La Polonia è stata scelta come sede del centro europeo di manutenzione dei missili PAC-3 dei sistemi Patriot, l’unico impianto di questo tipo fuori dagli USA
In Polonia sorgerà un centro europeo per la manutenzione tecnica dei missili PAC-3 utilizzati nei sistemi di difesa aerea Patriot.
Le autorità degli Stati Uniti hanno scelto la localizzazione dell’investimento.
Il valore del progetto è stimato attorno al miliardo di zloty. Per questa iniziativa la Polonia è stata in concorrenza con Germania, Paesi Bassi e Norvegia. Secondo le anticipazioni sarà l’unico centro di questo tipo al di fuori degli Stati Uniti.
La Polonia vince la competizione internazionale
Della decisione ha dato notizia la viceministra della Difesa nazionale Magdalena Sobkowiak-Czarnecka in un post pubblicato sulla piattaforma X.
"Decisione storica! Il centro di manutenzione dei missili PAC-3 per i sistemi Patriot sorgerà in Polonia! Per la localizzazione europea di questo investimento hanno gareggiato quattro Paesi: oltre alla Polonia, Germania, Paesi Bassi e Norvegia" ha scritto.
Ha spiegato che l’offerta polacca è stata valutata come la migliore già nella fase di presentazione delle candidature. La decisione finale è stata però preceduta da molti mesi di colloqui con la parte statunitense.
"Fin dall’inizio siamo rimasti in contatto costante con la parte americana. Questo successo non era scontato. È il risultato di molti mesi di negoziati e del duro lavoro di tutto il team. Ringrazio il primo ministro Donald Tusk per la fiducia e il vicepremier, ministro della Difesa Władysław Kosiniak-Kamysz, per avermi affidato il ruolo di principale negoziatrice. E tutto il gruppo per la determinazione, il lavoro intenso e il successo condiviso. Questa decisione è anche la prova che, quando remiamo nella stessa direzione insieme al presidente, il successo è possibile" ha sottolineato Sobkowiak-Czarnecka.
Durante una conferenza stampa al quartier generale della NATO a Bruxelles, la viceministra ha sottolineato che l’investimento ha un’importanza non solo industriale ma anche strategica.
"È una chiara garanzia da parte della NATO che l’Alleanza resta compatta e che l’intera NATO sostiene ognuno dei suoi partner, ogni elemento del patto. È una dimostrazione evidente che la Polonia e i polacchi possono sentirsi al sicuro, perché oggi non sono soli di fronte a ciò che sta accadendo" ha dichiarato.
Sulla decisione è intervenuto anche il ministro della Difesa nazionale Władysław Kosiniak-Kamysz. Ha sottolineato che la scelta della Polonia conferma il suo peso come partner degli Stati Uniti.
"La Polonia è un alleato affidabile e un luogo estremamente importante sulla mappa della sicurezza globale" ha scritto il ministro.
Sul social X, il capo dell’Ufficio per la Sicurezza Nazionale del Presidente, Bartosz Grodecki, ha scritto: "Grazie al colloquio tra il Presidente Karol Nawrocki e il Presidente Donald Trump, in Polonia sorgerà un centro europeo di manutenzione dei missili PAC-3 per i sistemi Patriot. I presidenti hanno discusso di questo progetto in occasione dell’81ª sessione dell’Assemblea generale dell’ONU".
Pentagono: investimento nelle capacità difensive dell’Alleanza
La decisione è stata commentata anche dai rappresentanti del Pentagono. Il vice ministro della Difesa degli USA per gli approvvigionamenti, Michael Duffey, l’ha definita una conferma dell’unità degli alleati e del loro impegno nella deterrenza.
"È un segnale che l’Alleanza è unita, prende molto sul serio la deterrenza ed è pronta ad agire" ha dichiarato.
Il Pentagono ha sottolineato che il progetto dà attuazione agli impegni sulla cooperazione tra le industrie della difesa assunti durante il vertice NATO di Ankara, nel luglio 2026, nell’ambito del concetto 'NATO 3.0'.
Secondo il Dipartimento della Difesa statunitense, l’investimento dovrebbe rafforzare la resilienza della regione e permettere agli alleati europei di assumersi una responsabilità maggiore per la propria difesa convenzionale.
Sulla vicenda è intervenuto anche l’ambasciatore degli USA in Polonia, Tom Rose.
