Il rapporto Inail presentato martedì ha evidenziato un lieve aumento delle denunce di infortuni sul lavoro ma anche un calo del 3,3% degli incidenti con esito mortale
Le morti sul lavoro sono in lieve calo nel 2025, secondo i dati pubblicati martedì dall'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail), con 1.198 persone decedute mentre lavoravano lo scorso anno, un 3,3% in meno rispetto all'anno precedente (nel 2024 sono morti 1.239 lavoratori).
Aumentano invece le denunce di infortunio dell'1,2%, salite a 600mila in totale nel 2025. Tra queste l'incremento maggiore riguarda le denunce per studenti, che hanno registrato un +3,4% con 81mila segnalazioni, a fronte di 519mila denunce per lavoratori (+0,8%).
In questa stima le donne rappresentano il 32,1% del totale degli infortuni denunciati in occasione di lavoro nel 2025, ovvero un caso su tre. Se si considerano i casi di infortunio mortale, un caso su 16 riguarda una donna, circa il 6,1% del totale.
Nel presentare il rapporto, il presidente dell'Inail Fabrizio d'Ascenzo ha sottolineato che "occorre abolire il criterio selettivo che conforma il Testo unico, allo scopo di estendere, secondo un tendenziale principio di universalità, le tutele Inail a nuove platee di lavoratrici e lavoratori". Secondo d'Ascenzo è poi fondamentale "il tema dell'adeguamento delle prestazioni economiche garantite a infortunati, tecnopatici e superstiti".
In media 1.720,4 incidenti sul lavoro ogni 100mila occupati: in crescita infortuni nel tragitto casa-lavoro
A crescere, in particolare, il numero di denunce di incidenti in itinere, cioè avvenuti durante il tragitto tra la propria abitazione e il posto di lavoro, che nel 2025 hanno registrato un aumento del 2,4%, per 104.417 denunce sul totale delle denunce per lavoratori. Prendendo solo le denunce per infortuni in occasione di lavoro si registra invece una lieve crescita dello 0,5%, pari a 414.917 casi.
Mettendo in relazione il numero di occupati dell'Istat con il numero di infortuni sul lavoro, nel 2025 si sono verificati 1.720,4 incidenti sul lavoro ogni 100mila occupati, in calo dello 0,3% rispetto all'anno precedente e del 13,4% rispetto al 2019, quando gli incidenti sono stati 1.986,7. Sono diminuiti anche gli incidenti mortali del 4,9% rispetto al 2024, con 3,69 morti ogni 100mila occupati.
Se si considerano solo i casi mortali, due vittime su tre hanno più di 50 anni. Nel complesso, invece, la fascia d'età più colpita da infortuni in occasione di lavoro è quella dei lavoratori tra i 50 e i 64 anni, con il 35,5%. A seguire gli under 35 con il 30,7%, e la fascia tra i 35 e i 49 anni con il 30,6%. Gli over 64 costituiscono invece il 3,2% del totale, un numero in crescita rispetto al 2024.
Aumenta numero di malattie professionali, il dato più alto in 26 anni
Nella relazione dell'Inail emerge anche l'aumento costante delle malattie professionali, un valore quadruplicato dal 2000, con 98.312 denunce nel 2025 (+ 11,3% rispetto al 2024), il dato più alto registrato in 26 anni. L'Inail ha però spiegato che la crescita "non riflette necessariamente un peggioramento delle condizioni lavorative, ma evidenzia l'emersione del sommerso".
Va poi ricordato che il numero delle denunce non corrisponde a quello dei singoli lavoratori coinvolti, dato che la stessa persona può presentare più segnalazioni in merito a diverse patologie. Nel 2025 il numero di lavoratori interessati è stato di 63.136, un +8,8% sul 2024. In media, dunque, sono 1,6 le denunce per lavoratore, un numero dato dalla presenza di più segnalazioni riferite allo stesso lavoratore. Tre casi su quattro riguardano patologie muscolo-scheletriche, con circa 70mila denunce.
La maggior parte degli infortuni avviene nella gestione Industria e Servizi
Il settore più interessato da denunce per infortuni in occasione di lavoro, da cui vengono l'89,7% del totale delle denunce, è la gestione Industria e Servizi. Seguono l'Agricoltura con il 5,8%, e il conto Stato al 4,5%.
Considerando esclusivamente gli infortuni mortali avvenuti in occasione di lavoro, la quota più consistente delle denunce riguarda il settore Industria e Servizi, che rappresenta l'85,2% del totale. Anche in questo caso seguono il comparto agricolo con il 13,5% e la gestione per conto dello Stato che incide per l'1,3%.
Nel 2025 il numero più alto di casi mortali in occasione di lavoro ha riguardato nello specifico il settore delle costruzioni, con 175 decessi (19 in meno rispetto al 2024), il comparto manifatturiero con 129 morti (più otto persone dall'anno precedente), e il settore del trasporto e magazzinaggio, che ha registrato 126 decessi (meno venti rispetto al 2024).