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La corsa europea allo stoccaggio elettrico: quali Paesi guidano per capacità di batterie

Galp e Powin consegnano un sistema di batterie su scala industriale al parco solare di Alcoutim
Galp e Powin forniscono un sistema di batterie su scala industriale al parco solare di Alcoutim Diritti d'autore  Copyright Business Wire 2025.
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Di Servet Yanatma
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Le batterie sono essenziali per sfruttare in modo efficiente l’elettricità prodotta da sole e vento. Le capacità di stoccaggio variano molto in Europa, e diversi Paesi prevedono importanti ampliamenti dei propri progetti.

La maggior parte dei Paesi punta a diversificare le proprie fonti energetiche e a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Le batterie sono al centro di questa transizione verso le energie rinnovabili. Determinano quanta elettricità può essere immagazzinata in un sistema di accumulo e immessa nella rete elettrica.

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Alcuni Paesi hanno già messo in funzione capacità di accumulo con batterie negli ultimi anni, mentre molti altri hanno impegnato investimenti per ampliarle, rendendo visibili le rispettive pipeline.

Quali sono dunque i Paesi con la maggiore capacità operativa di accumulo tramite batterie in Europa? E includendo la pipeline, quali Paesi emergono come leader?

Secondo i rapporti European and Türkiye Electricity Review 2026 di Ember, la Germania guida l’Europa per capacità operativa di accumulo con batterie, con 2,8 gigawatt (GW), seguita dall’Italia (2 GW).

Un secondo gruppo si colloca tra 0,5 e 1 GW: Irlanda (0,92 GW), Svezia (0,75 GW), Bulgaria (0,56 GW) e Francia (0,52 GW).

Romania (0,49 GW), Belgio (0,47 GW), Finlandia (0,39 GW), Paesi Bassi (0,39 GW) e Turchia (0,21 GW) chiudono la classifica al di sotto di 0,5 GW.

Nessun Paese eguaglia le ambizioni della Turchia sulle batterie

Se si includono le pipeline di progetti, il quadro cambia radicalmente e la Turchia emerge come il Paese più ambizioso d’Europa in materia di espansione dell’accumulo a batterie.

Per pipeline di progetti si intende la somma delle seguenti categorie: impianti in costruzione, autorizzati e annunciati.

La pipeline di progetti della Turchia, pari a 32,8 GW, è oltre tre volte superiore a quella dei suoi rivali più vicini: Germania (10,5 GW), Polonia (10,4 GW) e Italia (10,2 GW).

«[In Turchia] il principale successo della politica è arrivato quando il regolatore ha aperto una capacità di rete illimitata per i progetti eolici e solari integrati con sistemi di accumulo, suscitando un’ondata di interesse da parte degli investitori», ha dichiarato a Euronews Business Ufuk Alparslan, responsabile regionale di Ember e autore del rapporto Türkiye Electricity Review 2026.

Le pipeline, naturalmente, non sono garantite. Ma se questi piani di investimento si concretizzeranno, saranno determinanti nel definire la capacità complessiva attesa. In quel caso la Turchia diventerebbe il leader europeo, con una capacità totale di accumulo tramite batterie di 32,97 GW.

Germania (13,26 GW), Italia (12,15 GW) e Polonia (10,42 GW) seguirebbero, ciascuna con circa un terzo del totale turco.

Secondo Ember, anche Romania, Spagna, Paesi Bassi e Belgio registrerebbero aumenti significativi della capacità di accumulo con batterie, sebbene resterebbero su livelli modesti rispetto ai primi quattro Paesi.

Le ragioni di un’espansione così ampia

La dottoressa Beatrice Petrovich, senior energy analyst di Ember e autrice dell’European Electricity Review 2026, sottolinea che il calo dei prezzi delle batterie sta trainando il rapido dispiegamento dei sistemi di accumulo in tutta Europa.

«Nel 2025 i costi delle batterie su scala rete sono scesi a un minimo storico, il 45% in meno rispetto al 2024, proseguendo un trend di riduzione annua di circa il 20% nell’ultimo decennio. Man mano che l’economia delle batterie migliora, i progetti diventano sempre più redditizi anche senza sussidi», ha dichiarato a Euronews Business.

Petrovich ha aggiunto che la dimensione delle flotte di batterie operative e in arrivo nei vari Paesi europei dipende in ultima analisi dalle scelte politiche, mentre tecnologia ed economia sono ormai in gran parte mature.

«Quadri normativi stabili sbloccano il potenziale delle batterie, perché garantiscono flussi di ricavi prevedibili che permettono agli sviluppatori di progetti di attrarre capitali», ha spiegato.

Petrovich ha spiegato che diversi Paesi dell’UE, tra cui Bulgaria, Italia e Spagna, mostrano già come le politiche possano accelerare la diffusione.

«La Germania mostra invece come l’incertezza normativa possa rallentare i progressi. Il trattamento preferenziale proposto per il gas nelle gare per la capacità di riserva e l’incertezza sulle modifiche alle tariffe di rete rischiano di minare la fiducia degli investitori», ha aggiunto.

La Francia è in ritardo sull’espansione delle batterie

La Francia più che raddoppierebbe la propria capacità, arrivando a 1,12 GW. Resterebbe però nelle posizioni di coda: penultima tra i 16 Paesi della lista.

L’energia nucleare è al centro del mix energetico francese, il che può spiegare in parte perché le ambizioni del Paese sulle batterie restano limitate. Mentre nel mix energetico dell’UE il nucleare pesa per il 12%, la Francia è in testa al blocco con il 40%. Nel 2025 l’energia nucleare ha rappresentato il 69% della produzione elettrica francese, secondo Ember.

La pipeline della Turchia può diventare realtà?

Alparslan ha osservato che quando un progetto di centrale elettrica viene approvato e ottiene una pre-licenza, questo garantisce solo la capacità di connessione alla rete. Pur essendo uno degli ostacoli principali per i nuovi impianti, la disponibilità di capacità di rete non assicura che il progetto entri effettivamente in esercizio.

«Gli investitori sono ansiosi di portare a termine questi progetti. La decisione del governo [turco] sulle proroghe dei tempi di realizzazione determinerà quanta parte della capacità prevista sarà effettivamente realizzata», ha dichiarato Alparslan a Euronews Business.

«Se questi progetti non dovessero concretizzarsi neppure dopo le proroghe, di fatto bloccherebbero nuove installazioni eoliche e solari occupando la capacità di rete disponibile», ha aggiunto.

Alla fine del 2025 la capacità eolica e solare installata complessiva della Turchia ha raggiunto i 40 GW. La pipeline di progetti di accumulo tramite batterie, pari a 33 GW, corrisponde quindi all’83% dell’attuale capacità eolica e solare del Paese.

Il rapporto sottolinea però che, mentre a livello globale le batterie offrono in media 2,5 ore di accumulo, la maggior parte dei progetti turchi prevede durate molto più brevi, intorno a un’ora.

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