Loader
Seguiteci
Pubblicità

Bilancio Ue, negoziati in stallo nonostante la corsa a un accordo entro fine anno

Il commissario europeo al Bilancio UE Piotr Serafin al Parlamento europeo, novembre 2024
Il commissario europeo al Bilancio UE Piotr Serafin al Parlamento europeo nel novembre 2024 Diritti d'autore  AP Photo/Geert Vanden Wijngaert
Diritti d'autore AP Photo/Geert Vanden Wijngaert
Di Eleonora Vasques
Pubblicato il
Condividi Commenti Segui Euronews su Google
Condividi Close Button

Da mesi gli Stati membri ripetono le proprie posizioni negoziali, alimentando la frustrazione delle istituzioni Ue che chiedono progressi più rapidi. Un’intesa solo a dicembre lascerebbe i negoziati bloccati quasi fino alla fine

I ministri per gli Affari europei si sono riuniti a Bruxelles martedì per un nuovo ciclo di negoziati sul prossimo bilancio settennale dell'Ue. Nonostante l'obiettivo comune di chiudere un accordo entro fine anno, il processo sembra bloccato e restano aperte differenze rilevanti.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

"Questo è il mio quarto negoziato sul quadro finanziario pluriennale (QFP), quindi devo ammettere che alcune discussioni danno una forte sensazione di déjà-vu", ha dichiarato il commissario europeo al Bilancio Piotr Serafin durante un dibattito con i ministri dell'Ue martedì.

"Molte posizioni sono piuttosto prevedibili, poiché vengono ripetute con costanza da decenni", ha aggiunto il commissario.

Costa e von der Leyen puntano a bilancio Ue sostenuto da nuove imposte europee

La prossima tappa chiave dei negoziati sarà il Consiglio europeo a Bruxelles, a metà ottobre. In vista di quella riunione il governo irlandese, che presiede attualmente i colloqui tra gli Stati membri, presenterà un testo di compromesso da sottoporre ai leader.

"C'è un accordo di massima per arrivare a un'intesa entro la fine dell'anno", ha detto martedì ai giornalisti il ministro irlandese per gli Affari europei Thomas Byrne, riferendosi alle discussioni tra i 27 Stati membri dell'Ue.

Il testo di ottobre dovrebbe rappresentare la penultima fase, prima del compromesso finale atteso a dicembre, quando i leader dell'Ue dovranno colmare le loro divergenze e trovare un equilibrio in grado di sbloccare lo stallo.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo António Costa hanno più volte chiesto un bilancio ambizioso, sostenuto da nuove imposte europee e da stanziamenti adeguati alle aspirazioni del continente in settori strategici come l'AI e la difesa, preservando al tempo stesso fondi sufficienti per le aree tradizionali come agricoltura e pesca.

Le istituzioni europee vogliono evitare di ripetere quanto accaduto nei precedenti negoziati di bilancio, quando gli Stati membri non riuscirono a mettersi d'accordo su nuove fonti di entrata dell'Ue, le cosiddette "risorse proprie". Questa volta, però, l'incertezza crescente a livello globale e la spinta della Commissione a rafforzare la competitività europea sulla scena internazionale rendono ancora più urgente reperire nuove entrate per investire nei settori strategici.

La proposta da 2.000 miliardi di euro presentata dalla Commissione nel luglio 2025 va in questa direzione. Prevede maggiori fondi per competitività, sicurezza e difesa, accompagnati da tagli significativi ai fondi agricoli e regionali rispetto all'attuale bilancio.

I due schieramenti interni all'Ue e le divisioni sul bilancio

Negli ultimi mesi si sono formati due schieramenti principali tra gli Stati membri. Il primo, composto da 17 Paesi e noto come "Friends of Cohesion" ("Amici della coesione"), spinge per mantenere i finanziamenti destinati all'agricoltura e allo sviluppo regionale.

