Cinque commissari europei, tra cui Kaja Kallas, avvertono che il taglio del 17% al programma Global Europe proposto dall’Irlanda indebolirebbe la capacità di influenza globale e la sicurezza dell’Unione, mentre il presidente del Consiglio Costa cerca un compromesso per il vertice del 26 novembre
I commissari europei responsabili dell’azione esterna dell'Ue hanno respinto i tagli proposti allo strumento Global Europe del bilancio comunitario, avvertendo che il livello dei finanziamenti deve essere allineato alle ambizioni europee. "Senza risorse adeguate, l'Ue rischia di perdere influenza sulla scena mondiale e di essere più vulnerabile rispetto a fattori esterni", si legge nella loro lettera, che Euronews ha potuto consultare, nella quale si sottolinea come il contesto globale sia cambiato radicalmente negli ultimi anni.
António Costa dovrebbe presentare una nuova ipotesi di compromesso
Il documento risponde ai deputati relatori Michael Gahler (Germania/Partito popolare europeo) e Robert Biedroń (Polonia/Socialisti & democratici), dopo che la presidenza irlandese del Consiglio dell'Ue ha proposto un taglio del 17,4% al programma. Il testo è cofirmato dalla responsabile della diplomazia dell'Ue Kaja Kallas e dai commissari Marta Kos (Allargamento), Dubravka Šuica (Mediterraneo), Jozef Síkela (Partnership internazionali) e Hadja Lahbib (Preparazione e gestione delle crisi).
I leader dell'Ue hanno in larga misura respinto la proposta irlandese nel vertice di giovedì scorso. Il presidente del Consiglio europeo António Costa dovrebbe presentare una nuova ipotesi di compromesso prima del vertice straordinario del 26 novembre e la lettera sembra mirare a plasmarlo.
I commissari avvertono che ridurre i finanziamenti del programma potrebbe comportare conseguenze rilevanti per l'Ue e i suoi partner in termini di sicurezza, stabilità, prosperità e migrazioni, nonché indebolire la capacità dei Paesi membri di costruire partenariati reciprocamente vantaggiosi.
Un costante calo degli aiuti allo sviluppo dai Paesi Ue e dagli Usa
La lettera segnala inoltre un costante calo degli aiuti allo sviluppo da parte dei Paesi dell'Ue e di altri grandi donatori, come gli Stati Uniti. Questo, si legge, rischia di lasciare vuoti importanti nei Paesi partner, con potenziali conseguenze gravi. L’allargamento è poi un altro capitolo per il quale lo strumento necessita di risorse adeguate, in particolare in termini di sostegno pre-adesione, che "necessita di finanziamenti sufficienti per rendere riforme difficili all’altezza del costo politico per i governi".
Anche la regione che va dal Nord Africa al Medio Oriente e al Golfo è indicata come cruciale per la sicurezza e la prosperità dell'Ue, in particolare per quanto riguarda energia e migrazioni. Risorse consistenti sono ritenute perciò essenziali per affrontare in modo credibile la portata delle sfide in quell’area. Secondo la lettera, l'Europa deve mantenere poi un ruolo di primo piano anche nell’Africa subsahariana, nell’Asia-Pacifico e in America Latina, dove la sua presenza rafforza la stabilità, la diversificazione delle catene di approvvigionamento e la sicurezza economica.
In gioco anche il multilateralismo e l'azione per il clima
"Su scala globale, saranno necessarie risorse adeguate per confermare la leadership mondiale dell’Unione in settori politici chiave. In caso contrario, il ruolo europeo come campione del multilateralismo, in particolare sull’azione per il clima, verrà indebolito, erodendo anche la sua credibilità", prosegue la lettera.
Per i cinque commissari, un bilancio ambizioso per Global Europe è anche fondamentale per affrontare minacce emergenti come la manipolazione dell’informazione, gli attacchi ibridi e i rischi per la navigazione, mantenendo al tempo stesso la flessibilità necessaria per reagire rapidamente alle crisi e ai cambiamenti di priorità.