Seguiteci
Pubblicità

A Bruxelles leader Ue chiedono interventi rapidi contro i rincari dei carburanti, discusso nuovo bilancio

Caricamento del video
il presidente del Consiglio europeo Costa, il primo ministro belga De Wever, il presidente francese Macron e il primo ministro olandese Rob Jetten al summit di Bruxelles
il presidente del Consiglio europeo Costa, il primo ministro belga De Wever, il presidente francese Macron e il primo ministro olandese Rob Jetten al summit di Bruxelles -  Diritti d'autore  Geert Vanden Wijngaert/Copyright 2025 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Geert Vanden Wijngaert/Copyright 2025 The AP. All rights reserved
Di Gabriele Barbati
Pubblicato il
Condividi Commenti Segui Euronews su Google
Condividi Close Button
Copia e incolla il codice embed del video qui sotto: Copy to clipboard Link copiato!

I capi di governo dei Paesi Membri sono riuniti a Bruxelles. L'energia è in cima all'agenda, ma si è parlato anche del prossimo bilancio UE e di deficit commerciale con la Cina. Venerdì sarà dedicato all'Ucraina

I leader dell'Unione europea chiedono interventi rapidi per contenere gli effetti del nuovo aumento dei prezzi dell'energia. Nel corso del Consiglio europeo di Bruxelles, i capi di Stato e di governo hanno condiviso la necessità di adottare misure a breve termine per proteggere famiglie, imprese ed economie nazionali dall'impatto del caro energia.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

"È chiaro che abbiamo bisogno di misure a breve termine perché dobbiamo garantire prezzi energetici accessibili per i cittadini e le imprese. Ma dobbiamo anche rispettare gli obiettivi climatici", ha detto il primo ministro filandese Petteri Orpo.

Secondo fonti europee, tra i Ventisette è emersa una convergenza sulla necessità di affrontare l'immediata pressione esercitata dai mercati energetici, aggravata dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dall'approssimarsi della stagione fredda.

Se in molti sono d'accordo nella critica agli Stati Uniti per avere deciso di acquistare gasolio dalla Russia sospendendo le sanzioni, come fatto mercoledì da Giorgia Meloni, la Bulgaria si è dissociata.

"Sapete qual è il nostro problema in questo momento in Europa? I prezzi elevati del carburante. Apprezziamo qualsiasi misura volta a ridurre i prezzi del carburante e a garantire la nostra competitività", ha specificato il premier bulgaro Rumen Radev.

Bruxelles: aiuti immediati ma senza cambiare la strategia energetica

I leader europei hanno ribadito che gli obiettivi strategici dell'Ue restano invariati, a partire dalla transizione energetica, dalla riduzione della dipendenza dai combustibili fossili e dal rafforzamento della sicurezza degli approvvigionamenti attraverso la diversificazione delle fonti.

Il confronto ha riguardato anche la revisione del sistema europeo di scambio delle quote di emissione, l'ETS, che l'attuale fase di instabilità energetica ha riportato al centro del dibattito politico.

Secondo diversi diplomatici dell’UE, il piano dei quattro paesi del Gruppo di Visegrad — Slovacchia, Ungheria, Repubblica Ceca e Polonia — volto a rinviare al 2030 l’entrata in vigore del prossimo Sistema di scambio delle quote di emissione (ETS2) è destinato a fallire.

L’ETS2 è il nuovo mercato del carbonio che, a partire dal 2029, coprirà i combustibili utilizzati nel trasporto stradale e negli edifici. Questo strumento per il clima era già stato rinviato una volta, anche con la pressione dell'Italia, a causa delle preoccupazioni relative al suo impatto sociale sui più vulnerabili, poiché l’ETS2 comporterà inevitabilmente un ulteriore aumento delle bollette energetiche.

Un diplomatico dell’UE ha dichiarato a Euronews che gli emendamenti proposti "non otterranno mai l’unanimità richiesta".

Uno dei temi più discussi riguarda il funzionamento del mercato elettrico europeo. L'Italia ha in corso una trattativa con Bruxelles per mettere in atto i provvedimenti varati nel decreto-bollette.