Un altro gruppo, che comprende Germania, Austria, Paesi Bassi, Finlandia, Svezia e Danimarca, chiede tagli di "diverse centinaia di miliardi di euro" sull'intero bilancio, pur dando priorità alla spesa per difesa e competitività. Si definiscono "modernisers", anche se sono comunemente descritti come "frugals" (Paesi frugali).

La Germania guida il fronte dei Paesi frugali e ha colto l'occasione martedì per alzare i toni, anche in contrasto con la posizione delle istituzioni europee. Rivolgendosi in particolare a Costa – che si è espresso con forza contro i grandi tagli al bilancio – il ministro tedesco Gunther Krichbaum ha detto che il presidente del Consiglio europeo ha perso il contatto con la realtà. "Ci si deve chiedere se il signor Costa non abbia ormai completamente perso il senso della realtà", ha dichiarato ai giornalisti a margine della riunione, mentre Berlino continua a insistere per riduzioni sostanziali.

Gli "Amici della coesione" sostengono in linea di massima l'introduzione di nuove "risorse proprie", mentre i Paesi frugali restano più scettici. Questi ultimi sostengono che, in quanto contributori netti, si faranno carico di una quota sproporzionata del costo del prossimo bilancio, ricordando che oggi coprono già circa il 40% dei contributi all'attuale quadro finanziario.

Il bilancio dovrebbe essere finanziato attraverso una combinazione di contributi calcolati come percentuale del reddito nazionale lordo (RNL) degli Stati membri e nuove "risorse proprie". I Paesi dovranno mettersi d'accordo sulla quota di RNL da destinare al bilancio dell'Ue e sulle risorse proprie da attivare per coprire il fabbisogno restante.

Divisioni anche tra europarlamento e governi nazionali degli Stati membri Ue

"Vedo molti modi diversi di calcolare i contributi nazionali. Sembra che sia in corso una competizione tra le capitali per presentare cifre che dimostrino che il loro contributo nazionale aumenta di più. Questo non è particolarmente utile", ha detto Serafin durante il dibattito di martedì, invitando i Paesi dell'Ue a costruire una "comprensione comune dei dati reali" da presentare nel modo più oggettivo possibile.

Byrne ha spiegato ai giornalisti lunedì che la presidenza irlandese presenterà una serie di proposte sulle risorse proprie all'interno del testo che sarà messo sul tavolo a ottobre.

Per arrivare a un accordo, tutti i 27 Stati membri devono dare il loro via libera al nuovo bilancio. L'intesa finale dovrà inoltre ottenere l'approvazione del Parlamento europeo, la cui posizione sul bilancio diverge in modo significativo da quella dei governi nazionali.

Gli eurodeputati chiedono un aumento del 10% dei fondi sulle principali linee di bilancio e vogliono che il rimborso dei prestiti del Piano di ripresa, emessi nel 2020 per sostenere l'economia dopo la pandemia di COVID-19, resti al di fuori del bilancio ordinario dell'Ue.

Nel corso del dibattito di martedì, i principali eurodeputati hanno chiesto agli Stati membri di evitare i tagli. "Se riduciamo il bilancio dell'Ue, i singoli Paesi dovranno affrontare queste sfide separatamente a livello nazionale, probabilmente a un costo più elevato", ha affermato l'eurodeputato romeno Siegfried Mureșan, che co-guida i negoziati per il Parlamento insieme alla portoghese Carla Tavares.

Tavares ha sollecitato gli Stati membri a intensificare i negoziati. "Il tempo stringe e dobbiamo fare progressi se vogliamo raggiungere in tempo un accordo sul prossimo QFP. Il Parlamento è pronto a lavorare per creare le condizioni necessarie al suo consenso, ma anche il Consiglio deve avanzare, in particolare sulle nuove autentiche risorse proprie", ha dichiarato.

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti Segui Euronews su Google

Notizie correlate

Il prossimo bilancio UE dovrebbe finanziare soluzioni per i migranti, dice il viceministro degli Esteri greco

Bilancio Ue, negoziati in stallo nonostante la corsa a un accordo entro fine anno

Trump firma accordo di sicurezza sulla Groenlandia: gli Usa potranno ampliare la presenza militare