Teheran avverte che prenderà di mira le navi statunitensi che tenteranno di modificare le rotte marittime autorizzate o di mantenere un blocco navale
L'escalation tra Iran e Stati Uniti si sposta ancora una volta sullo Stretto di Hormuz, il passaggio marittimo più strategico del mondo per il commercio energetico. Teheran ha lanciato un nuovo duro avvertimento a Washington, annunciando che prenderà di mira qualsiasi nave da guerra americana che tenti di imporre corridoi di navigazione diversi da quelli autorizzati dalla Repubblica islamica.
A pronunciare la minaccia è stato Mohsen Rezaei, alto consigliere della Guida suprema Ali Khamenei, intervistato dalla televisione di Stato iraniana. "Non permetteremo l'apertura di un secondo corridoio. Anche se gli Stati Uniti schiereranno navi da guerra, le prenderemo di mira", ha dichiarato.
Teheran: "Pronti a colpire navi e basi americane"
Il messaggio è rivolto direttamente agli Stati Uniti, impegnati a garantire la sicurezza della navigazione nella regione dopo la crisi esplosa nelle ultime settimane. Rezaei ha avvertito che, se Washington dovesse continuare quello che Teheran definisce un "blocco navale" contro l'Iran, la risposta militare sarebbe inevitabile.
"Ci saranno certamente gravi pericoli per le navi e le basi statunitensi. Non resteremo a guardare mentre gli Stati Uniti proseguono il blocco navale", ha affermato il consigliere della Guida suprema.
Le dichiarazioni alimentano ulteriormente la tensione in un'area da cui, prima dell'inizio del conflitto, transitava circa il 20 per cento del petrolio e del gas naturale commercializzati nel mondo. Qualsiasi interruzione del traffico nello Stretto di Hormuz potrebbe avere conseguenze immediate sui mercati energetici internazionali e sui prezzi del greggio.
Trump apre ai negoziati, ma l'Iran smentisce
Le minacce arrivano mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di aspettarsi l'avvio di negoziati con Teheran "entro uno o due giorni", definendo quelli annunciati "l'ultima possibilità" per raggiungere un accordo ed evitare nuovi attacchi devastanti contro l'Iran.
La Repubblica islamica, tuttavia, ha smentito l'esistenza di nuovi colloqui diretti con Washington. Secondo il governo iraniano, l'unico negoziato attualmente in corso riguarda un'intesa mediata dall'Oman per definire una rotta temporanea destinata al traffico marittimo nello Stretto di Hormuz.
"Lo stretto resterà chiuso"
A ribadire la posizione ufficiale è stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, secondo cui la riapertura della principale via marittima del Golfo Persico non è ancora all'orizzonte.
"Lo Stretto di Hormuz resterà chiuso finché non cesseranno le violazioni statunitensi", ha dichiarato, confermando che Teheran considera la riapertura della rotta subordinata a un cambio di atteggiamento da parte degli Stati Uniti.
La contrapposizione tra aperture diplomatiche e minacce militari rende il quadro estremamente instabile. Mentre Washington continua a parlare di una possibile soluzione negoziale, l'Iran mantiene una linea di forte pressione sullo snodo energetico più importante del pianeta, aumentando il rischio di un incidente militare che potrebbe avere ripercussioni ben oltre il Golfo Persico.