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Funerali di Stato a Roma per i quattro militari morti in Bosnia: presenti Mattarella e Meloni

I soccorritori accanto al relitto di un elicottero italiano CH-47 Chinook precipitato a Brcko, in Bosnia, giovedì 29 ottobre 2026
I soccorritori accanto al relitto di un elicottero italiano CH-47 Chinook precipitato a Brcko, in Bosnia, giovedì 29 ottobre 2026 -  Diritti d'autore  Foto AP/Predrag Simic
Diritti d'autore Foto AP/Predrag Simic
Di Gabriele Barbati
Pubblicato il •Ultimo aggiornamento
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Nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma si sono svolti i funerali di Stato di Simone Ruggia, Claudio Marchesi, Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci, morti nel disastro dell'elicottero militare in Bosnia. Crosetto annuncia monumento alla memoria

Alla Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, a Roma, si sono svolti i funerali di Stato di Simone Ruggia, Claudio Marchesi, Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci, i quattro militari morti il 29 ottobre nello schianto del CH-47 precipitato in Bosnia durante una missione dell'operazione Eufor Althea.

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I feretri, avvolti nel Tricolore, sono stati accolti da un picchetto d'onore e portati a spalla dai commilitoni. Sulle bare erano state collocate le fotografie delle vittime: i sergenti dell'Aviazione dell'Esercito Simone Ruggia e Claudio Marchesi, il tenente Franco Adriano Zecchillo e la sergente Laura Procacci del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana.

Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro della Difesa Guido Crosetto, il ministro degli Esteri Antonio Tajani e i presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, e diversi leader di partito.

L'omelia: "Seminatori di germogli di pace"

Durante la celebrazione, l'ordinario militare per l'Italia, monsignor Gian Franco Saba, ha ricordato il significato della missione svolta dai quattro militari.

"Siamo invitati a guardare a loro come seminatori di germogli di pace mediante la promozione degli aiuti umanitari, spinti dal desiderio di promuovere soluzioni per i più fragili e per tenere viva la speranza nelle popolazioni esposte alle aggressioni".

Nell'omelia monsignor Saba ha poi sottolineato il valore del servizio prestato dalle vittime, evidenziando come abbiano dedicato competenze e professionalità agli interventi sanitari e alle operazioni a sostegno della pace.

"Simone, Claudio, Franco Adriano e Laura hanno intuito che dedicare la vita per il sevizio è anticipazione del paradiso, vera sapienza".

Crosetto: "Lo Stato è qui unito senza divisioni"

Nel corso della commemorazione è intervenuto anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha voluto rimarcare la presenza compatta delle istituzioni accanto alle famiglie delle vittime.

"La Repubblica è qui a questo funerale, lo Stato unito è qui senza divisioni per rendere omaggio a questi quattro fratelli, la famiglia della Difesa è qui, con i famigliari".

Crosetto ha poi ricordato la visita compiuta in Bosnia sul luogo dell'incidente e l'incontro con esponenti delle diverse comunità religiose del Paese.

"MI hanno detto: non riusciamo mai a trovare l'accordo su nulla, ma ci siamo messi d'accordo in un secondo oggi: costruiremo un monumento che ricordi questi quattro ragazzi".

Rivolgendosi infine ai militari caduti, il ministro ha concluso: "Voi siete l'Italia migliore e l'Italia migliore va difesa sempre".

Al termine delle esequie, le bare sono state nuovamente deposte sui carri funebri per raggiungere i rispettivi Comuni di provenienza, dove si svolgerà la sepoltura.

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