I leader di Finlandia e Norvegia hanno sentito al telefono Vladimir Putin per rilanciare il processo di pace. L'iniziativa arriva mentre Bruxelles si prepara a riprendere contatti diretti con la controparte russa
Il presidente finlandese Alexander Stubb e il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre hanno avuto una conversazione telefonica mercoledì con il presidente russo Vladimir Putin, un segnale della crescente disponibilità dell’Europa a confrontarsi direttamente con Mosca per porre fine alla guerra in Ucraina.
I due leader hanno esortato Putin a porre fine all’invasione su larga scala e ad avviare negoziati sostanziali per arrivare a una soluzione stabile e pacifica.
"Il colloquio è stato schietto e sostanziale. Siamo Paesi vicini della Russia. L’esito di questa guerra avrà un impatto diretto sulla nostra sicurezza e su quella europea nel suo complesso. Porre fine alla guerra richiede un confronto diretto", ha dichiarato Stubb in un resoconto diffuso dopo la chiamata.
"La guerra comporta costi umani e materiali enormi. Le sofferenze e le distruzioni segneranno intere generazioni. Durante la telefonata abbiamo sottolineato l’importanza della de-escalation", ha affermato Støre.
Norvegia e Finlandia figurano tra i maggiori donatori di aiuti militari all’Ucraina, un sostegno che, hanno detto i due leader a Putin, continuerà senza attenuarsi.
Si è discusso anche della sicurezza nel Mar Baltico e nell’Alto Nord.
Secondo il Cremlino, Putin ha detto a Stubb e Støre che "raggiungere una pace giusta e duratura è possibile solo tenendo pienamente e senza condizioni conto dei legittimi interessi della Federazione Russa", una formulazione che lascia intendere richieste massimaliste.
La telefonata è avvenuta su iniziativa dei due leader nordici. In seguito, si sono confrontati con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
"Alex e Jonas hanno chiarito al leader russo che servono veri passi di de-escalation per quanto riguarda la nostra energia e le nostre infrastrutture", ha dichiarato Zelenskyy, ringraziandoli per il loro sostegno diplomatico "attivo".
"La Russia deve smetterla di trascinare in lungo la guerra".
La conversazione è stata presentata come un "follow-up" all’ultimo ciclo di colloqui di pace a Oslo, organizzato congiuntamente da Stubb e Støre. Alla riunione hanno partecipato alti funzionari di Ucraina, Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Italia, Commissione europea e NATO.
La Russia non era stata inclusa, ma l’inviato speciale statunitense Steve Witkoff è volato a San Pietroburgo per informare Putin sugli esiti delle discussioni.
Un nuovo ciclo di colloqui dovrebbe tenersi all’inizio del prossimo mese ad Abu Dhabi, in un formato simile a quello di Oslo, ma con la partecipazione della delegazione russa.
Bruxelles ha già manifestato la propria disponibilità a far sedere funzionari europei e russi allo stesso tavolo, cosa che finora non è mai accaduta nel quadro dei negoziati.
La Commissione europea e il Consiglio europeo stanno lavorando per creare una squadra congiunta che rappresenti la posizione dell’UE. Si ritiene che le due istituzioni siano state informate in anticipo della telefonata Stubb-Støre con Putin.
I due leader nordici hanno sottolineato di non agire come inviati speciali europei, un tema che divide i Paesi da oltre un anno.
"Stubb e Støre hanno partecipato alla telefonata in qualità di leader dei rispettivi Paesi e non hanno parlato a nome dell’Europa nel suo complesso", si legge nel resoconto.
In un raro segnale di divisione nordica, la premier danese Mette Frederiksen ha criticato rapidamente l’apertura di Stubb e Støre.
"In realtà non so cosa pensino di poter ottenere con questo", ha dichiarato. "In passato abbiamo già sottolineato chiaramente al resto d’Europa, quando altri sono andati in ordine sparso e si sono recati a Mosca, quanto sia importante che noi europei restiamo uniti".