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Hormuz, nuovo scontro tra Trump e l'Iran. Teheran: "Lo Stretto resterà iraniano"

Una piccola imbarcazione passa accanto a cargo e ad altre navi commerciali ancorate nello Stretto di Hormuz, al largo di Bandar Abbas, in Iran, mercoledì 5 agosto 2026.
Una piccola imbarcazione passa vicino a cargo e ad altre navi mercantili ancorate nello Stretto di Hormuz, al largo di Bandar Abbas, in Iran, mercoledì 5 agosto 2026. Diritti d'autore  Amirhosein Khorgooi/ISNA via AP
Diritti d'autore Amirhosein Khorgooi/ISNA via AP
Di Nathan Rennolds
Pubblicato il
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Parlando venerdì a New York, Trump ha detto: "Presto dichiarerò lo Stretto di Hormuz territorio degli Stati Uniti"

Nuovo braccio di ferro tra Stati Uniti e Iran sullo Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più strategici al mondo e snodo fondamentale per il commercio globale di petrolio e gas. Teheran ha reagito duramente alle parole di Donald Trump, che ha minacciato di dichiarare il passaggio "territorio degli Stati Uniti" una volta conclusa la guerra contro l'Iran.

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"Lo Stretto di Hormuz è stato iraniano, è iraniano e resterà iraniano", ha scritto su X il viceministro iraniano degli Esteri per gli affari giuridici e internazionali, Kazem Gharibabadi.

Una risposta che riaccende lo scontro sul controllo dello stretto, già al centro delle tensioni tra Washington e Teheran e di una crisi che rischia di avere conseguenze ben oltre il Medio Oriente.

Trump: "Nessuna nave passa se non vogliamo"

Trump ha fatto riferimento a Hormuz venerdì a New York, parlando della guerra con l'Iran. Il presidente americano, sorridendo, ha dichiarato: "Dopo che avremo finito di sconfiggere l'Iran, che sta subendo pesanti sconfitte, tra non molto dichiarerò lo Stretto di Hormuz territorio degli Stati Uniti".

Trump ha poi aggiunto: "Abbiamo il blocco. Nessuna nave passa se non vogliamo".

Non è chiaro se il presidente intendesse avanzare una proposta concreta o se le sue parole fossero soprattutto una provocazione politica. Di certo, però, la dichiarazione ha provocato una reazione immediata da parte iraniana.

Persone nuotano e trascorrono del tempo lungo la costa dello Stretto di Hormuz, vicino a Bandar Abbas, in Iran, domenica 12 luglio 2026.
Persone nuotano e trascorrono del tempo lungo la costa dello Stretto di Hormuz, vicino a Bandar Abbas, in Iran, domenica 12 luglio 2026. AP photo

Teheran: "Sarà chiuso e riaperto solo dall'Iran"

Gharibabadi ha rilanciato la posizione di Teheran, sostenendo che l'Iran continuerà a controllare il passaggio marittimo.

"Questo stretto sarà chiuso e riaperto solo sotto il comando dell'Iran", ha affermato il viceministro, aggiungendo che Teheran continuerà a mantenere il blocco finché gli Stati Uniti non riconosceranno "la realtà della sconfitta" e non abbandoneranno quelle che ha definito "fantasiose illusioni".

Lo scontro verbale arriva mentre il passaggio è già sottoposto a forti limitazioni. L'Iran lo ha di fatto chiuso dopo l'inizio della guerra alla fine di febbraio, trasformando Hormuz in uno dei principali punti di confronto tra le due potenze.

Perché lo Stretto di Hormuz è così importante

Il valore strategico di Hormuz va ben oltre la disputa sulla sovranità. Il passaggio collega il Golfo Persico con il Golfo di Oman e il Mar Arabico e rappresenta una delle principali vie di uscita per le esportazioni energetiche del Golfo.

In condizioni normali, attraverso lo stretto passa circa un quarto del commercio mondiale di petrolio trasportato via mare. Per questo qualsiasi blocco prolungato può avere conseguenze immediate sui mercati energetici, sui prezzi del greggio e sulla sicurezza degli approvvigionamenti internazionali.

È proprio questo il motivo per cui il controllo di Hormuz è diventato una delle questioni più delicate nei rapporti tra Washington e Teheran.

La questione sembrava poter trovare una soluzione temporanea con il memorandum d'intesa raggiunto a giugno. L'accordo prevedeva che l'Iran riaprisse il passaggio marittimo e ribadisse l'impegno a non acquisire né sviluppare armi nucleari.

In cambio, gli Stati Uniti avevano annunciato la revoca del blocco navale contro l'Iran e la rimozione delle sanzioni nei confronti di Teheran. Le due parti avevano quindi 60 giorni per arrivare a un'intesa definitiva.

Ma il fragile equilibrio è durato poco.

Gli attacchi alle navi e il nuovo blocco americano

A luglio, nuovi attacchi iraniani contro navi in transito nello stretto hanno fatto precipitare nuovamente la situazione. Gli Stati Uniti hanno risposto con una nuova ondata di attacchi e con il ripristino del blocco navale dei porti iraniani, mettendo ulteriormente a rischio gli sforzi diplomatici.

Da allora Hormuz è tornato a essere uno dei principali fronti della crisi. Per Teheran, il passaggio rappresenta una leva strategica fondamentale; per Washington, la sua apertura è essenziale per garantire la libertà della navigazione e la stabilità dei mercati energetici.

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