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Argentina, ok del Senato all'accordo con i "fondi avvoltoio" Usa

Argentina, ok del Senato all'accordo con i "fondi avvoltoio" Usa
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Di Giacomo Segantini Agenzie: Reuters
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Se tutto andrà come previsto, entro maggio verranno rimborsati anche i 50 mila risparmiatori italiani che ancora detengono i "tango bond" andati in default nel 2001

Il braccio di ferro legale durato 14 anni tra Buenos Aires e i “fondi avvoltoio“ statunitensi è finito. Con 54 voti contro 16 il Senato argentino ha dato luce verde al nuovo accordo con i principali creditori “ribelli” (i cosiddetti holdouts), quelli cioè che non avevano accettato le due ristrutturazioni dopo il clamoroso default del 2001.

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“È la giornata in cui ha avuto luogo una votazione storica a causa dell’impatto enorme per il Paese – ha detto la vice presidente Gabriela Michetti – perché mette fine alla questione del debito che avevamo con il 7% dei creditori”.

Una vittoria politica per il nuovo presidente Mauricio Macri, che aveva predisposto l’accordo subito dopo le elezioni di novembre e l’insediamento del suo governo. Nonostante la strenua opposizione di alcuni movimenti minori, persino il principale partito di opposizione, il Fronte per la Vittoria, ha votato a favore.

“Il voto chiude la questione del debito che avevamo con il 7 percento dei creditori”

L’intesa apre la strada al ritorno dell’Argentina sul mercato dei capitali, il cuore della strategia di rilancio economico della Casa Rosada. Ma anche a un nuovo voto del Senato sull’accordo con il quale, se tutto andrà bene, entro maggio verranno rimborsati 50 mila risparmiatori italiani.

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