È l’ennesimo strappo tra le leghe calcistiche e Infantino: i suoi progetti sono stati percepiti come un attacco ai campionati nazionali e hanno incontrato la dura opposizione dei dirigenti europei
Gianni Infantino è finito di nuovo sotto pressione venerdì, dopo che la Serie A e altri tre tra i principali campionati europei hanno chiesto una riforma della governance della Fifa in seguito al fallimento del piano per vendere parte delle quote della Coppa del Mondo di calcio.
In un comunicato, sottoscritto anche dai massimi campionati di Spagna, Regno Unito e Germania, si afferma senza mezzi termini che il calcio ha "subito uno dei più gravi abusi di potere nella storia della Fifa". Nel testo si accusa il presidente della federazione internazionale di promuovere attivamente "idee speculative invece di proteggere il calcio da esse".
"C'è un problema strutturale di governance della Fifa"
La Premier League è il campionato più ricco e seguito al mondo. La sua collaborazione con Serie A, Bundesliga e Liga aumenta perciò la pressione su Infantino, che si trova ad affrontare la crisi più grave nei suoi dieci anni alla guida della Fifa. Pur non spingendosi, come la Uefa, a chiederne esplicitamente le dimissioni, il comunicato appare fortemente critico e attacca il "costante espansionismo" della federazione.
"Le basi storiche del calcio sono state, negli ultimi anni, minacciate da un problema strutturale di governance", si legge. "Ora è il momento di decidere non solo chi guiderà la Fifa, ma anche come la Fifa dovrà essere guidata".
Si tratta dell’ennesimo strappo tra i campionati e Infantino, i cui progetti sono stati percepiti come un attacco al calcio e sono stati fermati proprio grazie alla forte reazione dei dirigenti europei. I quattro grandi campionati fanno parte anche della rete European Leagues, che nel 2023 ha presentato alla Commissione europea a Bruxelles un reclamo formale contro gli standard di governance della Fifa, ritenuti "abusivi".
Infantino vorrebbe ricandidarsi alla guida della Fifa
Nonostante le proteste per il controverso piano di cedere a terzi una quota degli utili della Coppa del Mondo attraverso una controllata commerciale, e la perdita del sostegno di molte federazioni nazionali, la Fifa afferma che Infantino intende ricandidarsi alle elezioni del prossimo anno per un ultimo mandato, fino al 2031.
Il termine per la presentazione delle candidature alla prossima elezione presidenziale è fissato al 18 novembre. Le leghe di Inghilterra, Spagna, Italia e Germania hanno dichiarato di voler candidati alla presidenza che si presentino con un programma di riforme profonde.
"Il problema di governance della Fifa va ben oltre il ruolo di un singolo individuo. La questione più ampia è se il presidente della federazione debba poter concentrare allo stesso tempo un potere di regolamentazione, commerciale e politico così esteso, senza controlli ed equilibri efficaci", si legge ancora.
La proposta, poi accantonata, di Infantino di creare una società da 20 miliardi di dollari (17 miliardi di euro), chiamata Fifa Forward Enterprise, per gestire la Coppa del Mondo insieme a investitori privati, tra cui la famiglia Kushner, aveva colto di sorpresa il mondo del calcio quando è emersa a luglio scorso.
La reazione è arrivata sia dall'interno dell'organo di governo del calcio sia da altre federazioni, alcune delle quali hanno dichiarato di avere perso fiducia in Infantino.
Pur avendo cercato di placare il malcontento, con la Fifa che si è scusata per gli errori commessi e si è impegnata a "fare in modo che non si ripetano", le critiche non si sono placate. Il fronte dei quattro campionati aggiunge un'ulteriore voce contraria a Infantino, a pochi giorni dalla riunione in Danimarca del potente gruppo European Football Clubs.