I prezzi elevati dell’energia e l’escalation militare in Medio Oriente hanno spinto il premier greco, Kyriakos Mitsotakis, a scrivere a Bruxelles per chiedere maggiore flessibilità fiscale. La Grecia ha il debito più alto tra i Paesi Ue e andrà al voto nel 2027 come l'Italia
Il primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis, ha chiesto alla Commissione europea di "intervenire", concedendo ai governi nazionali maggiore margine di bilancio per proteggere famiglie e imprese da un nuovo shock dei prezzi dell'energia, secondo una lettera visionata da Euronews.
"Dobbiamo trovare la flessibilità aggiuntiva necessaria all'interno del quadro di governance economica per consentire agli Stati membri di adottare ulteriori misure di sostegno (...) salvaguardando al contempo la sostenibilità fiscale", si legge nella lettera, datata 30 settembre. che arriva nelle stesse ore di una richiesta analoga da parte dell'Italia.
Rivolgendosi alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e al presidente dell'Eurogruppo Kyriakos Pierrakakis, Mitsotakis afferma che l'ultima crisi energetica in Europa sta durando più del previsto, mentre l'aumento degli attacchi contro le infrastrutture energetiche in Medio Oriente rischia di trasformarla in una sfida sia economica sia politica per Atene.
La Grecia ha il più alto debito pubblico nazionale tra i 27 Paesi membri dell'UE. Sebbene l'economia del Paese sia in crescita, l'ondata di generose sovvenzioni statali e di ampi tagli fiscali rende molto più difficile ridurre il debito enorme accumulato.
Per aiutare le famiglie ad affrontare l'aumento dei costi, Atene ha distribuito ingenti aiuti in contanti per le bollette energetiche, i carburanti e l'agricoltura. Allo stesso tempo Mitsotakis ha tagliato le imposte sul reddito e sulla proprietà per compiacere gli elettori e rilanciare le attività economiche in vista delle elezioni parlamentari previste per il 2027.
Ridurre artificialmente i prezzi dell'energia
Diversi Paesi dell'UE hanno già speso miliardi di euro in tagli fiscali e sovvenzioni per proteggere da prezzi alle stelle. Ma i governi sono vicini a un punto di rottura in cui "non ci sono soldi", come ha detto senza mezzi termini il primo ministro belga Bart De Wever, che ha escluso misure generalizzate per affrontare il caro energia.
Il leader greco richiama nella lettera anche gli aumenti vertiginosi registrati da quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato una guerra contro l'Iran il 28 febbraio: i prezzi della benzina nell'UE prima delle imposte sono saliti del 53%, il diesel del 66%, mentre il gas è passato da poco più di 30 euro/MWh a circa 70 euro/MWh.
In molti Paesi dell'UE, i prezzi dell'elettricità hanno superato i 100 euro/MWh nell'ultimo mese, rispetto ai 42 registrati prima delle tensioni in Medio Oriente, con alcuni mercati che si avvicinano o superano i 200 €/MWh.
Mitsotakis sostiene che il problema non sono più solo i costi dell'energia, ma il loro effetto a catena sull'inflazione generale e sulla capacità delle famiglie di far fronte alle spese.
La Grecia propone che le misure nazionali temporanee di sostegno a consumatori e imprese possano, fino a un certo limite, essere escluse dall'indicatore di spesa netta dell'UE, il tetto alla spesa pubblica che stabilisce quanto rapidamente un governo nazionale può aumentare il proprio bilancio corrente.
Il premier greco ha proposto inoltre che i governi possano contabilizzare le entrate IVA aggiuntive generate dall'aumento dei prezzi dell'energia.
Se la Commissione europea prendesse in considerazione queste misure, i governi avrebbero più spazio di bilancio per sovvenzionare o sostenere in altro modo cittadini e imprese senza subire la stessa pressione delle regole fiscali dell'UE.
Mitsotakis si aspetta che la richiesta venga discussa nella riunione dei ministri dell'Energia a Bruxelles questo mese e al vertice del prossimo anno dei capi di Stato e di governo dell'UE.
"Non è politicamente accettabile che la principale linea d'azione proposta finora dalla Commissione sia soltanto quella di ridurre la domanda di energia. Dobbiamo avere all'ordine del giorno un ventaglio più ampio di idee che rispondano all'urgenza dell'attuale momento", si legge nella lettera.