Prima i negoziati, poi la costruzione del centro
La scelta della Polonia non significa che il centro entrerà subito in funzione. Per la parte polacca si aprono ora nuovi negoziati con il gruppo statunitense Lockheed Martin.
Sarà inoltre necessario definire i dettagli organizzativi, il perimetro delle attività e predisporre un’adeguata infrastruttura tecnica.
"Ora ci aspettano 60 giorni molto intensi, perché è il tempo che abbiamo per colloqui molto concreti con l’azienda Lockheed Martin e per le decisioni chiave. Ritengo che non si tratti di un processo destinato a concludersi rapidamente. Per rendere operativo un centro di questo tipo occorre almeno un anno, se non di più" ha sottolineato Sobkowiak-Czarnecka.
Secondo le anticipazioni, il compito del centro polacco sarà la manutenzione tecnica dei missili, per mantenerli in condizioni adeguate e garantirne la prontezza all’impiego.
I missili della famiglia PAC-3 sono soggetti a periodiche procedure di certificazione e lo svolgimento di questi processi negli Stati Uniti, includendo anche il trasporto dei vettori, può richiedere anche più di un anno.
L’apertura di un centro di assistenza in Europa consentirà quindi di ridurre questo periodo a poche settimane, aumentando così la disponibilità operativa e la prontezza al combattimento delle unità europee di difesa aerea che impiegano i missili PAC-3 MSE e PAC-3 CRI.
Il progetto avrà un carattere internazionale. Secondo le informazioni del Pentagono, Germania, Paesi Bassi e Svezia parteciperanno all’integrazione degli elementi chiave della catena di approvvigionamento.
I sistemi Patriot, elemento chiave della difesa aerea polacca
I sistemi Patriot sono tra i componenti più importanti della moderna difesa aerea e il loro ruolo è cresciuto con la guerra in Ucraina e le minacce provenienti dalla Russia.
Da alcuni anni la Polonia sta sviluppando le proprie capacità di difesa aerea. Nel quadro del programma Wisła, le Forze armate polacche hanno ricevuto due batterie del sistema Patriot, che hanno raggiunto la piena capacità operativa nel dicembre scorso.
Nel 2018 sono stati ordinati anche circa 200 missili PAC-3 MSE e la fase successiva del programma prevede sei batterie aggiuntive e circa 600 missili. Le consegne dovrebbero concludersi entro il 2029, anche se il calendario potrebbe subire modifiche.
La gestione di armamenti così avanzati richiede infrastrutture specialistiche e personale altamente qualificato. Il costo di un singolo missile PAC-3 MSE può aggirarsi attorno ai 5 milioni di dollari e la sua produzione necessita di tecnologie di punta.
La possibilità di effettuare la manutenzione dei missili in Polonia potrà quindi rendere più efficiente la loro gestione, ridurre i tempi di ripristino dell’efficienza e contribuire allo sviluppo delle competenze nazionali nel settore della difesa.
Oggi il centro di manutenzione dei missili PAC-3, e quando una base permanente degli USA in Polonia?
Polonia e Stati Uniti sono sempre più vicini a una decisione definitiva sulla creazione di una base militare statunitense permanente e a pieno titolo sul territorio polacco.
Il 16 giugno 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato una delibera che apre la strada ai negoziati ufficiali e ha nominato il vicepremier e ministro della Difesa Władysław Kosiniak-Kamysz plenipotenziario del governo per queste trattative, come ne abbiamo già dato notizia.
Dopo l’annuncio della nascita in Polonia del centro europeo di manutenzione tecnica dei missili PAC-3, il capo dell’Ufficio per la Sicurezza Nazionale del Presidente, Bartosz Grądecki, ha reso noto che il presidente Karol Nawrocki ha convocato per il 3 novembre una riunione del Consiglio di Sicurezza Nazionale, dedicata tra l’altro al progetto di costruzione di una base militare statunitense permanente in Polonia.
Secondo le prime indicazioni, la nuova base permanente potrebbe ospitare circa 5.000 militari americani e il suo costo stimato varierebbe tra 15 e 17 miliardi di zloty.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, interrogato dai giornalisti il 1º ottobre sulla possibilità di creare una base permanente delle forze armate americane in Polonia, ha risposto che la sua amministrazione sta analizzando la questione. "Può succedere" ha sottolineato Trump.
In Polonia si trovano attualmente circa 10.000 militari statunitensi, presenti soprattutto su base rotazionale, ma anche attraverso strutture di comando permanenti, come il Comando avanzato del V Corpo USA a Poznań (Camp Kościuszko).