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Montenegro, obiettivo ingresso nell'Ue entro il 2028. Gorčević: "No a un'adesione di serie B"

La ministra per l'UE del Montenegro Maida Gorčević parla con Euronews
La ministra per l'UE del Montenegro Maida Gorčević parla a Euronews -  Diritti d'autore  Euronews
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Di Sandor Zsiros
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Podgorica punta a chiudere i negoziati entro il 2026 e aderire all'Ue nel 2028. Restano aperte le controversie con la Croazia

Il Montenegro punta a entrare nell'Unione europea entro il 2028 e non è disposto ad accettare un'adesione con diritti ridotti o limitazioni rispetto agli altri Stati membri. A ribadirlo è stata martedì la ministra montenegrina per gli Affari europei, Maida Gorčević, intervenendo all'Euronews Enlargement Summit di Bruxelles.

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La ministra si è detta fiduciosa che tutti i capitoli negoziali possano essere chiusi entro la fine dell'anno, aprendo la strada all'ingresso del Paese nel blocco entro il 2028. Il Montenegro è attualmente tra i candidati più avanzati nel processo di allargamento e potrebbe diventare il 28° Stato membro dell'Ue.

"Sono certa che questo obiettivo, 28 entro il 28, sia ambizioso. Sì, ma sta accadendo e tutti noi ne siamo testimoni", ha dichiarato Gorčević.

Il Montenegro respinge l'ipotesi di un'adesione di serie B

La ministra ha escluso che Podgorica possa accettare un periodo transitorio di 15 anni per i nuovi Stati membri, ipotesi legata a proposte di garanzie sul rispetto dello stato di diritto e sul funzionamento delle istituzioni europee.

"Non vogliamo un'adesione di serie B all'interno dell'Unione europea, perché non sarebbe giusto e non sarebbe nemmeno una piena adesione", ha affermato Gorčević.

Il governo montenegrino non è tuttavia contrario all'introduzione di ulteriori garanzie, purché non si traducano in una limitazione dei diritti dei nuovi membri. "Se le garanzie servono a rafforzare l'Unione europea e le future adesioni, sì, noi siamo favorevoli", ha aggiunto.

La speranza di una svolta anche per la Serbia

Gorčević ha parlato anche delle prospettive di allargamento nei Balcani occidentali, auspicando che i recenti sviluppi politici in Serbia possano contribuire a sbloccare il percorso europeo della regione.

A fine ottobre, la lista riformista Serbia's Student List (Lista degli studenti di Serbia) ha inflitto una pesante sconfitta al presidente di lungo corso Aleksandar Vučić.

"Questo cambiamento può aiutare un po' anche la regione, a far sì che la svolta sia nella giusta direzione", ha detto la ministra. "Vedremo in futuro e speriamo che al prossimo vostro summit sull'allargamento avremo risultati più tangibili provenienti dalla regione".

La controversia con la Croazia non deve frenare l'adesione

Tra le questioni ancora aperte c'è anche la disputa con la Croazia, legata a una serie di controversie storiche e alle conseguenze delle guerre balcaniche.

A ottobre Zagabria ha distribuito agli altri Paesi dell'Ue un documento in otto punti, nel quale elenca le questioni che ritiene debbano essere risolte prima dell'ingresso del Montenegro nell'Unione.

Gorčević ha assicurato che Podgorica è intenzionata a trovare un accordo. "Sono certa che in futuro non vogliamo litigare con la Croazia. Vogliamo risolvere le controversie bilaterali", ha dichiarato.

La ministra ha però lasciato aperta la possibilità che un'intesa arrivi anche dopo l'adesione. "Se riusciremo a trovare una soluzione prima di entrare nell'Unione europea, perché no? Ma cerchiamo anche di essere molto corretti e aperti".

A sostegno della sua posizione ha ricordato che resta irrisolta anche la controversia sul confine tra Slovenia e Croazia. "Sono certa che la questione dei confini non sarà un ostacolo all'adesione del Montenegro all'Unione europea", ha concluso.

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