I prezzi del petrolio sono scesi dopo che le ultime dichiarazioni del presidente USA Donald Trump hanno alimentato le speranze di nuovi colloqui di pace con l'Iran. Intanto le Borse, soprattutto i titoli tecnologici, beneficiavano dell'ottimismo legato alla crescita dell'IA.
I prezzi del petrolio sono scesi mercoledì mattina, mentre le speranze di una fine della guerra con l'Iran hanno migliorato il clima sui mercati globali e spinto al rialzo le Borse europee. Il movimento è arrivato dopo le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, secondo cui Washington sospenderà temporaneamente Project Freedom (la missione navale di scorta alle navi attraverso lo Stretto di Hormuz), citando i «grandi progressi» nei colloqui con Teheran.
In un post su Truth Social, Trump ha scritto: «Sebbene il blocco rimarrà pienamente in vigore, Project Freedom (il movimento delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz) sarà sospeso per un breve periodo, per verificare se l'accordo potrà essere finalizzato e firmato».
Lo Stretto di Hormuz è di fatto chiuso dall'inizio del conflitto, il 28 febbraio. La situazione ha interrotto circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio e gas e ha lasciato oltre 20.000 persone bloccate a bordo delle navi nel Golfo Persico.
Fonti militari statunitensi hanno in precedenza affermato che è in vigore un cessate il fuoco con l'Iran, anche se la situazione resta incerta.
I futures sul greggio sono scesi nella tarda serata di martedì. Il Brent, riferimento internazionale per le consegne del mese successivo, mercoledì mattina ha perso l'1,3% a 108,47 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate, benchmark statunitense, è sceso di 1,37 dollari a 100,90 dollari al barile. I prezzi restano comunque ben al di sopra dei circa 70 dollari registrati prima dello scoppio della guerra.
Rally dei mercati azionari, Samsung supera i 1.000 miliardi di dollari di valore grazie al boom dell'IA
Le Borse europee hanno aperto in forte rialzo mercoledì, estendendo il rally globale delle azioni, mentre l'ottimismo degli investitori per l'intelligenza artificiale e l'allentamento delle tensioni geopolitiche ha sostenuto il clima sui mercati.
I principali indici della regione sono saliti di oltre l'1% nelle prime contrattazioni: il FTSE 100 ha guadagnato l'1,2%, il DAX tedesco l'1,8% e il CAC 40 francese quasi l'1,7%.
In Asia, il Kospi sudcoreano è balzato del 6,5% a un nuovo massimo storico dopo la riapertura dei mercati in seguito alla festività di martedì. Il rally è stato guidato da Samsung Electronics, le cui azioni sono salite di quasi il 13%, spingendo per la prima volta la capitalizzazione del gruppo oltre i 1.000 miliardi di dollari.
Samsung, insieme alla rivale SK Hynix, si è affermata come uno dei principali fornitori di chip ad alte prestazioni che alimentano il boom globale dell'IA. I titoli di SK Hynix sono saliti anch'essi di circa il 10% nelle prime fasi degli scambi.
Nel resto dell'Asia, l'indice S&P/ASX 200 australiano è salito di quasi l'1%, mentre l'Hang Seng di Hong Kong ha guadagnato lo 0,7% e il Composite di Shanghai l'1%.
I mercati giapponesi sono rimasti chiusi per una festività nazionale.
Anche Wall Street ha chiuso in rialzo martedì: l'S&P 500 è salito dello 0,8% toccando un nuovo massimo storico. Il Dow Jones Industrial Average ha guadagnato lo 0,7%, mentre il Nasdaq Composite, a forte componente tecnologica, è avanzato dell'1% segnando un altro record.
I mercati hanno beneficiato anche delle speranze di progressi nei colloqui per porre fine al conflitto tra Stati Uniti e Iran, attenuando i timori per le forniture energetiche e le interruzioni del commercio globale.
I dati macroeconomici statunitensi hanno offerto un quadro contrastante. La crescita del settore dei servizi ha rallentato inaspettatamente il mese scorso, mentre altre statistiche hanno mostrato che le offerte di lavoro sono state leggermente superiori alle previsioni, segnalando una perdurante solidità del mercato del lavoro.
Nel frattempo, i costi di finanziamento del governo britannico sono saliti ai massimi da quasi trent'anni, sullo sfondo dei timori legati alle elezioni locali e all'aumento dei prezzi dell'energia. Il rendimento dei gilt trentennali è salito al 5,78%, il livello più alto dal 1998, mentre quello dei titoli a 10 anni è risalito oltre il 5,10%.
Sul mercato valutario, il dollaro è rimasto pressoché invariato a 157,88 yen, mentre l'euro è salito leggermente a 1,1720 dollari.
I futures sull'oro sono saliti del 2% a 4.662 dollari l'oncia, mentre il prezzo dell'argento è aumentato del 3,5% nelle contrattazioni del mattino in Europa.