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Il coronavirus cioè la Stalingrado del PIL tedesco

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Diritti d'autore Tobias Schwarz/AP
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Di Paolo Alberto Valenti
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Le previsioni di rinascita sono solo per il 2021 con un PIL che disegnerà almeno il 5% in più ma intanto il settore automobilistico tedesco chiede il sostegno fattivo dello stato

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La Germania rischia di confrontarsi con la recessione più profonda della sua storia postbellica. L'arrivo del coronavirus anche nel cuore dell'Europa ha portato al blocco di interi settori dell’economia tedesca. Quest'anno il dato relativo il primo trimestre è visto in rosso di due punti percentuali mentre nel secondo, con il lockdown ormai a pieno regime, la ricchezza prodotta dovrebbe scendere del 10%.

Un PIL in picchiata

Il PIL tedesco si presenta con pervisioni in rosso di oltre 6 punti percentuali come dato puntuale della primavera 2020. A mitigare non troppo lo scenario è una previsione di ripresa del 5.2 % per il 2021.Ne suo rapporto presentato alla stampa il Ministro dell'economia Peter Altmaier ha chiarito l'andamento interno del mercato del lavoro dicendo che "l'aumento della disoccupazione in Germania è chiaramente mitigato dal massiccio ricorso al lavoro a tempo parziale. A marzo e aprile, ci si aspetta che almeno 3 milioni di persone lavorino a tempo determinato. Mediamente l'occupazione temporanea crescerà anche oltre il periodo della crisi finanziaria".

Le case automobilistiche chiedono l'aiuto dello stato

La Volkswagen e la Daimler hanno chiesto al governo di incentivare il mercato dell'auto visto che la pandemia ha nullificato i profitti del primo trimestre costringendo entrambe le case automobilistiche a previsioni fosche per l'intero anno. Del resto il primo costruttore tedesco è appena uscito dallo scandalo dieselgate e non si trova con una felice situazione di cassa.

Le incertezze della pandemia

Anche se attualmente nessuno può sapere con certezza quando sarà possibile tornare ad una possibile normalità, il recente processo di allentamento delle restrizioni in Germania ha portato ad una risalita dell’indice dei contagi dallo 0,7 di metà aprile all’attuale 1 (ogni persona contagiata è in grado di infettarne un’altra), anche ipotizzando una ripartenza dell’economia nel 2020 il dato complessivo è visto in sostanziale calo.

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