"Se se ne va, non sarà mai più così vincente né redditizio", ha scritto il presidente USA Donald Trump su Infantino e i Mondiali in un post su Truth Social. Intanto rimangono accese le critiche verso il presidente della FIFA da parte del mondo del calcio
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha espresso pubblicamente il suo sostegno all’amico Gianni Infantino, mentre il contestato presidente della FIFA continua a fronteggiare critiche crescenti e richieste di dimissioni.
Con un post su Truth Social, Trump ha scritto che la federazione mondiale del calcio, la FIFA, "commetterebbe un errore terribile" se decidesse di separarsi da Infantino.
"È fantastico, ha appena presieduto il Mondiale di maggior successo di sempre, superiore di quattro volte a qualsiasi edizione precedente", ha scritto Trump, aggiungendo: "Se dovesse andarsene, non sarà mai più così vincente né così redditizio".
Nelle ultime settimane Infantino è finito sotto una forte pressione per un progetto di investimento privato che avrebbe permesso a investitori terzi di acquistare quote in una nuova società commerciale, la FIFA Forward Enterprise (FFE). La FFE avrebbe gestito le attività commerciali e gli eventi della FIFA, compresi i Mondiali, alimentando le accuse secondo cui la federazione stava cercando di "vendere" lo sport e scatenando diffuse critiche.
Da allora la FIFA ha accantonato il progetto e ha riconosciuto che sono stati commessi "errori" nella gestione della vicenda, ma le conseguenze continuano a crescere, con un divario sempre più profondo tra confederazioni e federazioni calcistiche.
Lunedì l’organo di governo europeo, la UEFA, che ha minacciato di boicottare i futuri eventi FIFA per questa vicenda, ha diffuso una lettera congiunta insieme alla Confederation of North, Central America and Caribbean Association Football (CONCACAF) e alla Asian Football Confederation (AFC). Nel testo si chiede un cambio di vertice alla FIFA e si afferma che la "fiducia" è stata "spezzata attraverso l’inganno".
"La forza del calcio è sempre stata la sua unità. Chiediamo che questa unità sia rispettata ora, con una leadership che serva il calcio e non cerchi di comandarlo", si legge nella lettera.
Il presidente FIFA, sempre più sotto assedio, conserva però un sostegno decisivo in altre parti del mondo.
La Confederation of African Football ha "riconfermato all’unanimità il proprio sostegno" a Infantino, e anche l’Argentina, finalista sconfitta ai Mondiali, e il Messico, Paese coorganizzatore del torneo, si sono schierati a loro volta dalla parte del presidente.
L’appoggio di Trump a Infantino non stupirà chi ha seguito i Mondiali, disputati tra Stati Uniti, Canada e Messico, e tutta la lunga preparazione del torneo.
La loro relazione, sempre più stretta, era già sotto osservazione dopo che Infantino aveva assegnato a Trump il primo "FIFA Peace Prize" (Premio FIFA per la pace).
Il momento più controverso è arrivato quando la FIFA ha deciso di sospendere una giornata di squalifica per l’attaccante statunitense Folarin Balogun, alla vigilia di una cruciale partita a eliminazione diretta contro il Belgio, dopo che Trump aveva telefonato a Infantino.
In un comunicato diffuso all’epoca, Infantino confermò che la telefonata c’era stata e disse di aver spiegato al presidente che "era in corso un procedimento legale che coinvolgeva gli organi giudiziari indipendenti della FIFA e che il caso sarebbe stato deciso a tempo debito dagli organi competenti".
"È così che funziona il sistema della FIFA, ed è un principio che difenderò sempre", aggiunse allora.