della Fiom, Michele De Palma, "non possiamo concedere a John Elkann - presidente di Stellantis - la possibilità di potere negoziare una cosa che non è sua".

Anche Francia e Germania nel mirino di BYD

Nell'intervista a margine di Future of the Car, Stella Li ha lasciato intendere che il maggiore produttore di veicoli elettrici al mondo preferisca una gestione diretta rispetto a jointventures e che questa strategia potrebbe includere l'acquisizione di marchi europei, vedi Maserati giudicato "molto interessante".

La casa modenese da tempo in difficoltà finanziaria fa parte della galassia Stellantis, che ha già siglato con la cinese Leapmotor un accordo per la produzione di auto elettriche in due stabilimenti in Spagna.

La manager cinese ha citato anche la Francia come possibile obiettivo di investimento per via dei minori costi energetici che offre. Secondo Bloomberg, Stellantis sta valutando la vendita dello stabilimento Citroën a La Janais, vicino a Rennes e un in Germania a un altro gruppo cinese, Dongfeng.

D'altra parte BYD sta costruendo un proprio impianto a Szeged, in Ungheria, che dovrebbe aprire nel 2027, per quanto i lavori siano stati criticati per presunti abusi sugli operai cinesi impiegati nel cantiere.

Il costruttore cinese ha venduto 2,26 milioni di auto elettriche nel 2025, con tredici modelli disponibili in Europa e in Medio Oriente. In un'intervista lo scorso febbraio con Euronews Next, Stella Li aveva annunciato che Byd "ha inventato un sistema di ricarica da 1 megawatt, che cambia la competizione" garantendo "400 chilometri in 5 minuti", e che investirà "in circa 3mila stazioni di ricarica rapida in Europa entro la fine dell'anno".

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