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Accordo tra Italia e UE, niente procedura di infrazione

Accordo tra Italia e UE, niente procedura di infrazione
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Di Luca Colantoni
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Nessuna procedura di infrazione nei confronti dell'Italia. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il Ministro dell'economia Tria hanno convinto la Commissione Europea che ha deciso di soprassedere in attesa, comunque, di ulteriori verifiche da compiere nelle prossime settimane.

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Nessuna procedura di infrazione nei confronti dell'Italia. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il Ministro dell'economia Tria hanno convinto la Commissione Europea che ha deciso di soprassedere in attesa, comunque, di ulteriori verifiche da compiere nelle prossime settimane. Mentre il punto definitivo alla Manovra verrà messo a gennaio una volta che la legge di bilancio sarà stata approvata dal Parlamento.

VALDIS DOMBROVSKIS, COMMISSARIO UE
"Sia chiaro, la soluzione non è ideale, ma evita di aprire la procedura per i disavanzi eccessivi in ​​uesta fase e corregge la situazione di grave inadempienza al patto di stabilità e crescita".

Il compromesso economico era chiaro da tempo. Dal 2,4% di Roma, alla richiesta dell'1,8% di Bruxelles, fino all'accordo sul 2,04%.

Il primo ministro italiano Giuseppe Conte ha riferito dell'avvenuto accordo al Senato. L'opposizione ha borbottato, ma Conte ha ribadito che il compromesso raggiunto è una vittoria per entrambe le parti e che il governo è determinato a rispettare gli impegni scritti nel contratto.

GIUSEPPE CONTE, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
"Vogliamo invertire le politiche di austerità che hanno esacerbato la crisi economica e causato l'esaurimento del reddito, la riduzione dei consumi e l'impoverimento di ampie fasce della popolazione".

Il governo, nell'accordo con Bruxelles, ha anche accettato di abbassare le previsioni di crescita all'1%.

Soddisfazione da parte dei vice premier Salvini e Di Maio. Gradimento anche da parte dei mercati e spread in calo.

Intanto Il capo di Gabinetto del MEF Roberto Garofoli, si è dimesso dopo gli attacchi dei 5 Stelle nella nota storia della "manina" che remava contro.

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