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Spagna: Vox accusa Sánchez di essere sottomesso al Marocco e chiede di militarizzare la frontiera di Ceuta

Santiago Abascal, leader di Vox in Spagna, Ceuta, 2 agosto 2026
Santiago Abascal, leader di Vox España, Ceuta, 2 agosto 2026 Diritti d'autore  Euronews
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Di Jesús Maturana
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Il leader di Vox ha visitato domenica Ceuta e ha accusato il governo di essere soggetto al Marocco. Ha chiesto di militarizzare stabilmente la frontiera, chiudere il valico e sospendere l’accordo preferenziale tra UE e Paese vicino

Santiago Abascal, leader del partito spagnolo di estrema destra Vox, si è recato domenica alla Plaza de África, a Ceuta, quasi tre giorni dopo che oltre 50.000 migranti sono entrati irregolarmente in città dal Marocco.

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Secondo gli ultimi dati del Ministero dell'Interno, la maggior parte, oltre 48.000 persone, è già rientrata nel Paese vicino, anche se il leader di Vox stima che a Ceuta restino ancora circa 10.000 persone che, a suo avviso, devono lasciare immediatamente la città.

Davanti ai media, Abascal ha attribuito la responsabilità di quanto accaduto al governo di Rabat e, soprattutto, allo stesso Pedro Sánchez. Ha sostenuto che il Marocco ha agito con la certezza che non ci sarebbe stata alcuna risposta né ritorsione, perché il presidente spagnolo è, secondo le sue parole, "sottomesso al Paese africano".

Si è spinto oltre e ha affermato che il Marocco dispone probabilmente di prove su casi di corruzione del governo che, ha detto, non sono ancora noti. Per questo ha chiesto di portare Sánchez sul banco degli imputati perché renda conto del suo operato, è arrivato a dire che dovrebbe essere in carcere e ha definito quanto accaduto alla frontiera un attacco brutale contro la sovranità spagnola, un episodio che, ha ricordato, finora ha provocato 72 morti.

Le misure che chiede alla frontiera

Il leader di Vox ha chiesto alle istituzioni spagnole di prendere sul serio la crisi e di adottare misure concrete. Tra queste, ha invocato la militarizzazione permanente della frontiera per tutto il tempo necessario, con il sostegno legale e i mezzi adeguati perché le Forze armate, la Polizia nazionale e la Guardia civil possano agire con la fermezza che, a suo dire, richiede la situazione.

A questa richiesta ha aggiunto quella di chiudere in modo permanente il valico di frontiera finché il Marocco non offrirà garanzie che un episodio simile non si ripeterà. Abascal ha insistito sul fatto che la sua proposta non risponde a una questione ideologica, ma di buon senso.

Parallelamente, Vox ha diffuso sui social un video della visita di Abascal e dell'eurodeputato Jorge Buxadé al molo del Tarajal, dove l'Esecutivo ha installato una barriera per contenere la pressione migratoria, una misura che il partito ha definito una presa in giro nei confronti degli spagnoli.

Il sostegno europeo e la richiesta della 'verità'

Abascal si è detto soddisfatto della posizione dei 22 Paesi dell'Unione europea che hanno criticato la politica di regolarizzazione del governo spagnolo e ha chiesto il sostegno di Bruxelles. Ha sollecitato la sospensione dell'accordo preferenziale che l'UE mantiene con il Marocco finché questo non rispetterà le frontiere spagnole.

I ministri dell'Interno dell'Unione europea hanno in programma di riunirsi il prossimo martedì in videoconferenza per affrontare la crisi, su richiesta della Spagna e degli altri Paesi che hanno messo in discussione la gestione dell'Esecutivo, alcuni dei quali sono arrivati a ipotizzare l'esclusione della Spagna dallo spazio Schengen. Sánchez ha replicato definendo queste posizioni poco solidali.

Abascal ha chiuso il suo intervento insistendo sul fatto che è necessario conoscere la verità su quanto accaduto alla frontiera, qualcosa che, ha detto, è arrivato persino a Donald Trump, che ha fatto riferimento alla debolezza delle leggi spagnole.

Il dirigente di Vox ha concluso che non si tratta di una cattiva gestione, ma di quello che ha definito un governo che utilizza le istituzioni per proteggersi dalle indagini che lo riguardano. Con questa visita, Abascal è diventato il terzo leader nazionale con rappresentanza parlamentare a recarsi a Ceuta dopo la crisi, dopo Sánchez, che vi si è recato venerdì, e Alberto Núñez Feijóo, sabato.

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