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Austria, alpinista tedesco abbandonato a 2.600 metri: salvato dopo 14 ore nella neve

Il soccorso alpino di Salisburgo ha pubblicato le foto dell'operazione di salvataggio
Il soccorso alpino di Salisburgo ha pubblicato le foto dell’operazione di salvataggio -  Diritti d'autore  Bergrettung Mühlbach
Diritti d'autore Bergrettung Mühlbach
Di Kirsten Ripper & Euronews
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Tre giovani tedeschi affrontano la ferrata Königsjodler sulle Alpi austriache nonostante il maltempo. Uno resta bloccato e i compagni proseguono: salvato dopo una notte nella neve

In Austria un'escursione sulle Alpi si è trasformata in una drammatica operazione di soccorso. Un ventenne tedesco, esausto e in stato di ipotermia, è rimasto bloccato a circa 2.600 metri di quota sul massiccio dell'Hochkönig, nel Land di Salisburgo, dopo essere stato lasciato indietro dai due compagni di escursione. Il giovane è stato raggiunto dai soccorritori soltanto poco prima di mezzanotte, dopo aver lanciato l'allarme alle 19 di sabato 31 ottobre.

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I tre alpinisti erano entrati nel Königsjodler, una ferrata impegnativa dell'Hochkönig, nonostante le previsioni annunciassero un'ondata di freddo e una tempesta di neve. Una donna incontrata lungo il percorso li aveva inoltre avvertiti che era troppo tardi per iniziare la salita.

Il soccorso nella neve e al buio

Quando il ventenne non è più riuscito a proseguire, i suoi compagni hanno continuato verso la vetta, raggiungendo nella notte il Matrashaus, il rifugio situato a 2.941 metri sull'Hochkönig, già chiuso per la stagione.

L'allarme ha mobilitato il Soccorso alpino di Mühlbach, località del distretto di Pongau, nel Salisburghese. Le condizioni meteorologiche e la scarsa visibilità hanno impedito l'intervento dell'elicottero: gli undici soccorritori hanno dovuto raggiungere il giovane a piedi, partendo dalla Stegmoosalm.

Durante la salita, il responsabile operativo Wolfgang Hagenmüller e il capo distrettuale del Soccorso alpino sono rimasti in contatto telefonico con il ragazzo, spiegandogli che doveva continuare a muoversi per evitare di perdere ulteriore calore e che non doveva tentare di scendere da solo.

La situazione è peggiorata con un ulteriore abbassamento delle temperature e nuove nevicate. I soccorritori hanno raggiunto il ventenne poco prima di mezzanotte. Per la discesa attraverso il ripido e roccioso Birgkar, il giovane è stato assicurato con una corda.

"Erano caduti circa 20 centimetri di neve e il sentiero non era più visibile. C'era pericolo di caduta e trovare la traccia era molto difficile. Inoltre, nel terreno ripido si staccavano anche piccole valanghe di neve. Era una situazione di pericolo di vita per tutti", ha riferito il Soccorso alpino di Mühlbach.

La squadra ha raggiunto la Erichhütte soltanto alle 8.18 di domenica mattina, dopo un intervento durato complessivamente circa 14 ore.

Anche i soccorritori alpini avanzavano a fatica nella bufera di neve
Anche i soccorritori alpini avanzavano a fatica nella bufera di neve Bergrettung Salzburg auf Instagram

La ferrata conduce verso una vetta di quasi 3.000 metri

Il Königsjodler è una ferrata di alta montagna sul massiccio dell'Hochkönig, nelle Alpi calcaree settentrionali, nel territorio di Mühlbach am Hochkönig. Il percorso conduce verso la vetta, dove si trova il Matrashaus, uno dei rifugi più alti delle Alpi, a 2.941 metri.

La struttura è chiusa durante la stagione invernale e riaprirà nel giugno 2027. La zona presenta condizioni particolarmente impegnative in caso di neve e ghiaccio, soprattutto sui tratti ripidi e sui passaggi esposti.

Dopo aver raggiunto il ventenne, i soccorritori hanno sconsigliato agli altri due alpinisti di scendere attraverso il Birgkar, come avevano inizialmente previsto. I due sono rimasti al rifugio e sono poi scesi domenica mattina.

La polizia alpina indaga

Dopo l'intervento, la polizia alpina austriaca ha avviato un'indagine per chiarire le circostanze dell'accaduto e la decisione dei due compagni di proseguire lasciando il ventenne in difficoltà.

Il responsabile distrettuale del Soccorso alpino di Pongau, Gerhard Kremser, ha richiamato l'attenzione sui rischi legati alla sopravvalutazione delle proprie capacità, alla mancata considerazione degli avvisi meteorologici e a una pianificazione inadeguata dell'escursione.

"Le montagne non scappano", ha ricordato Kremser, sottolineando che saper rinunciare e tornare indietro in tempo è parte essenziale dell'alpinismo.

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