Ma diversi Paesi hanno sollevato il problema del sistema di formazione del prezzo dell'elettricità, basato sul cosiddetto prezzo marginale, quindi su quello della fonte più costosa necessaria a soddisfare la domanda, che in molti casi continua a essere il gas, di fatto alzando anche le tariffe delle altre fonti energetiche.

Secondo fonti diplomatiche europee, la Commissione avrebbe riconosciuto il problema e si sarebbe impegnata ad approfondire ulteriormente la questione.

Si parla del prossimo bilancio dell'UE 2028-2034 e di deficit commerciale

Nel vertice i leader dell’UE hanno discusso anche del prossimo bilancio dell’Unione (tecnicamente Quadro finanziario pluriennale), in tutto circa 2.000 miliardi di euro, su cui però i cosiddetti Paesi frugali hanno, in testa la Germania, hanno chiesto di tagliare.

"Dobbiamo ridurre in modo significativo il bilancio comune rispetto alle proposte della Commissione europea. Nessuno Stato membro può permettersi di contribuire all’Unione europea su una tale scala", ha detto il cancelliere tedesco Friederich Merz.

Dall'altra parte, Giorgia Meloni e il presidente romeno Nicusor Dan hanno riunito prima dell'inizio del summit il gruppo degli "Amici della Coesione", formato da 17 Paesi che chiedono di preservare le risorse destinate a coesione e agricoltura, mantenendo al tempo stesso un bilancio "ambizioso, equo ed equilibrato".

In questo senso giovedì pomeriggio le discussioni si sono concentrate sia sull'entità del bilancio sia sulle entrate fiscali su cui l'UE può e potrà contare. Tra le risorse proprie discusse per finanziare il bilancio dell'Ue figurano la tassa sulle importazioni ad alte emissioni di carbonio (Cbam), il sistema europeo delle quote di emissione (Ets), una quota delle accise sul tabacco, un contributo per le grandi imprese, un prelievo sui rifiuti elettronici e una maggiore quota dei dazi doganali destinata direttamente a Bruxelles.

Costa ha esortato nuovamente a chiudere un accordo entro la fine dell'anno. La presidenza di turno irlandese non ha invece incluso le proposte del Parlamento europeo su tasse comuni per servizi digitali, gioco online e criptovalute.

Sulla questione del deficit commerciale con la Cina, previsto a 400 miliardi di euro alla fine di quest'anno, il presidente António Costa ha esortato ad alzare i livello dei negoziati con Pechino.

“Dobbiamo intensificare un dialogo orientato ai risultati con i nostri partner internazionali, potenziando al contempo il nostro arsenale di strumenti commerciali”, ha affermato Costa su X.

All’inizio di questo mese, la Commissione europea è riuscita a ottenere concessioni preliminari da Pechino in tre settori: auto ibride e ibride plug-in, terre rare e magneti permanenti, nonché l’accesso al mercato per le aziende europee, per un valore stiamto di 15 miliardi di euro.

Funzionari e diplomatici dell’UE ammettono che si tratta solo di un primo passo e che occorre fare di più per riequilibrare le relazioni commerciali fortemente sbilanciate.

Si prevede che i leader incarichino la Commissione di sviluppare nuovi strumenti commerciali da attivare qualora la situazione dovesse continuare così com’è ora: insostenibile.

La seconda giornata del vertice sarà dedicata principalmente all'Ucraina, alla presenza del presidente Volodymyr Zelensky, arrivato a Bruxelles giovedì dal Regno Unito.

Dopo avere incontrato Mark Rutte, il segretario generale della NATO ha detto di avere discusso con il presidente ucraino “dell'importanza di attuare una tregua energetica, nonché del continuo sostegno degli alleati della NATO all'Ucraina, anche attraverso il meccanismo PURL”, vale di a dire di acquisto con fondi europei di armi made in USA da destinare a Kiev.

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti Segui Euronews su Google

Notizie correlate

Di cosa si parla al Consiglio Ue a Bruxelles: prezzi dell'energia, bilancio e sostegno all'Ucraina

Incontro Meloni-De Wever: "Schenghen si preserva con difesa dei confini" e chiedono Consiglio UE su energia

A Bruxelles leader Ue chiedono interventi rapidi contro i rincari dei carburanti, discusso nuovo bilancio