La lista di controversie della Croazia con il Montenegro riguarda i dispersi, i crimini di guerra, i campi di prigionia, le confische di beni e i confini. Podgorica ha chiuso 21 capitoli su 33 ccon l'obiettivo di diventare il 28º Stato membro dell'UE entro il 2028. Ma Zagabria blocca i progressi
La Croazia ha avvertito che una serie di contenziosi irrisolti con il vicino Montenegro, tra cui abusi commessi in tempo di guerra, rivendicazioni di proprietà e confini contestati, potrebbe ostacolare l'obiettivo del Paese di aderire all'Unione europea entro il 2028.
In un documento inviato lunedì agli altri governi dell'UE e visionato da Euronews, Zagabria elenca otto richieste che vuole siano soddisfatte dal Montenegro prima di completare il suo percorso di adesione al blocco.
Il Montenegro è ampiamente considerato il candidato più avanzato tra i Paesi che puntano all'adesione all'UE, con l'obiettivo di diventare il 28º Stato membro entro il 2028.
Ma le sue dispute di lunga data con la Croazia, molte delle quali risalgono alla dissoluzione della Jugoslavia negli anni '90, minacciano di far deragliare quel calendario.
"La Croazia desidera sinceramente voltare pagina su questo doloroso capitolo di storia comune e costruire con il Montenegro una relazione orientata al futuro.
Tuttavia, la fiducia reciproca e una riconciliazione autentica e duratura non possono essere raggiunte senza risolvere queste questioni", si legge nel documento.
Il Montenegro ha compiuto lunedì nuovi passi verso l'adesione all'UE, chiudendo i negoziati su altre tre aree politiche: statistiche, politica economica e occupazione. In totale i capitoli chiusi salgono a 21 su 33.
Cosa chiede la Croazia al Montenegro per favorire la sua adesione all'UE
Zagabria però sta bloccando i progressi in altre quattro aree, che riguardano trasporti, relazioni esterne, diritti fondamentali e affari interni. Poiché ogni Stato membro dell'UE ha voce in capitolo sul processo di adesione, la Croazia dispone di un notevole margine di manovra sul percorso del vicino verso l'adesione.
Il documento approfondisce le rimostranze già illustrate dal Ministero degli Esteri croato a luglio, molte delle quali affondano le radici nelle guerre che hanno accompagnato il crollo della Jugoslavia.
Tra i punti più delicati figura la richiesta di Zagabria di un risarcimento per circa 300 cittadini croati detenuti e maltrattati nel campo di prigionia di Morinj, in Montenegro, tra ottobre 1991 e agosto 1992. Civili croati e prigionieri di guerra furono trasferiti con la forza nel campo durante il conflitto.
La Croazia vuole anche che una targa commemorativa nell'ex campo rimanga permanentemente visibile. In seguito alle proteste di gruppi nazionalisti montenegrini, intorno alla targa è stata installata una grande struttura metallica.
Un'altra richiesta riguarda il destino di 14 persone ancora scomparse dalla guerra d'indipendenza croata. Zagabria chiede al Montenegro di contribuire a individuare i loro resti, definendo la questione 'un grave problema umanitario ancora irrisolto'.
Un ulteriore punto riguarda i crimini di guerra: la Croazia vuole che la responsabilità di comando per i crimini contro i civili commessi a Morinj sia presa in considerazione nei procedimenti a carico di criminali di guerra già condannati.
La Croazia si aspetta inoltre che il Montenegro risolva i vecchi contenziosi sulle proprietà risalenti ai primi anni Novanta, che coinvolgono famiglie croate private illegalmente dei loro beni senza un adeguato risarcimento.
Il documento sottolinea che una legge del 2021 ha reso possibile la restituzione dei terreni in una regione abitata in prevalenza dalla minoranza albanese, 'sollevando timori di un trattamento diseguale in casi analoghi'.
Zagabria chiede anche la restituzione della Jadran, una nave scuola a vela che è sotto controllo montenegrino dalla dissoluzione della Jugoslavia nel 1991.
Infine, la Croazia vuole che le dispute territoriali con il vicino siano risolte, sia per il confine terrestre sia per quello marittimo, in linea con le raccomandazioni della Commissione arbitrale della Conferenza sulla Jugoslavia.
La stessa Croazia ha una controversia di confine irrisolta con la Slovenia, che tuttavia non le ha impedito di entrare nell'UE nel 2013.
"La Croazia ha costantemente incoraggiato il Montenegro a risolvere le questioni bilaterali in sospeso, continuando al contempo a sostenerne attivamente l'adesione all'UE", prosegue il documento. "Nonostante gli sforzi duraturi della Croazia e il suo approccio costruttivo, nessuna delle questioni aperte è finora stata risolta."