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L'Austria minaccia di bloccare il bilancio UE: "Soglia del dolore raggiunta"

Il cancelliere austriaco Stocker minaccia di bloccare il bilancio dell'UE
Il cancelliere austriaco Stocker minaccia di bloccare il bilancio dell'UE -  Diritti d'autore  AP Photo
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Di Kirsten Ripper & Euronews Agenzie: AP, WELT
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L'Austria, come la Germania, è tra i Paesi che vogliono limitare la spesa dell'UE. Ora il cancelliere Christian Stocker minaccia il veto sui piani di lungo periodo dell'Unione europea

L'Austria minaccia di bloccare il prossimo bilancio a lungo termine dell'Unione europea. Il cancelliere Christian Stocker ha avvertito che Vienna non darà il proprio assenso se il contributo richiesto al Paese supererà una soglia considerata sostenibile. Una posizione che avvicina il governo austriaco a quello tedesco di Friedrich Merz e riaccende lo scontro tra Bruxelles e i Paesi che chiedono maggiore disciplina nella spesa europea.

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“Per l'Austria esiste una soglia di sopportazione. Se questa soglia dovesse essere superata, non darò il mio assenso”, ha dichiarato Stocker in un'intervista al quotidiano tedesco Welt.

Il cancelliere, esponente del Partito popolare austriaco (ÖVP), che come la CDU/CSU tedesca aderisce al Partito popolare europeo (PPE), si è schierato contro i piani della Commissione europea per il bilancio pluriennale 2028-2034.

Germania e Austria contro il bilancio Ue

La posizione di Vienna si inserisce nel fronte dei cosiddetti Paesi “frugali”, che chiedono di contenere la spesa dell'Unione e di verificare con maggiore attenzione l'impiego delle risorse comuni.

Secondo l'Istituto dell'economia tedesca, nel 2024 la Germania ha versato al bilancio europeo 13,1 miliardi di euro in più rispetto a quanto ha ricevuto. Anche l'Austria figura tra i principali contributori netti: rapportando il saldo al prodotto interno lordo (PIL), nel 2024 si è collocata al terzo posto, mentre in termini pro capite è stata quarta, dopo Germania, Irlanda e Svezia.

Vienna e Berlino condividono quindi la richiesta di limitare l'aumento dei contributi nazionali, insieme a Finlandia, Paesi Bassi, Svezia e Danimarca.

La posta in gioco è il bilancio settennale dell'Ue, per il quale la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo António Costa hanno proposto una dotazione complessiva di 1.985 miliardi di euro. Per cercare un compromesso, l'Irlanda, che detiene la presidenza di turno del Consiglio dell'Ue, ha chiesto una riduzione di 160 miliardi.

La proposta non è però sufficiente a convincere i governi più rigorosi sul fronte della spesa. A metà ottobre, i leader dei 27 Stati membri non sono riusciti a raggiungere un'intesa.

Il cancelliere austriaco Christian Stocker al vertice UE di Bruxelles il 16 ottobre 2026
Il cancelliere austriaco Christian Stocker al vertice UE di Bruxelles il 16 ottobre 2026 AP Photo

Il veto di un Paese può bloccare tutto

L'approvazione del bilancio pluriennale richiede l'unanimità degli Stati membri in sede di Consiglio, previa approvazione del Parlamento europeo. Il veto di un solo governo può quindi impedire di raggiungere l'accordo.

L'obiettivo è arrivare a un'intesa entro la fine del 2026, ma le distanze tra i governi restano ampie. La minaccia di Stocker aumenta la pressione sulla Commissione e sugli altri leader affinché rivedano le dimensioni del bilancio e le risorse richieste ai singoli Paesi.

Il negoziato è inoltre condizionato dalle scadenze politiche nazionali. Secondo diverse fonti, molte decisioni a Bruxelles dovranno essere prese prima delle elezioni presidenziali francesi della primavera del 2027, con l'euroscettica Marine Le Pen in testa ai sondaggi.

Stocker vuole meno funzionari europei

Le critiche austriache non riguardano soltanto l'entità del bilancio, ma anche il funzionamento delle istituzioni europee. Stocker ha contestato in particolare il progetto della Commissione di creare 2.500 nuovi posti di lavoro nell'amministrazione dell'Ue.

“In Austria stiamo tagliando 2.600 posti nella pubblica amministrazione e ricorriamo sempre di più all'intelligenza artificiale. Mi aspetto qualcosa di simile anche dalle istituzioni europee”, ha affermato il cancelliere.

Per Stocker, la riduzione del personale potrebbe contribuire a contenere la produzione di nuove norme e gli oneri burocratici, in linea con le richieste di semplificazione che arrivano da diversi governi europei.

La richiesta di maggiore rigore trova sostegno anche tra le associazioni dei contribuenti. La Federazione europea dei contribuenti, Taxpayers Association of Europe (TAE), ha chiesto di verificare l'efficacia della spesa prima di aumentare le risorse a disposizione di Bruxelles.

Il presidente dell'organizzazione, Michael Jäger, ha dichiarato a Euronews che un bilancio più ampio non si traduce automaticamente in politiche migliori. Per i governi più critici, il negoziato sul prossimo bilancio europeo non riguarda quindi soltanto quanto spendere, ma anche come rendere più efficiente l'utilizzo dei fondi comuni.

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