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Petrobras: un nuovo presidente per allontanare lo scandalo

Petrobras: un nuovo presidente per allontanare lo scandalo
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Di Diego Giuliani
Pubblicato il
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L'ex ministro e consulente dell'FMI Pedro Parente nominato alla guida del colosso petrolifero pubblico dal presidente ad interim Michel Temer

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Un nuovo presidente, per cambiare il volto di Petrobras e allontanare lo scandalo tangenti che ha proiettato lui stesso alla guida del Brasile. Capo di Stato ad interim in attesa che si decidano le sorti di Dilma Rousseff, Michel Temer ha nominato il più volte ministro Pedro Parente alla testa del colosso petrolifero pubblico. Lunedì la formalizzazione da parte del Consiglio d’amministrazione.

Un nuovo volto e la promessa di un management rigoroso

Brazil's Petrobras gets new boss https://t.co/qZ7SAbjsq3

— BBC Business (@BBCBusiness) 20 maggio 2016

“Petrobras ha bisogno di un management rigoroso e di grande professionalità – ha detto l’attuale presidente della borsa brasiliana, in passato anche consulente del Fondo Monetario Internazionale -. Sto parlando della composizione del Consiglio d’amministrazione, della composizione del direttorio. È in queste sedi che andrà stabilito chi, in quest’ottica, possa rispondere alle esigenze e agli interessi dell’azienda”.

La promessa di Parente: “Non cederemo alle pressioni della politica”

Prendere le distanze da una politica, in questo momento macchiata dal sospetto di corruzione e scandali, l’imperativo che Temer ha ribadito alle telecamere. ==

A capa de hoje: https://t.co/vJYfUenTlDpic.twitter.com/fjg8ZSj3py

— Jornal O Globo (@JornalOGlobo) 20 maggio 2016

“Non ci sarà alcuna indicazione politica sulle nomine – ha detto Temer -. È un principio che semplificherà non solo la mia, ma anche la vita del Consiglio d’amministrazione. Anche se fosse, in ogni caso, tali indicazioni non sarebbero recepite”.

La stessa Rousseff aveva seduto nel Cda di Petrobras in quanto Ministro dell’energia. Una posizione dalla quale, insieme ad altre ricoperte prima della Presidenza del Brasile, i critici sostengono che non avrebbe potuto ignorare le tangenti che la compagnia petrolifera è sospettata di aver versato al suo stesso Partito dei lavoratori.

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